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E’ ufficiale: per la Regione si vota a novembre… Ma in Emilia, mentre in Calabria non si sa. ACQUARO

E’ ufficiale: per la Regione si vota a novembre… Ma in Emilia, mentre in Calabria non si sa. ACQUARO

crc       di MASSIMO ACQUARO - Finalmente si vota. Una bella notizia per la democrazia. Il governatore si è dimesso a seguito di una condanna per falso e gli elettori sanno che a novembre saranno chiamati alle urne. Veniamo alla brutta notizia. ‎ Peccato che non sia la Calabria, ma l'Emilia Romagna. Peccato che‎ il governatore in questione non sia Scopelliti, ma Errani.

La classe politica calabrese, senza distinzioni di sorta, dovrebbe meditare sulla ennesima figuraccia nazionale che sta rimediando. Il caso Emilia ha troppi punti in comune con quello calabrese perché a livello nazionale si faccia finta di niente. Persino Alfano si rende conto che non può lasciare al PD una così forte risolutezza e trasparenza nell'affrontare il caso Errani e cincischiare in Calabria con Scopelliti che (raccontano i giornali e le polemiche) dirige clandestinamente riunioni e detta la linea in giunta.

Soprattutto se si pensa che Errani non era tenuto alle dimissioni vista la pena (un anno) comminata dopo un'assoluzione in primo grado, mentre Scopelliti è stato defenestrato di brutto dalla legge Severino.

Il balletto delle dimissioni dei consiglieri regionali del Pd è solo l'ultima puntata di uno spettacolo imbarazzante. La ministra Lanzetta che li invita a dimettersi. Loro che, con un lungo comunicato che attinge addirittura alla prassi costituzionale per le Camere, sostengono di dover restare al loro posto, in caso di qualche emergenza, sino all'insediamento del prossimo consiglio regionale.

Ora, a parte l'aura vagamente iettatoria del ragionamento, sfido chiunque a citare una legge regionale indimenticabile o decisiva per la vita dei calabresi che debba allietare alla notizia che la regione è così responsabilmente e saldamente presidiata giorno e notte.

Dopo il caso Errani l'incolpevole pattuglia consiliare delle opposizioni al governo Scopelliti (se c’è: pare che perfino autorevoli esponenti del Pd abbiano dubbi, peraltro affiorati sulla stampa) dovrebbe urgentemente dare un segnale è abbandonare in fretta e furia palazzo Campanella con l’urgenza chi vuol lasciare il centro del focolaio. Quanto al comunicato della Stasi che, furbescamente, imputa al PD incertezze e aporie, rilevando la riluttanza dei suoi consiglieri a dimettersi, è chiaro che si trova nel mezzo di una débâcle politica e giudiziaria in cui la sopravvivenza, il durare più a lungo non ha nessun altra alternativa che non sia l'immediato oblio‎.

Però il presidente ff Stasi dice il vero quando afferma che nella devastazione calabrese (ci mancavano gli "inchini" ai boss) ‎«la data delle nuove elezioni è l'ultimo dei problemi che i calabresi oggi si pongono‎». Peccato che sia il primo dei problemi dei consiglieri regionali.