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SIDERNO. Scotto (Sel) con Fuda contro ex terna Commissari e prefetto: intervenga Alfano (sm)

SIDERNO. Scotto (Sel) con Fuda contro ex terna Commissari e prefetto: intervenga Alfano (sm)

SIDERNO. C’è qualcosa che non torna nella gestione commissariale del Comune di Siderno. Ed è un nodo che il deputato di Sel Arturo Scotto chiede al ministro dell’Interno Angelino Alfano di sciogliere, attraverso un’interrogazione a risposta scritta che parte dalla dichiarazione di dissesto, sottoscritta dalla terna commissariale nel 2013.

Un dissesto dichiarato pochi mesi dopo aver chiesto un’anticipazione di liquidità di circa 9 milioni di euro, da restituire allo Stato in 30 e grazie alla quale affrontare parte del debito dell’Ente. «Tale scelta è contraddittoria – denuncia Scotto -, in quanto lo Stato aveva messo a disposizione denaro liquido per dare “ossigeno” agli enti locali, e consentirgli di pagare i debiti scaduti per evitare, quindi, il dissesto finanziario ed invece a Siderno si fa esattamente il contrario: da un lato si prendono i soldi, mettendo, comunque, sulle spalle dei cittadini un mutuo trentennale, dall’altro si dichiara il dissesto finanziario».

Una scelta inspiegabile sotto il profilo strategico ed economico, dal momento che i debiti del dissesto «possono essere pagati al 50%», mentre la commissione ha deciso di pagarli al 100% tra il mese di maggio fino al 5 dicembre, «“bruciando” in sette mesi circa 11 milioni di euro». Le accuse di Scotto alla commissione sono molto chiare: 15 giorni prima di lasciare l’Ente, spiega il deputato, la triade, con la delibera 105, ha determinato «con un autentico artificio contabile», un fondo cassa iniziale da trasferire all’organo straordinario di liquidazione pari a zero, quantificando una somma a credito del Comune per pagamenti effettuati per conto dell’organo pari a 5.283.862,83 di euro. Ventiquattro ore prima di lasciare il posto al sindaco Pietro Fuda, inoltre, con la delibera 103, ha approvato il rendiconto dell'esercizio 2014, che, «grazie anche all’artificio contabile sopra detto», si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 7.686.612,89 euro, «omettendo, in violazione di legge, il contestuale riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi». È stato il successivo accertamento operato dall’amministrazione Fuda a far emergere la verità: eliminando tutti i residui non più esigibili, infatti, l’avanzo di amministrazione si è trasformato in un disavanzo di oltre 6,5 milioni di euro. Da credito a debito in men che non si dica, insomma.

«In sostanza, la commissione, in gran fretta, il giorno prima di andare via, ha approvato 3 bilanci, uno dei quali poteva essere approvato anche dalla nuova amministrazione e, invece, non ha approvato il riaccertamento straordinario dei residui che era obbligatorio fare entro le 24 ore – scrive Scotto - forse perché avrebbe fatto emergere il “mistero dell'avanzo che non c'era"?».

Il dissesto poteva essere evitato, il mutuo pure e il disavanzo è conseguenza di tutto ciò, contesta dunque il deputato. Che evidenzia poi una disparità di trattamento: mentre la Prefettura ha accordato l’assegnazione e la proroga di sei unità alla commissione, che aveva evidenziato le carenze di personale all’interno dell’Ente, ha negato l’assegnazione di una unità a Fuda, che ne aveva richiesto la presenza per il perseguimento «di specifici obiettivi di riorganizzazione e ripristino della legalità», sostenendo che «l’eventuale assegnazione temporanea di personale non può sopperire a carenze di organico dell’ente, ma è esclusivamente finalizzata al perseguimento di specifici obiettivi di riorganizzazione e ripristino della legalità nell’amministrazione comunale».

Da qui la richiesta di Scotto ad Alfano di prendere provvedimenti «per risarcire la comunità sidernese per i gravi danni subiti dalla gestione commissariale» e chiede «quali provvedimenti intenda adottare nei confronti dei commissari per le loro gravi responsabilità», nonché di spiegare «l’atteggiamento ostruzionistico del signor Prefetto di Reggio Calabria nei confronti del Comune di Siderno». (sm)