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L’ANALISI. Reggio, le primarie che hanno rivoluzionato lo scontro per Palazzo San Giorgio - VARANO

L’ANALISI. Reggio, le primarie che hanno rivoluzionato lo scontro per Palazzo San Giorgio - VARANO

fal      di ALDO VARANO - UNO. Le primarie del centro sinistra a Reggio sono un fatto inedito e clamoroso.

Clamoroso, perché nessun osservatore (proprio nessuno) o dirigente politico, di Csx o Cdx, aveva osato immaginare

una partecipazione tanto alta che sfiora il 15 per cento dell’intero elettorato reggino delle comunali del 2011 (113mila voti circa).

Inedito, perché in questa occasione, dato l’altissimo tasso di competizione (causa non ultima del successo) i dati non hanno subito, né avrebbero potuto subire, alcun taroccamento. Sarebbe azzardato sostenere che in passato vi siano stati imbrogli, ma che nel rispetto delle proporzioni dei candidati, in alcuni seggi e zone, si sia gonfiato il numero degli elettori è sospetto legittimo e più fondato come dimostra ilf atto che i votanti alle primerie hanno superato i votanti delle elezioni.

Il fatto,poi, che nonostante la non oceanica differenza tra il vincitore e il secondo arrivato nessuno abbia messo in discussione il risultato sembra dimostrare la assoluta correttezza della gara e, quindi, legittima e in qualche modo esalta in modo pieno il successo dell'avvocato Falcomatà.

DUE. Stabilito chi è il vincitore toccherà ai partiti, e non soltanto a quelli di Csx, capire cos’è accaduto e quali possibili scenari annuncia il risultato rispetto alla sfida vera della conquista di Palazzo San Giorgio.

Il primo dato di riflessione è che le primarie hanno riaperto, con un’ipoteca a favore del Csx, la partita della conquista del Comune. Non era così fino a prima delle primarie e fino a prima dell’esplosione del renzismo che, in ogni caso, a Reggio conosce una piegatura favorevole ai fatti locali. Il voto amministrativo che s’è svolto in contemporanea alle europee aveva infatti segnato diversità significative (perfino a Firenze) con performance diverse sempre a favore di Renzi e con la perdita di consenso (rispetto al risultato europeo) nelle contemporanee competizioni amministrative. Le primarie reggine sembrano un’eccezione che contraddice quel quadro. Senza Renzi in campo votano circa 17000 persone. Una cifra di poco inferiore ai votanti del Csx alle ultime comunali (20.308) e che supera della metà i voti del Csx sommati a quelli del Centro (Bova candidato sindaco) che ottenne 11.600 voti (totale dello schieramento che s’è riproposto alle primarie, quindi: 29.937 voti). Insomma, oltre metà degli elettori che nel 2011 votarono per l’area che s’è riunificata ora nelle primarie s’è recata ai seggi per scegliere il candidato sindaco.

Il che significa (dato che si può escludere con nettezza che tutti i votanti delle primarie fossero elettori del 2011) che s’è realizzato un iniziale e reale allargamento politico, e forse sociale, dell’area che guarda positivamente alla coalizione scesa in campo domenica.

Questo risultato, come ha correttamente sostenuto il segretario del Pd Seby Romeo (a urne ancora aperte) è certamente il più importante e va accreditato, a pari merito, a tutti e quattro i candidati. Una coalizione che si accredita potenzialmente vittoriosa, tra l'altro, diventa appetitosa ed ha un vantaggio importante nella formazione delle proprie liste il cui ruolo rispetto alla vittoria è sempre stato decisivo.

TRE. Gli elementi politici problematici per il Csx, come sempre accade, partono ora proprio dal successo primarie. Il primo è che quel risultato funzionerà come spinta potente sul Cdx per trovare il massimo possibile di unificazione. E un Cdx unificato in tutte le sue articolazioni non è una bella notizia per il Csx che si troverà a combattere una battaglia aperta ma perigliosa che chiunque sottovalutasse dando per scontato il risultato finale commetterebbe un errore gravissimo.

Il secondo punto riguarda l’approfondimento del successo. La sensazione è che la valanga dei votanti non si sia ancora mescolata fino a dar vita a una realtà nuova. Gli sponsor delle candidature si sono fondamentalmente schierati secondo antiche linee e fratture che evocano le vecchie aree culturali del Pci, della Dc e delle forze democratiche intermedie. Continuare a tenere unito questo intero blocco, al di là delle dichiarazioni precedenti al voto di tutti i candidati, non sarà facile. L’allargamento dell’area del Csx del 2011, alla quale ha lavorato con particolare convinzione Battaglia, ma a cui hanno contribuito anche gli altri candidati, non è detto sia un dato definitivo o irreversibile. La leatà dei candidati non è in discussione, ma solo ingenui e sprovveduti immaginano che i candidati siano “proprietari” assoluti dei voti che raccolgono.

I partiti del Csx, ma soprattutto l’avvocato Falcomatà cui spetta l’onore e l’onere di gestire la strategia politica della campagna elettorale, dovranno lavorare con particolare atte nzione e fornire ragioni e punti programmatici sufficienti per tenere unita la coalizione e allargala ulteriormente. Sarà questo il punto decisivo e più delicato per impedire che l’energia delle primarie si smorzi. La condizione perché le primarie diventino un trampolino di lancio capace di determinare lo scontro elettorale vero e proprio.