Direttore: Aldo Varano    

IL RETROSCENA. Il CDX: ecco la nostra strategia per vincere a Reggio e in Calabria. VARANO

IL RETROSCENA. Il CDX: ecco la nostra strategia per vincere a Reggio e in Calabria. VARANO

r       di ALDO VARANO - Il Cdx a Reggio è muto, fermo e paralizzato? “Ma quando mai!” reagisce una delle migliori teste politiche della destra reggina. La decisione era aspettare le primarie del Csx per capire chi e come avrebbe vinto. Ora si può passare a un’altra fase. Entro luglio chiuderemo le candidature per Reggio e la Regione. Non lo scriva, ma Scopelliti, Raffa, Santelli, Ferro: tutti sanno di dover chiudere tutto a luglio”

Le primarie del Csx sono state anche a destra una sorpresa. La valutazione era che avrebbero votato tra i 9 e i 12mila. Ma 16 o 17 sono una qualità politica diversa: significa che il Csx può vincere. “Nessuna sottovalutazione, ma bisogna restar freddi”. L’exploit, per il Cdx, sarebbe dovuto soprattutto alla forte competizione e al sommarsi di elettorati che non è detto si uniranno anche nelle urne vere. “Mi segua: le primarie si sono giocate certamente in forte competizione, ma senza avversari. Molti delle primarie non voteranno Csx. Una parte erano di Cdx e, mi creda, hanno votato un po’ per tutti. Certo, di più per candidati avvertiti come avversari e non nemici. Alle elezioni vere molti avranno in lista un fratello, un parente più o meno stretto; giocheranno sensibilità, interessi e aspettative diversi da quelli del Csx”.

Sorride e getta in carico: “Ma il limite vero delle primarie (lo nascondono tutti nel Csx) è che ci sono stati due vincitori. Un bel casino! Sia chiaro: si vince per un voto. Ma per valutare in politica meno di 200 voti di differenza su 16mila è un colpo di fortuna. Non voglio sminuire Falcomatà. Ma quando vincono due il problema c’è. Ha notato? Falcomatà e Battaglia continuano a ignorarsi: lanciano battute come avversari irriducibili mentre prima erano solo competitori. E s’immagini andando giù dove la capacità di mediazione si affloscia: staff, sostenitori, simpatizzanti. E poi – sibila – noi abbiamo fatto errori gravi costruendo al Csx un’autostrada, ma coi dirigenti che hanno anche lì potrebbero riuscire a sbattere”.

Ma perché il Cdx ha aspettato le primarie del Csx? “Dovevamo capire se il nostro problema era lo schieramento o il candidato. Se nel Csx vincono in due il problema, almeno per noi, non è più il candidato ma lo schieramento. La fase politica è cambiata. Il Cdx non può diventare appetibile per il candidato sindaco, anche se ne abbiamo un bel po’. Lo schieramento sarà decisivo. Lo dico meglio: vinciamo solo se il Cdx è unito senza defezioni neanche piccole piccole”.

Ma è proprio qui la difficoltà centrale del Cdx. I capi sono tutti convinti: niente veti di nessuno contro nessuno. Fanno buon viso e mandano giù i rospi, perfino quelli ingoiati in Tribunale. Scopelliti dicono candiderebbe a Reggio anche Gentile se garantisse l’unità della coalizione. Ma le seconde e le terze file, che sono parte decisiva della macchina del consenso, ancora non ci stanno e allo scorrere dei nomi gli sale la pelle d’oca.

Aggiunge il mio interlocutore: “Dobbiamo fare arrivare alla città che ci ha votato mille e una volta il messaggio che possiamo continuare a vincere. E se vinciamo Reggio ci riprendiamo la Regione. La Ferro mi pare un’ottima candidata. Se verremo percepiti possibili vincenti perché uniti, avremo molte liste, candidati forti che faranno la fila e giocheremo per vincere”. Candidati sindaci il Cdx dice di averne a volontà: Dattola, Sarica, Raffa, Oreste Romeo. Niente veti per nessuno. Anche D’Ascola? “E’ bravissimo. Di livello nazionale. Ma non ha passato la vita a consumare le scarpe tra i quartieri reggini”. E la Scopelliti? “Che c’entra, lei è estranea alla città”. E poi di getto: “Certo, se il Cdx si divide non è che si suicida: è che rinuncia a giocare la partita”.