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SCOOP della STAMPA che pubblica il manifesto degli europeisti per rilanciare e rifondare l’UE a 8 mesi dalle elezioni

SCOOP della STAMPA che pubblica il manifesto degli europeisti per rilanciare e rifondare l’UE a 8 mesi dalle elezioni

Colpo grosso della Stampa di Torino che pubblica in esclusiva e in anteprima il testo del documento elaborato da un gruppo di europeisti per le prossime elezioni regionali con l’obiettivo di riunire tutte le forze politiche che vogliono rilanciare e rifondare l’Unione Europea. Il manifesto è stato lanciato da: Renzi, Macron, Albert Rivera (partito spagnolo Ciudadanos), Guy Verhofstadt (capogruppo Alde al parlamento europeo), Joseph Muscat (premier Malta), Oliver Chastel (Presidente Movimento riformatore Belgio), Alexander Pechtold (leader del partito olandese Democrazia 66), Dacian Ciolois (ex Premier della Romania), Cristophe Castaner (segretario del partito francese En Marce).

IL DOCUMENTO

Risvegliamo l'Europa! Nel 1918 l'Europa usciva stremata da una guerra sanguinaria e senza aver attenuato le tensioni che erano alla genesi del conflitto. Nel 1939, sul fondo di un’ennesima crisi, scoppiava una nuova guerra e si assistette alla recrudescenza dei fascismi. Ci sono voluti decenni di sforzi, di compromessi perché una nuova generazione possa finalmente proporre agli Europei, quello che dei dirigenti sonnolenti dell'epoca delle due guerre, gli avevano rifiutato: un'Europa di pace, di prosperità e di libertà.

Un secolo più tardi, mentre il nostro continente è di nuovo confrontato alle divisioni e all'immobilismo, rifiutiamo di essere una generazione sonnolente. Bisogna agire ora, o il progetto europeo perderà fiato. Peggio, sarà asfissiato da dei dirigenti populisti per i quali l'Unione è un'anomalia della Storia che dev'essere annientata.

A otto mesi dalle elezioni europee che permetteranno ai cittadini dei 27 Paesi di scegliere quale Europa vogliono, lanciamo questo appello: proponiamo di rifondare l'Europa per finalmente rispondere alle aspettative dei cittadini e per ricongiungerci alle promesse dei padri fondatori (...).

Non si tratta soltanto di superare, una volta per tutte, le divisioni che hanno portato all'impasse attuale, si tratta di ribadire con forza che tutti gli Orban, i Le Pen, i Salvini d'Europa non sanno fare altro che incriminare l'Unione, di accusarla di tutti i mali senza proporre niente di costruttivo, senza neppure mettersi d'accordo su una risposta unica. Noi dobbiamo proporre. Ed è per questo che il nostro progetto di rifondazione è chiaro: Piuttosto che le minacce di «pulizia di massa» di Salvini, dello «sbarazzarsi dell'Isiam» de l'Afd tedesco o dello «smetterla con l'Europa» della signora Le Pen, rivendichiamo con fierezza i valori fondatori di pace, di libertà, di prosperità e di solidarietà.

Piuttosto che mettere la museruola alla giustizia e alle opposizioni, rivendichiamo il rispetto dello stato di diritto e delle istituzioni democratiche. Piuttosto che un continente diviso e indebolito, alla mercé delle grandi potenze mondiali, rivendichiamo un'Europa sovrana che agisce con forza là dove un Paese isolato è impotente: la politica monetaria, la sicurezza, la difesa, la transizione ecologica e agricola, l'immigrazione e la trasformazione numerica.

Ed è per questo che anche il nostro metodo è chiaro. Abbiamo tutte le intenzioni di non vietarci nulla. Siamo pronti a riformare i trattati se la rifondazione dell'Europa lo esige. (...) Siamo pronti ad andare avanti nonostante i blocchi, ognuno dev'essere in grado di avanzare a seconda del suo ritmo. Insieme, vogliamo un'Europa più forte, ed è per questo che apriamo le braccia a quelli che vorranno raggiungerci su questo percorso. Siamo pronti a superare le strutture politiche esistenti se si rivelassero essere degli ostacoli.

(...) Ci restano otto mesi per convincere, in ognuno dei nostri Paesi, che l'Europa merita un nuovo progetto e che i cittadini meritano quest' Europa rifondata. Otto mesi è il tempo che ci diamo per il riscatto dell'Europa.