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REFERENDUM. Il vescovo di Lamezia sprona i cattolici: "Difendiamo il nostro mare"

REFERENDUM. Il vescovo di Lamezia sprona i cattolici: "Difendiamo il nostro mare"
"Il mare ci interessa, il verde ci riguarda, la persona e la sua salute sono un bene imprescindibile. Mentre ci avviciniamo al referendum promosso da alcune Regioni il prossimo 17 aprile, le notizie circa gli sfruttamenti fino ad esaurimento dei giacimenti di idrocarburi nocivi alla salute delle persone che pongono a serio rischio il Mediterraneo e l'ambiente in tutta Italia, sono come macigni pesanti che cadono lungo la strada di un futuro umanamente sostenibile". E' quanto afferma, in una dichiarazione, il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi  Cantafora. "Noi cattolici e la societa' civile - prosegue Cantafora - abbiamo ricevuto da Papa Francesco un'enciclica sulla cura della  casa comune, dove a chiare lettere il Santo Padre ricorda che un crimine contro la natura e' un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio. Le nostre coste calabresi sono un bene inestimabile. Il mare e' cio' che di piu' prezioso ci resta e che nessuno ha potuto toglierci. Sfruttarlo in nome di interessi da verificare, con possibili irreparabili danni al paesaggio, al patrimonio biologico marino, alle popolazioni locali, rischia di generare un inquinamento difficile da sanare". "Incoraggio pertanto le associazioni cattoliche nel loro impegno di sensibilizzazione a favore della difesa del nostro mare - ha continuato il vescovo - mentre ricordo il dovere di ogni cristiano a impegnarsi ad approfondire la tematica e a non sottrarsi in questa lotta civile e morale". "Come Chiesa lametina - sottolinea ancora il presule - ci uniamo alla voce della Chiesa calabrese e italiana e di quanti chiedono che la difesa della salute dei cittadini venga considerata prioritaria all'economia e al profitto immediato, come sempre ci esorta Papa Francesco"