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Gioia Tauro. ZES, il prontuario (che non c’è) per andare oltre l’aria fritta. RUSSO

Gioia Tauro. ZES, il prontuario (che non c’è) per andare oltre l’aria fritta. RUSSO

portoG      di FRANCESCO RUSSO* - La recente visita del Presidente Renzi a Reggio Calabria, ha riportato l’attenzione sulla Zona Economica Speciale (ZES) a Gioia Tauro.

L’interesse mostrato, va subito indirizzato con azioni precise.

AIUTO DI STATO E CONVERGENZA

È indubbio che con la ZES si aiutano le aziende insediate.

Chi dice che non c’è aiuto, è completamente fuori strada.

La questione è: questo aiuto è compatibile con una regione come la Calabria che si trova fortemente al di sotto dello sviluppo medio europeo, e quindi con l’obiettivo della convergenza?

Dalla risposta a questa domanda dipende il futuro della ZES, e, per quelli che non l’hanno ancora capito, della Calabria.

Per far passare a Roma ed a Bruxelles la proposta ZES, è necessaria una dimostrazione analitica dello sviluppo che la ZES induce. Se questa dimostrazione viene prodotta in modo chiaro e palese, c’è la possibilità che Roma e Bruxelles approvino in tutto o in parte la ZES. Se la dimostrazione non c’è, la possibilità che la ZES sia approvata è ZERO.

La compatibilità si appoggia su alcune conoscenze irrinunciabili.

IMPATTO ECONOMICO

La prima riguarda: “L’Impatto economico delle attività del porto (e della ZES) mediante una analisi disaggregata.”

Le conoscenze oggi disponibili, dell’impatto sono misurate a livello aggregato, e sono: valore aggiunto, occupati, investimenti.

Quello che è fondamentale conoscere per lo sviluppo della proposta a livello UE è ben altro.

È necessario identificare, quantificare e localizzare le relazioni tra i vari soggetti economici che fanno capo al Porto e in progetto alla ZES. E ancor più bisogna conoscere le relazioni che si hanno (e si avranno) tra questi soggetti e le altre industrie della Calabria, del Mezzogiorno e dell’Italia.

Bisogna iniziare con una raccolta dei dati disponibili; attualmente pressoché nulla è conosciuto di cosa accada realmente nelle attività dei differenti soggetti che fanno capo al porto. Bisogna quindi ricostruire le relazioni economiche che intercorrono tra gli attori del porto (e tra i potenziali attori della ZES) rispetto agli altri attori economici, con una precisa e dettagliata specificazione sia del settore economico con cui ci si rapporta sia con la collocazione geografica.

Cioè data una azienda qualunque TIZIA insediata nella ZES, bisogna valutare:

(input) quali aziende (esempio CAIA) alimentano TIZIA e dove sono localizzate;

(output) quali aziende (esempio SEMPRONIA) sono alimentate da TIZIA e dove sono localizzate.

L’impatto economico deve essere identificato considerando i 3 macrosettori che permettono l’interazione: trasporti, energia, telematica (ICT).

Solo su questa base l’UE, può aprire il fascicolo ZES a Gioia, ed accettare in tutto o in parte le misure economiche e finanziarie previste per la ZES a Gioia Tauro.

Solo dimostrando che gli aiuti fanno fare un salto all’economia regionale, portando la Calabria verso l’obiettivo convergenza. Quindi “convergere” al tasso di sviluppo medio dell’UE, uscendo dal sottosviluppo in cui giace. Bisogna dimostrare in che misura la spinta alle aziende che operano nella ZES spinge altre aziende della Calabria e del Sud che hanno relazioni economiche, in input o in output, a crescere ed a consolidarsi.

Se questo non accade, l’evidenza è banale: significa solo dare dei soldi a delle aziende, senza sviluppo. Tanto varrebbe finanziare la disoccupazione.

L’analisi dell’impatto economico è il primo pilastro, senza si ha solo aria fritta. Molti continuano a friggere.

IMPATTO GESTIONALE

C’è un secondo importante pilastro: la gestione della ZES.

La Regione vuole un soggetto giuridico di capitale misto pubblico-privato per gestire la ZES.

Un’analisi della gestione della ZES deve permettere di simulare i rapporti tra i differenti Enti pubblici (comprese le Autorità), che operano nell’area interessata e il soggetto nuovo.

Enormi dubbi appaiono subito.

Un primo dubbio.

La proposta di legge attribuisce al soggetto “supervisione amministrativa, ambientale e sanitaria”. Che vuol dire? Una Azienda, oltre che con gli Enti già esistenti, deve interloquire anche con il nuovo soggetto? Cioè per ogni passaggio attuale, con la ZES bisogna farne due? uno nell’Ente preposto dalla normativa corrente, ed uno presso il soggetto ZES?

Un altro dubbio –e sospendiamo qui-. Nella proposta di legge c’è un elenco di “attività ammesse nella ZES” ed un elenco di attività “espressamente vietate”. Domanda: le attività che non appartengono a nessuno dei due elenchi, sono ammesse o vietate?

Da quanto si legge su web e sulla stampa, nessun approfondimento sugli impatti economici e gestionali è stato prodotto da alcuno.

Sono passati i tempi in cui la spinta era tutta politica. Oggi, ogni azione economica va ampiamente dimostrata nei risultati conseguibili.

Non sembra che sul tavolo di Renzi, oltre che la parola ZES sia arrivato altro. La Presidente ff ha questi documenti cruciali in mano? o forse per questo non si è presentata?

Il tempo scorre inesorabile. Un anno è stato buttato via da Giugno 2013 ad Agosto 2014.

Gli imprenditori del porto giocano la finale della UEFA Champions League. La politica calabrese gioca la partita tra scapoli e ammogliati.

*docente Unirc