L’INTERVISTA. Enza Bruno Bossio (Pd): Renzi ha sbagliato ma le sue ragioni restano. Ora ricuciamo.

L’INTERVISTA. Enza Bruno Bossio (Pd): Renzi ha sbagliato ma le sue ragioni restano. Ora ricuciamo.

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Onorevole Bruno Bossio, il sostegno del Pd a un Conte ter è compatto o alcune anime del partito sono aperte ad altri nomi?
Il partito è unito sul nome di Conte perché siamo tutti convinti che sia il miglior punto d’equilibrio e non c’era motivo per metterlo in discussione. C’era tuttavia motivo per approfondire alcune questione legate alla governance e ai progetti del Recovery Plan che stiamo affrontando in sede di commissioni parlamentari, ma da qui ad aprire una crisi di governo ce ne passa.

Consiglia quindi un’apertura nei confronti di Italia Viva?
Penso che il modo in cui si sta interpretando il rapporto con Italia Viva da parte di alcuni esponenti del Pd ma anche del Movimento 5 Stelle sia sbagliato. Italia Viva ha fatto una sua battaglia politica, che può piacere o meno, e ha scelto un modo di affrontare questioni di metodo, e anche in questo caso può piacere o meno. Aprire la crisi è stato un errore ma la cosa più opportuna sarebbe ascoltare le motivazioni delle osservazioni di Iv e ricomporre la maggioranza. Sì a Conte, insomma, ma senza preclusione nei confronti di Iv.

Come giudica l’ipotesi di cercare una maggioranza alternativa a quella del Conte bis?
Credo che una maggioranza diversa da quella del Conte bis non sia possibile. Molti dicono che Italia Viva non è affidabile ma poi rischiamo di affidarci a soggetti ancora meno affidabili. Occorre lavorare a una ricomposizione della maggioranza, magari allargandola anche ad altri soggetti, perché no, ma senza l’esclusione di Italia Viva.

Molti pensano che nel Movimento 5 stelle il sostegno a Conte inizia a scricchiolare. Teme che il Pd possa rimanere interdetto?
La maggior parte dei parlamentari pentastellati vuole ricomporre la maggioranza precedente. Ci sono fughe in avanti di qualche personaggio che tuttavia rischiano di restare senza prospettive. La politica è fatta anche di compromessi e se Renzi ha sicuramente sbagliato un ruolo negativo l’hanno avuto anche il Fatto quotidiano e Marco Travaglio, che hanno spinto Conte alla rottura.

Crede che un giornale e il suo direttore possano avere un’influenza così forte un presidente del Consiglio in carica?
Su di lui non lo so, ma sul suo entourage sicuramente.

Come si può ricomporre la frattura sulla giustizia tra Pd e Iv, da un lato, e M5S, dall’altro?
Probabilmente è un tema su cui confrontarsi nel momento in cui si ricomporrà la maggioranza, con una posizione di mediazione. Avevamo già trovato una posizione di compromesso su una proposta di Enrico Costa e ci si può continuare lavorare. Ma se si ergono delle barricate diventa tutto più complicato.

Lo scenario di una possibile maggioranza “Ursula” con Pd, M5s, Iv e Forza Italia la convince?
Credo che il Conte bis sia stato un elemento importante per spingere l’Unione europea su una posizione più legata a solidarietà, accoglienza e inclusione rispetto all’Europa dell’austerity. Il Conte bis, insomma, è già stato un governo Ursula a tutti gli effetti.

Non teme che il sostegno a Conte, se in futuro lui dovesse creare una sua lista, possa generare dei problemi di voti al Pd?
È una lettura sbagliata perché Conte è un valore aggiunto della coalizione. Se vogliamo puntare a vincere nuove elezioni, che mi auguro si facciano con una nuova legge elettorale proporzionale, il ruolo di Conte può essere importante come punto di aggregazione della coalizione. Non sono mai stata totalmente favorevole all’alleanza tra Pd e cinque stelle, ma le cose fatte in queste mesi sono sotto gli occhi di tutti.

*giornalista del Dubbio dove questa intervista è stata pubblicata il 30 gennaio 2021