L’ANALISI. Renzi, il Pd e la mossa del cavallo

L’ANALISI. Renzi, il Pd e la mossa del cavallo

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Renzi ha dunque giocato d’anticipo. Appena ha annusato che il Pd avrebbe stretto un’alleanza con il M5S ha rotto l’attesa passiva di un’operazione comunque a conduzione altrui. Ha trasformato il suo cedimento strategico in una anticipazione, con una classica mossa del cavallo che ha rovesciato il quadro esistente.

  Perché, dopo aver accompagnato il Pd verso la stipula di una alleanza che ha sempre osteggiato, Renzi avverte la necessità di rompere con il partito di cui è stato leader assoluto per alcuni anni? Ancora una volta egli strappa in maniera radicale ma non troppo perché ha deciso di giocare d’anticipo. Alla disciplinata obbedienza a un ondivago nuovo segretario, che con il cambio repentino di strategia verso i Cinque stelle ha perso ethos, egli preferisce la costruzione di una cosa nuova. Al momento parrebbe solo una cosetta ma, in una stagione di rapide mutazioni, potrebbe anche conoscere la metamorfosi che la trasforma in una esperienza rilevante.

Perché questa mutazione avvenga occorre però che si verifichino alcune condizioni. Ed il quadro che traccia il prof. Michele Prospero, attentissimo analista delle cose ex Pci, è drammatico per Nicola Zingaretti.

   La prima condizione che Prospero mette in campo è la dissoluzione dell’attuale Pd che ‘’potrebbe finire in breve stritolato da una alleanza di governo difficile che ne snatura ulteriormente profilo, identità, modello”.

Con la sua mossa Renzi ipotizza che un Pd in disordinata marcia verso la contaminazione con la Casaleggio subirà una inevitabile implosione. E proprio in quell’istante la sua offerta politica potrebbe offrire una dimora accogliente all’esercito disorientato, con un capo ritrovato capace di aprire sponde ospitali dinanzi alla sensazione di un rumoroso vuoto.

Il partito nato a vocazione maggioritaria – conclude la sua analisi il prof. Prospero - ‘’si sta disaggregando in tante ambizioni minoritarie. Il tempo dirà abbastanza presto se Renzi ha scambiato grossolanamente le confuse voci dialettali degli amici di Rignano per oracoli’’.