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Saltano le primarie. Il Csx chiede il voto a ottobre. Per il candidato Governatore torna tutto in alto mare. VARANO

Saltano le primarie. Il Csx chiede il voto a ottobre. Per il candidato Governatore torna tutto in alto mare. VARANO

oliverio callipo speranzadi ALDO VARANO - Il comunicato stampa della colazione di Csx (che pubblichiamo integralmente tra le notizie in evidenza) segna una svolta. Svolta, perché la coalizione dice: la Stasi la smetta di prenderci in giro e si vada subito al voto, cioè il 12 ottobre.

Conseguenza necessaria e implicita del ragionamento: si facciano saltare le primarie. E’ infatti noto che il voto a ottobre e svolgimento delle primarie sono incompatibili per legge.

Il documento sottoscritto da tutti i partiti e i movimenti della coalizione, non dice mai esplicitamente non vogliamo le primarie. Ma non ce n’è bisogno: sarebbero possibili solo se il Csx si rimangia il documento votato assumendosi, peraltro, la responsabilità del rinvio delle elezioni. Le primarie, dice il Csx, non possono essere la scusa per rinviare il voto vero che è urgentissimo per la Calabria. Piaccia o no a Oliverio, Callipo e Speranza le primarie non ci sono più.

E’ evidente, infatti, che la richiesta del voto a ottobre le annulla.

Magorno centra, quindi, l’obiettivo che ha perseguito con determinazione fin dall’inizio di questa vicenda: annullarle. Ma riesce a farlo con lo straordinario vantaggio di non dover mettere la faccia nella richiesta di affossarle perché la faccia la mette l’intera coalizione. Si tenga presente che la documentazione per attivare giuridicamente le primarie deve essere sottoscritta da tutte le liste che fanno parte della coalizione che intende svolgerle.

Ma vediamo meglio il micidiale combinato fino alla sua conclusione.

Adamo e Maiolo spingono per l’istituzione delle primarie per legge. Il Pd annulla quelle di partito o coalizione senza la copertura istituzionale della legge.

La Stasi annuncia prontamente il voto per il 12 ottobre prima dell’arrivo di Renzi in Calabria. L’obiettivo della Ff è evidente: costringere il Pd a chiedere un rinvio delle elezioni per svolgere le primarie per addossare al Pd la responsabilità del ritardo rispetto al voto.

Renzi in Calabria non cade nella trappola e ai giornalisti che gli chiedono dice: il 12 ottobre va benissimo. Del resto, non ha altra scelta che accettare la provocazione.

Ora l’intero Csx chiede di votare a ottobre con la firma di Pd, Psi, Autonomia e Diritti, API, Centro Democratico, PSDI, L’Altra Sinistra, Idv, Sel.

Dice il passo centrale del documento:

"Nessuna ragione, neppure le primarie, a cui notoriamente attribuiamo un grande significato può impedire, infatti, la necessità impellente di dare ai calabresi un Governo stabile e legittimato dal voto in tempi rapidi, mettendo fine ad un’esperienza fallimentare e, soprattutto, all’uso spregiudicato di risorse pubbliche finalizzate al vano tentativo di acquisire consensi, cosi' come sta avvenendo quotidianamente" - hanno proseguito i segretari.

"Si metta fine, pertanto, al balletto sulla data delle elezioni inscenato dalla Presidente Stasi e dal Presidente del Consiglio Talarico e si guardi, finalmente, con responsabilità alle impellenti emergenze della nostra Regione ed, alla necessità non più procrastinabile, di dare in tempi brevi un governo alla Calabria.”.

Domani 27, di mattina, Magorno incontrerà Oliverio, Callipo e Speranza per informarli sulla decisioni del Csx. Non per discutere con loro il da farsi ma per illustrargli le decisioni assunte dall’intera coalizione che, appunto, prevedono e richiedono il voto a ottobre e quindi niente primarie.

La Stasi, appena conosciuto il documento, ha dichiarato che se il Csx rinuncia alle primarie per legge non c’è problema: voto a ottobre. E' l'ultima sfida della Ff.

La logica politica, a questo punto, è netta e stringente: se il Csx insiste sulle primarie chiede automaticamente il rinvio delle elezioni, smentendo prima di tutti, Renzi. Difficile, in questo quadro, che i segretari dei partiti del Csx adempiano le formalità giuridiche per le primarie. Magorno, non lo farà di certo.

Che accadrà ora? Formalmente la scelta del candidato Governatore passa all’intera coalizione. Questo, formalmente. Nella sostanza a scegliere sarà Roma, cioè Renzi o chi verrà da Renzi incaricato di scegliere il candidato Governatore.

Impossibile, in questo momento, immaginare le reazioni che si innescheranno nel Pd che, dato lo scontro sulla candidatura tra Oliverio e Callipo, finisce con l’essere il più esposto a un inasprimento dei rapporti al suo interno.

Si può facilmente ipotizzare un candidato del Pd o indipendente. Tutto torna in alto mare. In politica tutto è possibile. Ma Appare decisamente difficile, in questo quadro, che venga candidato uno dei tre pretendenti che, cioè, Oliverio o Callipo diventino candidati Governatori.