Direttore: Aldo Varano    

L’ANALISI. Calabria e politici. Via 30 poltrone e scatta il: vengo anch’io? No, tu no! VARANO

L’ANALISI. Calabria e politici. Via 30 poltrone e scatta il: vengo anch’io? No, tu no! VARANO

pep      di ALDO VARANO - Iniziamo da ciò che è (apparentemente) incomprensibile. Le prossime regionali saranno vinte da chi prende un voto in più dell’avversario. Per vincere bisogna spostare voti dallo schieramento avversario al proprio

e dato che lo scontro è tra Cdx e Csx per entrambi i blocchi sottrarre voti all’altro blocco significa sconfitta o vittoria, vita o morte. Ma le notizie più importanti di questi giorni (vedi i servizi di Riccardo Tripepi) sono di segno contrario. Il Csx (a Crotone con Nicodemo Oliverio, ma non solo lì) avverte che vanno tenuti lontani quelli che hanno amoreggiato col Cdx. E nel Cdx (dove lo scontro è tra i partiti, non gli schieramenti) il vice segretario regionale di Fi, Nino Foti, avverte che in Fi non c’è posto per “gli eletti regionali e parlamentari del Ncd” mentre Morrone APRE al Ncd ma a condizione che ognuno si faccia la propria lista: cioè, addolcisce la forma e difende la sostanza di Foti. Insomma, nessuno è disposto ad imbarcarsi pezzi di ex avversari o concorrenti sebbene i loro voti siano indispensabili.

C’è una botta di eticità nella politica calabrese e un fiorire di schiene dritte contro i transfughi? Neanche a parlarne. I nostri non hanno letto Machiavelli, ma dal loro diffuso sciamare da un fronte all’altro si evince che una CERTEZZA gli viene naturale: tra etica e politica non c’è rapporto. Che succede allora?

Per capire bisogna fare qualche calcolo. Fino a questo 2014 il bottino più prezioso a disposizione del ceto politico calabrese era costituito da 83 pezzi d’oro: 50 consiglieri regionali più il Governatore; 22 deputati, 10 senatori. Attorno ai pezzi d’oro ronzava la prima fila della politica. Tutto il resto (a parte pochissime e incerte unità europee), compresi sindaci e Province, era per quelli costretti ad arrangiarsi di strapuntini, presidenze e consulenze sempre a rischio ed esposti ai capricci dei pezzi d’oro veri dominus della Calabria.

Questo quadro viene ora violentemente stravolto da una doppia stangata. Intanto, gli 83 pezzi d’oro diventano 53: spariscono 20 consiglieri regionali e in prospettiva 10 senatori che regrediscono nella terza fila. Immaginatevi una barca di immigrati: sopra sono in 83 ma la barca ne regge al massimo 53. Chi resiste e butta ai pesci gli altri bloccando altri ancora che vorrebbero salire a bordo (forse) si salva altrimenti affoga. E’ il primo livello della ferocia che condiziona le prossime regionali. La scure da 50 a 30 è senza scampo. 20 o spariscono o tentano la sorte alle prossime elezioni nazionali (2018?). E qui viene il bello.

L’Italicum, ed è la seconda stangata, spezza la continuità di ceto politico per l’irrompere di una rottura non controllabile. I punti certi della nuova legge sono: 1) maggioritario; 2) piccoli collegi col passaggio dalle attuali 26 circoscrizioni a 120; 3) capolista bloccato, cioè eletto senza preferenze; 4) voto di preferenza per gli altri.

Ragioniamo ora sulla Calabria. Se le circoscrizioni nazionali passano da 26 a 120 bisogna ipotizzare per la Calabria almeno 4 collegi (nella proposta iniziale erano 5). I tre partiti più importanti (Pd, Fi e M5S) decidono a Roma il capolista di ogni partito in tutti e quattro i collegi. 12 deputati (i 3 capolista dei 4 collegi) sono eletti con sufficiente certezza. A questo nocciolo duro e inscalfibile di privilegiati (nominati) bisogna aggiungere da 1 a 3 capolista scelti da Roma tra Sel, Ncd/Udc e FdI. Siamo a 15 seggi circa.

Ne restano 7 (ma coi nuovi dati sulla popolazione potrebbero essere 6) da ripartire in 4 collegi. In realtà, lo scontro sarà uninominale. Ma su due fronti: all’interno, per fregare i colleghi di lista con la preferenza; all’esterno, perché gli elettori potendo scegliere un solo deputato (il capolista, lo abbiamo detto, è nominato) tenderanno a votare la persona anziché il partito.

Se, per esempio, il Cdx perde in Italia e scatta il premio di maggioranza per il Csx, a Cosenza, tolto il capolista di FI il Cdx avrà (forse) un altro solo seggio a cui aspireranno Santelli, Gentile, Occhiuto più 4 o 5 attuali consiglieri regionali che non sono riusciti a tornare a Palazzo Campanella più le new entry che aspirano a scalzare qualcuno di quelli che c’è. Insomma, una riduzione drastica dei pezzi d’oro da spartire.

La situazione provocherà intanto pressioni e ansie sulle candidature alle regionali. In questo periglioso navigare Scopelliti non c’entra nulla: lui è stato già buttato a mare da Gentile alle europee e viene tirato in ballo per nascondere la realtà. Molti tenteranno l’elezione alla Regione e questo spiega anche l’intransigenza e la lotta nei due schieramenti per impedire che entri chiunque già non c’è. E’ in contraddizione con la necessità di raccattare voti pervincere la Regione? Teoricamente sì, ma chissenefrega!