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RENZI non è il paladino della legalità. J SANTELLI (Fi)

RENZI non è il paladino della legalità. J SANTELLI (Fi)

di JOLE SANTELLI – (riceviamo e pubblichiamo) Leggendo le ultimissime dichiarazioni di Matteo Renzi in merito al caso Eni che ha coinvolto direttamente un suo Ministro, Federica Guidi, si capisce lapalissianamente che le dimissioni, arrivate nella serata di giovedì, sono tutt'altro che volontarie.

Si riferisce infatti al caso Cancellieri, dicendo che le cose in Italia sono cambiate perché oggi per una telefonata compromettente ci si dimette mentre all'epoca dei fatti il Ministro della Giustizia del governo Letta non si dimise.

Questa presa di posizione è la prova del diktat del premier che voleva sbarazzarsi nell'immediato di una patata bollente, una delle tante che hanno investito il suo governo d'affari, che avrebbe avuto ripercussioni anche sull'esito del referendum, su cui ha posto volontà d'astensione, che sempre di estrazione del petrolio tratta, anche se in mare.

Non ci sarebbe nulla di strano nel dimissionare un Ministro che ha in maniera evidente favorito il proprio compagno attraverso un emendamento allo Sblocca Italia, di cui tutti però sapevano.

Il Premier però non si erga a paladino della legalità cercando di derubricare il tutto a mero incidente personale e dimostrando di avere la memoria corta, perché non ha adottato lo stesso atteggiamento in occasione dello scandalo di Banca Etruria, che ha coinvolto i familiari di un suo Ministro, Maria Elena Boschi, e di suoi amici. Il Ministro Boschi non rientra quindi in questo vento di cambiamento che Matteo Renzi propina di aver portato? Probabilmente è un vento "intelligente", che soffia a convenienza e che accarezza invece quanti rientrano nelle sue grazie.

*Deputata e coordinatrice di Fi