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L'INTERVISTA. Peppe Raffa: Ecco perché mi candido a Governatore. TRIPEPI

L'INTERVISTA. Peppe Raffa: Ecco perché mi candido a Governatore. TRIPEPI

raffa       di RICCARDO TRIPEPI* - La settimana prossima dovrebbe essere quella decisiva per le scelte all’interno del centrodestra. Si aspetta ad horas la convocazione ufficiale da parte di Silvio Berlusconi per sciogliere i nodi relativi al candidato alla carica di governatore e alle future alleanze. Nel frattempo chi continua a lavorare al proprio progetto politico in vista delle regionali è il presidente della Provincia di Reggio Calabria. Raffa considera la sua una candidatura di servizio, chiede rispetto alle altre componenti di Forza Italia e tempi rapidi l’avvio di un confronto sul programma di governo.

Perché ha deciso di candidarsi?

“La mia è una candidatura fortemente voluta dal territorio sul quale siamo radicati in maniera efficace e abbiamo un’amministrazione in carica molto motivata che crede nel progetto e aspetta solo il via libera di Berlusconi. Le ultime elezioni europee hanno dimostrato come Fi a Reggio sia in salute. Abbiamo ottenuto il 23% nonostante Ncd avesse candidato Giuseppe Scopelliti. Un risultato che ha dato molto entusiasmo come dimostrato dai comitati che sono nati spontaneamente a sostegno della mia candidatura”

Come e quando saranno compiute le scelte definitive?

“Credo che il quadro sarà definito all’inizio della prossima settimana. Alla fine dell’ultima riunione del Comitato regionale di Fi ci siamo lasciati stabilendo che il candidato presidente dovesse essere espressione del territorio e che sarebbe stato adottato un criterio oggettivo di selezione. Da quel momento non ci siamo più rivisti”.

Le primarie istituzionali possono essere un metodo?

“Possono avere un loro senso. Si tratta di un meccanismo di selezione democratica dei candidati e di uno strumento di trasparenza. Il Comitato regionale che mi sta sostenendo ha avviato la raccolta delle firme per prendere parte alle primarie. Invito agli altri candidati di adottare lo stesso metodo e a non affidarsi a sotterfugi e scorciatoie”.

Cosa intende per sotterfugi?

“A volte mi sembra che si sfugga il confronto diretto per rivolgersi a referenti politici di ogni genere in maniera da abbreviare il percorso. Sono sconcertato, ad esempio, che non ci sia ancora uno straccio di programma per il governo della Calabria. In materia di sanità mi domando se qualcuno si è posto il problema del cittadino di Rossano o di Melito Porto Salvo che sta vedendo i propri presidi ospedalieri in agonia e calpestato il proprio diritto alla salute. Io e la mia squadra siamo da tempo al lavoro sul programma che presto sarà sottoposto sia al coordinamento regionale che al presidente Berlusconi”.

I ritardi, oltre che sul programma, sembrano evidenti anche in ordine alla composizione della coalizione con cui affrontare le regionali.

“Io ho sempre il massimo rispetto dei ruoli. Credo però che il coordinamento regionale del partito deve affrontare subito il problema e convocare una riunione di coalizione per definire un percorso da condividere. Nessuno può stabilire chi può essere candidato e chi no senza un confronto ampio e trasparente. Altrimenti si arriverà a prendere decisioni senza rispettare la dignità di chi per anni si è speso al servizio del territorio”.

Per molti non è possibile avere nuovamente un candidato reggino…

“Non credo sia una colpa essere nato a Reggio. Io non ho mai creduto alla politica dei campanili e non lo faccio neanche adesso. Se poi ci si riferisce direttamente all’esperienza di governo di Scopelliti voglio ricordare che io ho espresso divergenze rispetto alle scelte del governatore, per esempio su Gioia Tauro o in tema di sanità, in tempi non sospetti e non adesso quando la critica è troppo facile”.

A questo proposito va considerato che le regionali si incroceranno con le comunali a Reggio. Il dialogo con Ncd come va?

“Ripeto noi abbiamo un programma e su questo vogliamo misurarci. L’intera giunta provinciale è con me e Forza Italia, legittimamente, aspira ad esprimere entrambi i candidati. Poi, ovviamente, bisognerà sedersi al tavolo delle trattative ognuno con il proprio ruolo e il proprio peso. Guardo con attenzione a Cosenza, tuttavia, che credo sarà la chiave di volta per le prossime elezioni. In questo senso credo che vada ricucito il rapporto con il Ncd e con Tonino Gentile”.

Tallini dice che ci sono solo due candidati, la Ferro e Mancini…

“Forse gli farebbe comodo che fosse così. La mia candidatura è stata formalizzata ufficialmente alla coordinatrice regionale Jole Santelli. E se il partito vuole vincere le elezioni credo che dovrà essere valutata con attenzione. Sia chiaro che non accetteremo alcun tipo di diktat e nessun atteggiamento prevaricatorio come quello di Tallini o di chi, come lui, non vuole considerare questa parte di territorio calabrese”.

Altrimenti?

“Si innescheranno condizioni di rottura”.

Con le elezioni fissate il 12 ottobre, però, forse non ci sono più i tempi per avviare il processo di cui parla…

“Io non credo che si possa votare il 12 ottobre se le primarie istituzionali sono state fissate al 21 settembre. Siamo davanti ad una evidente schizofrenia istituzionale volta a prolungare il più possibile questa legislatura. Credo che anche i calabresi lo abbiano capito e, per il bene di tutti, è opportuno tornare al voto il più presto possibile, ma senza questo tipo di giochetti e rispettando tutti i passaggi formali”.

*giornalista del Garantista della Calabria