CATANZARO. Franco Cimino, da candidato a sindaco a consigliere. Ecco perché

CATANZARO. Franco Cimino, da candidato a sindaco a consigliere. Ecco perché

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Incontro Franco Cimino, che conosco da una vita, e quasi l’aggredisco: “Ma chi te l’ha fatto fare? Avresti dovuto candidarti a sindaco, la gente ti aspettava e se l’aspettava. Invece, ti butti in questa mischia di settecentocinquanta candidati a cercare, in pochi giorni, voti di preferenza, quando tutti li stanno cercando, e prenotando, da mesi.”

Lui si sorprende. E’ stato candidato a sindaco di Catanzaro. Anni fa. Non ce la fece. Oggi, invece di ritentarci, torna in pista come consigliere. Resta zitto per un attimo come uno che pensa come tirarsi fuori. Poi quasi sbotta, come uno che finalmente può dire il perché della sua scelta. “E, invece, mi sono candidato. Contro le oggettive, e anche soggettive, difficoltà mi sono candidato, rispondendo all'appello rivoltomi con generosità d’animo da Nicola Fiorita, all’interno di quello più grande che lui ha offerto alla Città".
Ribatto: “Avresti potuto nuovamente sostenerlo dall’esterno, come hai fatto cinque anni fa, per poi pretendere un bel posto in giunta…". 
”E, invece, mi sono candidato, così, semplicemente, incurante del mio interesse personale. Ché la Politica in cui credo non può concentrarsi su particolarismi molteplici, da cui poi facilmente discenderanno egoismi e la tendenza prima all’opportunismo e poi all’affarismo".
Man mano che parla è sempre più sereno e discorsivo e non lo interrompo più. 

"La Politica si fa per servizio gratuito, non a persone o poteri, ma alla gente. E alle istituzioni in cui è rappresentato il valore della comunità, con tutti i bisogni, le energie, le lotte e le speranze in esso contenuti. E, allora, mi sono candidato. Al Consiglio Comunale, perché, come dice anche Fiorita, è soprattutto da quell’aula, tempio sacro della Democrazia, che potrà rinascere la grande Catanzaro, la città che amo profondamente, come te. Ho scelto di sostenere la grande fatica di Nicola, persona umile, intelligente, ricca di umanità e cultura, perché rappresenta il Sindaco che io vorrei per le grandi ambizioni del Capoluogo e perché le nostre idee sulla Città e sulla Politica coincidono perfettamente.

Insieme con la bella squadra, comprensiva anche di giovani e di donne, che lo accompagnerà, cambieremo Catanzaro dal profondo, ripulendo il volto della sua resistente bellezza. Io so parlare d’amore, guardare il cielo ammirato e il mio mare commosso e i nostri monti meravigliato della loro dolcezza. So scrivere parole, di parole e alla parola so parlare mentre si spinge all’interno dell’animo umano. So guardare gli occhi dei miei ragazzi e conservarne lo sguardo a vita.

So guardare alla nostra Città, nostra dei catanzaresi e dei calabresi, ai suoi problemi e alla sua bellezza, che so anche difendere e come trasformare in ricchezza per tutti. Per la Calabria, soprattutto, che ha bisogno di un capoluogo forte, prestigioso, umile e autorevole. So restare nella posizione che la vita mi ha assegnato senza che una qualsiasi ambizione sfrenata la potesse alterare e di ogni mia destinazione esistenziale ho saputo godere della gioia offertami e accettare con dignità il dolore pur grande ricevuto.

So stare nelle due cattedre più cariche di responsabilità, quella della scuola e l’altra della Politica, trovando sempre l’umiltà di scenderne per mettermi tra i banchi, ché il miglior modo di insegnare è di farlo imparando da se stessi e dai discenti. E dalla vita, come dai libri. Dalla Natura, come dal cuore delle persone.

So fare tutte queste cose, ovvero ci provo. So fare pure la Politica, nella quale, appassionato, vi cammino con passo, pur non più uguale, da quando avevo appena quattordici anni.

E, però, non so fare una campagna elettorale. Non so cercare i voti per me. Ovvero, non come si usa in Calabria e nella nostra Città, con la gente sempre più distratta dai propri affanni e sempre più lontana da una politica sempre più brutta e corrotta, che sui problemi da essa provocati esercita il peggiore e più immorale dei condizionamenti.

Ho bisogno, pertanto, d’aiuto. Di chi stima e mi vuol bene per ciò che io sono e ho fatto nella mia vita. E per la Politica e la Calabria. E per Catanzaro, la più amata. Soprattutto, nella sua vocazione di essere Città aperta e generosa, che con altre, con Lamezia in particolare, potrà costruire una nuova e moderna realtà territoriale.

Non ditemi che sono “arrivato tardi”, ché io non mi sono mai allontanato da qui e mai, neppure per un minuto, ho abbandonato Catanzaro e la lotta per affrancarla dai bisogni e dalle ingiustizie. Se mai sono in anticipo rispetto ai tantissimi che scoprono Catanzaro e la politica solo nei mesi che precedono le elezioni. E poi spariscono, come quegli altri, i molti che tra i trentadue consiglieri comunali vengono eletti.

La storia della regione è piena di queste triste esperienze, che puntualmente nei cinque anni che intercorrono tra una elezione e l’altra, ci portano quotidianamente a dir male “di quei politicanti”, come se non fossimo noi ad averceli mandati nelle istituzioni. Contro questo ritorno di un insincero pentimento, offro la mia candidatura, affinché l’elettore possa scegliere  senza alibi di sorta.

Oggi c’è necessità di cambiare sul serio. Questo è il tempo della responsabilità. Dalle nostre mani passa il destino di Catanzaro e della Calabria. E il futuro dei nostri figli a cui rischiamo di consegnare la peggiore delle eredità. Ci sono solo un pugno di giorni allo scadere del tempo della scelta. Io non ho potere alcuno, né soldi da investire in questa campagna elettorale, che farò in modo spartano e francescano (domandatevi sempre perché taluni, e non sono pochi, spendono, in spregio alla stessa legge elettorale, una fortuna per farsi eleggere), non ho strumenti e strutture, club di diversa natura, capi elettori della vecchia caratura, per raggiungere, e più facilmente convincere, un ampio raggio di elettori. Non avrò neppure il tempo di telefonare o far visita ad amici e conoscenti più stretti.

Ho solo questi mezzi della cosiddetta modernità per cercare di raggiungere quante più persone mi sarà possibile. Nel chiedervi umilmente scusa del disturbo che vi arrecherò, vi chiedo con cuore colmo di emozione di sostenermi per come potrete. Di votarmi nella disponibilità che avrete. Fatelo per la stima e l’affetto che mi portate, che so essere molto esteso, anche fuori da Catanzaro. Fatelo per la Città che amiamo. Lo facciano, sollecitando amici e conoscenti, anche i tanti non residenti nel capoluogo. Io non ho pretesa di alcun primato, e nulla di “forza muscolare” io voglio dimostrare. Desidero solo continuare, anche dal Consiglio Comunale, a dare tutto me stesso per Catanzaro, la Città bellissima per una Calabria stupenda’’.