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CITTANOVA. Al Teatro Gentile il Maestro Nicola Piovani con "La Musica è pericolosa"

CITTANOVA. Al Teatro Gentile il Maestro Nicola Piovani con "La Musica è pericolosa"
piovaniUnica data in Calabria per il Maestro Nicola Piovani, con "La Musica è pericolosa". Organizzato dall'associazione Kalomena, col patrocinio dell'amministrazione comunale, nell'ambito della XIII Stagione Teatrale, un grande evento musicale in programma al Teatro Gentile di Cittanova il prossimo 29 aprile alle ore 21. Lo spettacolo, che ha debuttato nel luglio scorso al Ravenna Festival, sarà a Cittanova nella serata del 29 come unica tappa calabrese.
Il titolo dello spettacolo - una frase pronunciata da Federico Fellini in un'intervista - riprende testualmente quello del libro pubblicato da Piovani per Rizzoli nel 2014. Al Teatro Gentile di Cittanova, il maestro Piovani sarà in scena al pianoforte, accompagnato dall'Ensemble Aracoeli (Rossano Baldini alle tastiere, Marina Cesari sax/clarinetto, Pasquale Filastò violoncello/chitarra, Ivan Gambini batteria/percussioni, Marco Loddo al contrabbasso), per raccontare da dove nasce la sua passione per la musica e la sua esperienza di compositore che ha collaborato con artisti di tutti i generi, da Fabrizio De André a Federico Fellini e Luigi Magni, con registi spagnoli, francesi, olandesi, per il teatro, il cinema e la televisione, e con cantanti e strumentisti. Nell'originale e animato racconto musicale, Piovani e il suo gruppo alterneranno l'esecuzione di brani teatralmente inediti a nuove versioni di brani più noti, riarrangiati per l'occasione.
I video di scena andranno ad integrare il racconto con immagini di film, di spettacoli e con immagini d'autore che artisti come Luzzati e Manara hanno dedicato all'opera musicale di Piovani.
Come nel libro, nel concerto teatrale "La musica è pericolosa" Nicola Piovani svela i suoi incontri artistici e di amicizia affiancato da un gruppo di strumenti che agiscono in scena, pianoforte, contrabbasso, percussioni, sassofono, clarinetto, chitarra, violoncello, fisarmonica. A scandire le stazioni di questo viaggio musicale in libertà, il musicista premio Oscar racconta al pubblico il senso di questi frastagliati percorsi che l'hanno portato a fiancheggiare il lavoro di artisti importanti, di tutti i generi. Nel racconto teatrale la parola arriva dove la musica non può arrivare, ma, soprattutto la musica la fa da padrona là dove la parola non sa e non può arrivare. Una vita "cantabile", dunque, con momenti ironici e sprazzi di nostalgia. Componendo questi "appunti" con gli incontri con grandi artisti, da Ennio Morricone a Manos Hadjidakis, si capisce come Piovani sia arrivato a comporre canzoni come "La banda del pinzimonio" per Roberto Benigni; o "Bombarolo" per Fabrizio De André, fino alla poetica "Quanto t'ho amato", scritta con Cerami e lo stesso Benigni, che doveva essere una semi parodia delle canzoni sentimentali e che invece è diventata una struggente dichiarazione all'amore perduto. Il tutto seguendo un imperativo fondamentale: «La musica merita rispetto, che si chiami leggera o pesante, colta o commerciale». Così, dalla colonna sonora, premio Oscar, per "La vita è bella", alla suite strumentale "Epta", al concerto mitologico "Viaggi di Ulisse", fino alla musica di sottofondo per i titoli del Tg1, Nicola Piovani racconta nel suo spettacolo quanto fascino ci sia nella "musica pericolosa" e spiega quale sia la pericolosità nascosta nel pentagramma, svelando come non si possa pensare di vivere senza quel rischio, che può regalare inaspettati «scampoli di divinità».