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La giornata per il Sud (per salvare l'Italia)

La giornata per il Sud (per salvare l'Italia)
secess Piero Bevilacqua ha lanciato la proposta: una giornata, fissata per l' 8 febbraio, durante la quale si chiede ai presidenti di Regione, ai sindaci, alle forze politiche, ai sindacati, all'Anpi, alle associazioni culturali di organizzare iniziative in cui si ponga al centro del dibattito il destino del Sud e del Paese di fronte alla minaccia che incombe. Una giornata-simbolo.
Il nodo è sempre quello, su cui da mesi stiamo tentando di sollevare dal torpore questa classe dirigente calabrese e meridionale: quello relativo all'autonomia regionale del Veneto. Una forma camuffata di secessione territoriale qual era nelle aspirazioni originarie della Lega di Bossi. Si tratta di un progetto di ristrutturazione istituzionale che trascinerebbe – scrive ancora il professore calabrese, animatore di un movimento - immediatamente nello stesso percorso le altre regioni del Nord e che porterebbe innanzi tutto a una frantumazione dei servizi, vale a dire il tessuto effettivo di uno stato-nazione.

Avremmo una regionalizzazione della sanità, della scuola, delle grandi reti energetiche e infrastrutturali, perfino dell'Istat. Ma tale autonomia inaugurerebbe un regime di fiscalità speciale destinata a rendere le regioni ricche sempre più ricche e quelle deboli sempre più deboli.
Contro questo nefasto progetto stanno parlando istituzioni come l'Istat e lo SVIMEZ, intellettuali come Gianfranco Viesti, estensore di un appello che ha raccolto migliaia di firme, Massimo Villone, l'Osservatorio del sud, che ha fatto circolare un appello manifesto sulla rete e in qualche città del Sud.
La legge è in agenda del governo per metà febbraio ed è di quelle destinata a creare meccanismi a catena di egoismi territoriali, innescando una dinamica di disgregazione che diventerà irreversibile.
Di fronte all’estrema gravità delle prospettive che si preparano per il Mezzogiorno e per il Paese, l’Osservatorio del Sud – un'associazione di semplici cittadine e cittadini, insegnanti, intellettuali, sindacalisti - ha lanciato la giornata di riflessione non solo sulle potenzialità eversive di questa legge, ma anche sulle condizioni e le prospettive del nostro Sud. Quest'area del paese può diventare il laboratorio di una grande riconversione ecologica dell'economia italiana. A cominciare dalla riconversione delle sue industrie novecentesche, quelle impiantate, come già Bagnoli, nelle aree paesaggistiche fra le più suggestive della Penisola, da Taranto a Manfredonia, da Brindisi a Siracusa, da Gela a Milazzo.
La giornata nazionale di discussione sulle sorti del Mezzogiorno e dell’Italia dell’8 febbraio prossimo è già fissata in alcune città: a Roma presso l’Università la Sapienza, a Bari, a Cosenza, Catanzaro. L’Osservatorio sarà, anche, un punto di riferimento, pubblicando le date ed i luoghi delle iniziative per mezzo del suo sito web e della sua pagina fb, per tutti coloro i quali –Associazioni, Sindacati etc.- hanno a cuore l’unità dell’Italia e vogliono promuovere iniziative e dibattiti pubblici su questo tema, anche prima della giornata dell’8 febbraio.

L’Osservatorio del Sud è nato, su ispirazione ed impulso di Piero Bevilacqua, meno di un anno fa. Ha come scopo principale quello di porre al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica i gravissimi problemi dell’Italia meridionale superando retoriche e recriminazioni del passato, a volte persino neoborboniche, e privilegiando analisi circostanziate e multidisciplinari per trarre il Sud fuori dalla coltre degli stereotipi che lo deformano.
L’Osservatorio - che ha un Comitato scientifico composto, fra gli altri, da Salvatore Settis, Gianfranco Viesti, Tomaso Montanari, Tonino Perna, Mimmo Cersosimo, Battista Sangineto, Enzo Scandurra e Vito Teti- vuole non solo mettere insieme le intelligenze meridionali disperse nella Penisola ed in Europa, ma ha anche l’ambizione di elaborare idee, progetti e proposte, che aiutino le forze migliori a trovare la strada di un impegno corale di trasformazione sociale ed economica e di emancipazione civile.