Direttore: Aldo Varano    

CALABRIA. Ecco come il partito dei consiglieri regionali tenta di bloccare il voto. VARANO

CALABRIA. Ecco come il partito dei consiglieri regionali tenta di bloccare il voto. VARANO

th     di ALDO VARANO - Ma perché la maggioranza di Cdx del Consiglio regionale s’è riunita all’IHotel di Lamezia il 15 luglio?

La riunione, potenza di similitudini e metafore, s’è svolta nel saloncino appena lasciato libero dal Pd che la sera precedente aveva discusso di regolamenti e vaghezze per prendere tempo. Alle 12,15 della mattina successiva, quando Talarico ha relazoinato, aleggiavano ancora dissensi, perplessità e furbizie dei big Pd. Poi la riunione, una ventina di persone assenti soltanto Mancini, Pugliano, Salerno, Magarò e Caligiuri (che come Mancini non essendo eletto viene percepito come imbucato) s’è incanalata con concentrazione straordinaria come si trattasse di vincere la guerra.

Un’ora e venti in tutto. Ha introdotto e concluso Talarico. Poco istituzionale che il presidente del Consiglio presieda una riunione di maggioranza? Certo, ma in realtà non c’è stata nessuna violazione della prassi istituzionale perché la riunione vera era del partito dei consiglieri regionali (assenti per ovvi motivi quelli delle opposizioni) e quindi Talarico era al suo posto di difensore del Consiglio. Ineccepibile. Sono intervenuti Chizzoniti, Tallini, Imbalzano e Nucera: tre di Reggio e un catanzarese. La consigliera Minasi è stata notata spesso al telefono: dobbiamo immaginare, per risolvere problemi della Calabria; secondo una diceria maligna, per riferire a chissà chi. Ufficialmente si parlava di fondi europei (nessuno ha pronunziato la parola) e istituzioni. La riunione, forme a parte, era per capire a che punto è l’obiettivo di far saltare le elezioni a novembre per votare a primavera, sei mesi dopo, con tutte le altre regioni italiane: una botta di normalità.

I membri del partito dei consiglieri regionali sono terrorizzati dal rischio di perdere metà anno stipendi, benefit, contributi aggiuntivi per la pensione e altri piccoli e sconosciuti vantaggi economici e di status. In questi casi, possono esservi cedimenti, depressioni: meglio chiarire.

Il giudizio è che fin qui le cose sono andate da dio. E’ quasi certo che non si voterà. A norma di legge. Hanno fatto centro le strategie Statuto e legge elettorale per costringere il Governo a impugnare e consentire a Talarico che sarà costretto dal Consiglio a impugnare l’impugnazione seminando confusioni, incertezze, lungaggini, complicati azzeccagarbugli interpretativi per arrivare alla sospirata primavera.

S’è preso atto che sta andando alla grande. Bravissima la Stasi a dire ogni giorno novembre proprio mentre tutto complotta per legare le mani a governi e ministri che talvolta fingono di voler votare subito per contenere lo sdegno nazionale per lo scandalo Calabria ma che lavorano, dichiarazioni e promesse a parte, anche loro per i primi tepori del 2015. Tutto secondo progetto.

Unica pecca in un quadro perfetto, secondo l’animosa interpretazione dei consiglieri del Cdx, sarebbe l’ipocrisia dei consiglieri di opposizione che fingono di volere il voto subito ma tifano per scongiurarlo. D’accordo, non hanno altra scelta. Ma almeno siano continenti. Invece, tutta la fatica al povero Cdx che deve perfino preoccuparsi di tranquillizzare chi ha il mutuo in scadenza a febbraio ed ha una paura matta che si vada a casa prima. Ad ogni piccola novità informano per creare serenità anche se ogni tanto, spazientiti, piantano di brutto un “ormai si vota” per vendicarsi di tutti gli altri che non fanno nulla e/o per vedere l’effetto che fa.

La riunione vera, parallela a quella formale, ha registrato una svolta decisiva. Fino ad ora lavorava al rinvio soltanto il partito dei consiglieri. Ora la situazione è cambiata: c’è ormai l’intervento diretto e potente di una parte ampia del Cdx che ha sposato l’obiettivo per necessità politica e non per i piccoli vantaggi del partito dei consiglieri e lavora al rinvio a tempo pieno. E’ grazie a questa svolta che le elezioni si allontanano sempre più.

Il Cdx ha una convinzione. La partita della Regione dipenderà in gran parte da come andranno le elezioni del Comune di Reggio (da solo il 10% circa dell’intero elettorato calabrese). Scopelliti che prima pensava al vantaggio della simultaneità per avere più candidature da distribuire smorzando le tensioni, si sarebbe convinto, trascinandosi un bel pezzo del Cdx, che la simultaneità toglierebbe al Cdx il vantaggio di poter usare per la conquista del Comune gli attuali consiglieri regionali che sono ancora macchine elettorali di tutto rispetto. Non soltanto. I consiglieri regionali del Cdx e i loro ambienti di riferimento, sarebbero tenuti sotto la scopa delle future candidature: dovrebbero meritarsele impegnandosi a promuovere liste comunali da schierare e altri meccanismi per vincere a Reggio e giocarsi fino in fondo la partita. La simultaneità,insomma, distoglierebbe energie importanti dallo scontro comunale. Alle Regionali, tra l’altro, non tutti gli uscenti verrebbero ricandidati e, soprattutto, gli uscenti capirebbero dalla formazione delle liste e dagli inserimenti di new entry che spazio avrebbero. Il regolamento di conti sarebbe immediato col rischio di una riduzione drastica della forza d’urto che il Cdx spera di schierare per tentare di vincere e il Comune e ipotecare la Regione.

Inoltre, secondo il Cdx, il rinvio stabilizzerebbe i veleni che si sono accumulati nel Pd sul candidato-governatore facendo crescere i disagi: La scelta del Pd, quale che sarà, in sei mesi potrebbe logorarsi fino a fare scattare altri scontri che sarebbero tutto grasso che cola.

Il rinvio metterebbe tutto a posto alimentando per qualche altro mese speranze di salvezza. Via le tensioni ed energie moltiplicate. Non male come strategia.

N.B. Appena letto questo articolo la signora Tilde Minasi, nota professionista reggina, già assessore nelle giunte comunali Scopelliti, e ora consigliere regionale, c'ha fatto una telefonata garbata e a tratti divertita per spiegarci che la nostra fonte è stata (almeno per quanto la riguarda) inattendibile. E' vero che lei, come fa abitualmente, ha usato molto il telefono, ma prima e dopo la riunione e per motivi di lavoro e non durante, anche perché nel luogo della riunione i cellulari non riescono a prendere alcuna linea. Possibile che la fonte non lo sapesse? Mi permetto di osservare che anche io ho ipotizzato che la signora telefonasse per questioni di lavoro. Ho poi aggiunto che una diceria maligna le attribuiva, invece, il compito di resocontista. Quest'ultimo dettaglio sulla diceria (non quello su lei resocontista) è vero e, naturalmente, ci è estraneo.