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VELINA ROSSA VS Carbone: ora faccia Ciaone a Cosenza

VELINA ROSSA VS Carbone: ora faccia Ciaone a Cosenza

"Abbiamo assistito a un tale Carbone che ha cercato di offendere tutti gli elettori che si sono recati a votare per il si', come del resto aveva fatto in altro frangente il presidente del consiglio stesso. "Ciaone" ha detto il tale onorevole, a titolo di scherno verso gli elettori. Senza rendersi conto che questa ironia stupida e fuori luogo danneggiava gli stessi suoi protettori politici, che in qualche modo hanno cercato di tenere un atteggiamento piu' serio di fronte ai desiderata degli elettori". Lo scrive Velina Rossa, il foglio politico di Pasquale Laurito.

   "Speriamo ora- aggiunge- che Carbone diffonda presto questa sia ironia nella sua regione e in particolar modo nella sua citta'natale, Cosenza, dove le ultime notizie riferiscono che il centrodestra tornerebbe ad amministrare la citta' e dell'avanzata dei M5s. Il centrosinistra? Finirebbe solo terzo. Certo ai miei tempi, e questo lo dico da albanese calabrese che e' stato impegnato in battaglie elettorali dal '46 in poi, in circostanze quindi piuttosto difficili, le cose andavano in maniera diversa.

Ma avevamo il conforto che durante le campagne elettorali delle amministrative i leader della sinistra, in presenza di una forte destra locale, lasciavano la Capitale e si insediavano nei capoluoghi per dirigere le operazioni elettorali. I miei maestri allora si chiamavano Fausto Gullo, Pietro Mancini e dall'altra parte dello schieramento c'erano gli onorevoli Cassiani, Mortati ed altri. E tra i due schieramenti c'era un vero confronto politico. Noi apparteniamo a quel gruppo di attivisti che riuscirono in quel periodo in alcuni posti come Lungro e San Giovanni in Fiore, ad ottenere quasi il 70 per cento dei consensi per la Repubblica. Ed eravamo solo delle piccole isole.

Ma quando si trattava di elezioni amministrative, eravamo consci di dover creare le condizioni per togliere l'amministrazione dei comuni ai vari 'servi sciocchi' che ancora esistevano, come il barone Longo e il marchese Gallo, i quali certo non si commuovevano di fronte alle cariche che lasciarono in terra l'eroina Giuditta Levato.

Una donna che si sacrifico' per la conquista della terra, battaglia molto vicina alle lotte contemporanee per l'acqua pubblica e il diritto alla casa".

   Velina Rossa conclude: "Oggi siamo considerati dei demagoghi se ricordiamo queste pagine belle della storia di Calabria, riparando ai 'ciaone' e alle smargiassate di qualche onorevole che non conosce neppure la storia della sua terra. Forse e' troppo distratto dalla vita mondana di Roma che non ha nulla da dividere con la buona politica. "Ciao, ciao. E fatti vedere a Cosenza. Perche' Occhiuto e i Cinque Stelle sono alle porte del Comune".