L'INTERVENTO. Reggio, le elezioni comunali e il Fattore Fionda

L'INTERVENTO. Reggio, le elezioni comunali e il Fattore Fionda

davide

A volte quando si è chiamati in causa, la migliore risposta è il silenzio. Regola aurea sui social, dove il fatto di essere guardati da mille occhi innesca umanissimi e purtroppo non nobilissimi meccanismi paranoico-narcisistici. Tutti vogliono e vogliamo avere ragione, guai se inizia un contraddittorio, bisogna avere l’ultima parola. Costi quel che costi. Diventare offensivi, mettere in bocca all' altro ciò che mai ha pensato. Anche se si parte bene, in men che non si dica, si diventa mister Hide. Ne va "l'onore" di fronte al plauso di decine di commentatori che ci dicono ciò che vogliamo sentire, che scrivono sulla bacheca: "mi piace".  Staccare la spina sicuramente li riempie ancora più di sé e delle proprie ragioni, ma farlo è molto più saggio, salutare ed equilibrato. Un obbligo se si vuole recuperare un certo dialogo.

In democrazia sicuramente chiunque può decidere di gettarsi nell'agone politico, candidandosi, ad esempio, a primo cittadino. Chi non lo fa non ha però meno a cuore il destino del luogo in cui vive. Sarebbe un luogo curiosamente disgraziato quello amato solo da chi si candidasse a farne il sindaco. Gli slogan su chi mette la faccia e si sporca le mani, sono a volte una reazione non molto lusinghiera verso chi, non facendolo, sa solo giudicare, non si mette in gioco e sta nel suo privato comodo....

Un cittadino che sceglie di non fare politica attiva, non è, non sarà mai il "primo", evidentemente. Non per questo sarà l’ultimo o solo il secondo. Perfino chi ci mette la faccia è in realtà preoccupato soltanto del suo se non sa che si può testimoniare anche in altri mille modi il proprio senso della polis.

Sul posto di lavoro, nella società civile, nel volontariato, come genitore, insomma nelle infinite maniere in cui si può declinare la propria umanità, ogni giorno, da una vita. In silenzio e senza clamore. La vita è fatta di scelte. Dal come si posteggia la macchina a come si cerca un posto di lavoro.

Ci si può sentire tagliati, chiamati, invitati a fare scelte o farne altre. In tutti i casi, bisogna dare il meglio di sé. Cercare di farlo al meglio. Non bisogna improvvisare. Una volta si andava a scuola di politica, manifestazione più alta del vivere civile. Nella dote del politico, oggi completamente ignorata, oltre alla preparazione, ci vuole un alto senso di umanità, di moralità. Alti ideali. Che, scorgo, cosa straordinaria, nella nostra città in più di uno dei candidati a sindaco e in alcuni candidati di lista, di più e diverse parti politiche, che conosco personalmente e stimo.

Forse non basta. Non basta nemmeno il serio lavoro di discernimento fatto a monte. Il confronto con figure autorevoli e "spirituali", i buoni maestri che ciascuno, almeno una volta nella vita, dovrebbe avere come interlocutore prima di compiere scelte pubbliche. Prima di correre il famoso rischio di gettare il cuore oltre l'ostacolo. Certe volte anche i buoni maestri possono incoraggiare e poi lasciarti al tuo destino, senza dirti che puoi bruciati.

La politica oggi appare melma e gioco sporco. Chi crede, per un grosso carico di idealità di giocarsi, si trova di fronte ad uno scontro che fa apparire quello di Davide e Golia solo un eufemismo. Certo il pastorello fulvo e poco muscoloso, a cui nessuno dava una sola possibilità di farcela, aveva con sé una fionda. Incredibile con un giocattolo da ragazzi atterrare un gigante imbattibile. Ma questa è una storiella veterotestamentaria. Eppure, nell'attuale competizione, forse lo strumento che assomiglia e sostituisce l’innocente e micidiale strumento c è.

Sicuramente sorrideranno gli esperti e non solo loro per l’ingenuità. E anche su questo giornale è stato scritto che nella nostra città, con alta probabilità, si consumerà "Lo scontro antico tra Cdx e Csx con l’aggiunta di qualche lista di testimonianza e/o di disturbo (tra le prime e le seconde c’è un abisso culturale ed etico incolmabile, ma l’effetto, purtroppo e piaccia o no, non cambia".

Ma consideriamo, per attimo, il fattore F. Il fattore Fionda in mano ai non addetti ai lavori, che si permettono di sognare, di rivolgersi a quei candidati "di testimonianza". Una persona che non ci mette la faccia e non ha pubblicamente cercato il confronto, che ha preso le distanze, per una questione di riservatezza (ma anche per amicizia e stima) da qualsiasi bagarre mediatica nell’istante in cui si è profilata all’orizzonte.

Ma che ci mette la faccia dove sa e può farlo, per chiedere a tutti, quale che sia il fronte scelto, come già è stato fatto da altri, unitevi, non disperdete le poche ma intense e pulite forze che avete, mettete da parte gli steccati, prendete ciò che vi unisce, non ciò che vi separa, fate rete, fatevi Fionda, contro l avversario. Miti come colombe, ma astuti come serpenti. Questo è il momento di fare sintesi del detto evangelico per rendersi duttili e pragmatici. Cosa fecero i padri costituenti, sulle macerie di un paese? Misero da parte il particolare per un Bene comune maggiore.