Direttore: Aldo Varano    

CALABRIA. IL grande imbroglio della data per il voto regionale VARANO

CALABRIA. IL grande imbroglio della data per il voto regionale VARANO

tlr        di ALDO VARANO - Niente racconta la deriva della politica calabrese con tanta precisione come il balletto sulla data delle regionali. Tutti imbrogliano e tutti imbrogliano tentando di far ricadere la responsabilità dell’imbroglio su qualcun altro. La signora Stasi ha imbrogliato sul 12 ottobre consapevole che se quella data fosse vera sarebbero saltare le primarie. Voleva le chiedessero un rinvio quanti erano interessati alle primarie per poi scaricare l’imbroglio del 12 ottobre su chi avesse chiesto di spostare la data. Vittima designata il Pd che, rafforzando l’imbroglio Stasi, facendo finta non ci fossero i tempi tecnici necessari, ha risposto, addirittura con Renzi, “data ok”. Insomma, il Pd ha respinto l’imbroglio Stasi nel tentativo di imbrogliare i propri iscritti scaricando tutto sulla FF: le temutissime primarie saltano, quindi, non perché il Pd si trova a scegliere tra perdere o accettare Oliverio (non essendo i renziani in grado di fare una scelta vera) ma per colpa di altri; perché se fossero dipeso da Magorno lui le avrebbe fatte svolgere amandole quanto una bella bevuta di acido muriatico.

Talarico, che fin qui aveva tenuto il sacco a S, approfitta dei due imbrogli per far dimenticare i propri, sostenendo che le elezioni si possono fare a Novembre. Ma è un imbroglio perché Talarico mette in realtà le mani avanti e recupera il tempo necessario per (tentare, almeno tentare) di far slittare il voto alla prossima primavera. Geniale: il presidente dice novembre e sembra proporre un irrilevante modifica: che volete che cambi tra il 12 ottobre e una manciata di giorni in più? Poi il Nostro, con falsa indifferenza, pianta un paletto che levati:

"… infine, questa Presidenza ha intenzione di convocare (…) una seduta di Consiglio regionale al fine di apportare le dovute modifiche alla Legge elettorale, modifiche da effettuare in considerazione della impugnativa della citata norma, da parte del Governo, innanzi alla Corte Costituzionale. Detto adempimento si ritiene opportuno e necessario per evitare eventuali contenziosi subito dopo la tornata elettorale…).

Talarico (e c’è da immaginare dietro lui un consistente plotone di consiglieri regionali) fa quindi sapere a tutti che con l’attuale legge (che secondo molti osservatori è stata elaborata col preciso obiettivo di farla impugnare dal governo di fronte alla Consulta, perché la giudichi platealmente incostituzionale) non si può votare.

Immagazzinato il punto a futuro memoria, con fin qui inedita generosità, Talarico dice che riunirà il Consiglio per fare una nuova legge. Benissimo, diranno quelli che non s’accorgono mai degli imbrogli. Ma se il Consiglio non troverà rapidamente l’accordo sulle modifiche da fare che accadrà dato che Talarico giura che si potrebbero avere “eventuali contenziosi subito dopo la tornata elettorale”? Insomma, se il Consiglio non ce la farà (ed è azzardato immaginare i consiglieri regionali che bruciano i tempi per andar via subito da un Consiglio dove in grandissima parte non metteranno mai più piede) chi si assumerà la responsabilità di far votare la Calabria con una legge che potrebbe poi far saltare il Consiglio appena eletto? Insomma, se il Consiglio si prende qualche mese di tempo per fare una legge con cavoli e controcavoli tutto tornerebbe al proprio posto e l’ordine verrebbe ristabilito (mentre legislatura e stipendi scorrerebbero fino a primavera)

Ma attenzione, c’è ancora un imbroglio o, almeno, un retropensiero. E’ proprio vero che le tutte forze politiche di maggioranza qui e a Roma sono interessate al voto subito? Fi è interessata, come il M5S. Ma gli altri?

L’attuale Governo (tutte le sue componenti) vuol durare fino al 2018. In Italia (lo abbiamo già scritto) si lavora a un progetto di allargamento delle alleanze per proporre alle prossime regionali molti schieramenti uguali a quello del governo di Roma. Ma in Calabria (che pure pesa pochissimo sugli equilibri nazionali) non sarà possibile. L’ingombro Scopelliti non lo consente. Se il Csx in Calabria andasse a chiedere voti per un’alleanza di cui fa parte un Ncd con dentro Scopelliti non farebbe altro che una campagna elettorale per assegnare la maggioranza assoluta al M5S. Insomma, a molti serve tempo e tra un imbroglio e l’altro si potrebbe rattoppare il buco (anche se nessuno è ancora in grado di capire se non sarebbe meglio tenerci la toppa).

P.S. Il termine “imbroglio” in questo articolo significa sempre “imbroglio politico”. Abbiamo usato la forma contratta per non appesantire il testo.