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GIOIA, PORTO. La Zes, per favore andiamo oltre chiacchiere e luoghi comuni. RUSSO

GIOIA, PORTO. La Zes, per favore andiamo oltre chiacchiere e luoghi comuni. RUSSO

pgt        di FRANCESCO RUSSO* - Il Porto di Gioia Tauro è uno dei motori principali della Calabria.

Se non consideriamo la spesa pubblica, sanità e pensioni, è il motore più importante per produzione di valore, quindi occupazione e benessere per i cittadini.

Uno dei pochi luoghi della Calabria che compete in Europa, che porta la Calabria nel mondo con la schiena dritta, con lo sguardo onesto dell’impegno, della fatica, dei risultati.

Un porto commerciale può svolgere tre funzioni base: hubtranshipment; gateway; regionalport. Semplificando: nell’hubtranshipment i container arrivano con grandi navi da altri continenti, e ripartono con piccole navi verso i porti vicini; nel gateway arrivano con grandi navi e ripartono con la ferrovia verso i mercati di consumo; nel regionalport i container arrivano via mare, vengono aperti e vengono distribuiti nel territorio.

L’attività unica, oggi, del Porto è quella di transhipment. Questa attività viene fatta benissimo: qualità nel management e nei lavoratori hanno creato questo gioiello del Sud. La capacità produttiva potrebbe aumentare ancora un poco, ma gli addetti totali sono praticamente al massimo. L’incremento di produttività servirà solo a competere con i porti del Nord Africa che entrano nel mercato del transhipment con un costo di manodopera decisamente più basso.

IL REGIONAL PORT

Gioia Tauro è la prima grande base per le merci che arrivano in Europa dall’Oriente. Questa localizzazione fornisce un vantaggio misurabile ed altissimo per le multinazionali che si insediano a Gioia, e quindi un vantaggio inestimabile per la Calabria. A maggior ragione oggi che, senza Ponte, i porti siciliani risultano non collegabili, tramite ferrovia, all’Europa.

La domanda da un miliardo di euro è: come portare a regime questo vantaggio? Come convincere le multinazionali ad insediarsi in Calabria? Come diventare un grande regionalport?

Bisogna creare delle condizioni di passaggio dalla situazione attuale, di deserto logistico nella Piana, a quelle di base logistica competitiva in Europa. Cioè creare delle condizioni come quelle che hanno portato il transhipment ad avere qualità competitiva a livello mondiale.

Come si fa?

Bisogna creare dei vantaggi temporanei per attrarre i grandi gruppi internazionali, in modo da portarli verso il vantaggio competitivo vero.

LA ZONA ECONOMICA SPECIALE

Una proposta reale per creare il vantaggio temporaneo è quella degli imprenditori, subito accettata dai lavoratori:

“Si crei una Zona Economica Speciale (ZES) attorno al Porto, in cui per un periodo di tempo predefinito vengano rimosse le disomogeneità del costo del lavoro, le disomogeneità della tassazione sui vettori, il peso delle accise su energia rispetto al Nord Africa.

Nell’ambito della ZES, siano chiari e trasparenti i vantaggi immediati per chi si insedia: abbattimento dei diritti doganali, delle imposte dirette e/o indirette, degli oneri sociali, etc.”

È evidente che questo è un terreno di aiuti di Stato, ma poiché la Calabria (purtroppo) è tra le Regioni a bassissimo PIL a livello europeo, ha diritto alla attivazione per periodi limitati di questo tipo di vantaggi.

LA POLITICA

La proposta ZES è vera, è trasparente, non è suscettibile di mafia.

La Giunta della Calabria l’ha accettata in toto e formalizzata in proposta di legge, e l’ha trasmessa al Consiglio (13 maggio 2013).

Il Consiglio, l’ha accettata in toto, e l’ha trasmessa al Parlamento (31 maggio 2013).

Il Senato l’ha presa in carico in toto (27 giugno 2013), senza modificare nulla, ed oggi la proposta vivacchia tra le tante carte del Senato.

La traduzione della proposta in una legge ha vari limiti sia gestionali che amministrativi. La politica, nei vari passaggi, non ha saputo o voluto rimuovere questi limiti, o forse li ha introdotti per depotenziare l’effetto formidabile che può avere una ZES a Gioia.

Uno dei limiti evidenti della proposta è che parte considerando tutto il Sud Italia, ma poi si stringe solo su Gioia, in un eccesso di provincialismo.

La Camera, su iniziativa di 10 deputati del PD, ha incardinato (26 giugno 2013), sempre in toto, la stessa proposta presente al Senato, da cui è stato rimosso il provincialismo, estendendo la stessa possibilità a tutti i porti di rilevanza internazionale nelle regioni obiettivo convergenza.

È passato un anno. In quest’anno c’è stata solo qualche piccola scaramuccia, ma niente di sostanziale: Stallo.

Nel trasporto aereo è il momento terribile: un attimo prima del disastro.

90 GIORNI

A questo punto per uscire dallo stallo ci sono due percorsi possibili.

UNO. La Commissione del Senato (o la Camera) approva la proposta, subito dopo la proposta viene notificata a Bruxelles per il via libera definitivo.

DUE. La proposta attuale viene notificata a Bruxelles dal Governo prima dell’approvazione Parlamentare, al via libera di Bruxelles segue l’approvazione parlamentare italiana.

Ogni percorso ha aspetti positivi e negativi.

UNO. Ha il vantaggio di avere una approvazione parlamentare su alcuni elementi cruciali, come IRES e costo del lavoro, e quindi un peso forte nella trattiva con Bruxelles. L’aspetto negativo è che la trattativa con Bruxelles potrebbe indurre modificazioni tali da richiedere un nuovo passaggio parlamentare.

DUE. Ha il vantaggio dell’immediatezza: si sa subito se l’impianto centrale viene accettato da Bruxelles, evitando dibattiti infiniti sugli aiuti di stato. Lo svantaggio è che il Parlamento deve approvare quanto concordato a Bruxelles.

Nel percorso UNO il protagonista è il Parlamento, nel percorso DUE il Governo.

90 giorni sono sufficienti per completare uno dei due percorsi.

La Calabria aspetta e giudica.

*docente UniRc