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Parco Nazionale d’Aspromonte protagonista a Venezia con “Anime Nere”

Parco Nazionale d’Aspromonte protagonista a Venezia con “Anime Nere”
“Sin dal primo istante l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte ha creduto e scommesso sulla forza narrativa del libro di Gioacchino Criaco. Per queste ragioni il nostro é stato l’unico Ente che ha “investito” importanti risorse sul film “Anime Nere”, girato nel cuore della nostra montagna. É quanto dichiara il Presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Bombino, entusiasta del consenso ottenuto a Venezia dal film di Francesco Munzi che, ispirato dall’omonima opera letteraria dello scrittore “africoto” Gioacchino Criaco, ha magistralmente interpretato il senso e la densità narrativa della vicenda aspromontana.
“Un libro ed un film dirompenti – ha spiegato Bombino- che “parlano” ai ragazzi della nostra terra affinché possano comprendere, da un lato, come sia tragico l’epilogo di certi percorsi, dall’altro, come la cultura e le sue diverse espressioni possano portare la Calabria e l’Aspromonte al successo. In Aspromonte -continua Bombino – nasce il genio letterario di Gioacchino Criaco; e in Aspromonte ritorna l’intelligenza cinematografica del regista Francesco Munzi: l’Aspromonte, dunque, diviene luogo e percorso circolare in cui si genera cultura e, da essa e con essa, rientrano economia e riconoscimenti nazionali. Il fascino della fotografia e delle riprese del paesaggio della nostra montagna si pone, poi, come elemento di contrasto alla crudezza della storia e del dramma dei tre fratelli protagonisti, come se l’Aspromonte suggerisse sullo sfondo che la soluzione della vicenda umana sia da rintracciarsi nella sua stessa bellezza. E’ questo, finalmente, – ha concluso il Presidente Giuseppe Bombino – il messaggio culturale che affidiamo alla nostra comunità: l’Aspromonte, comunque vada, ha già vinto, poiché ha innalzato la sua voce attraverso l’opera di uno dei suoi migliori figli, ha promosso la valorizzazione di giovani e ragazzi coinvolti nel cast del film, ha favorito l’economia e le maestranze locali durante le lunghe riprese divenendo, per una volta, non più “oggetto narrato” ma “soggetto narrante”.