Direttore: Aldo Varano    

LA SVOLTA. Il Pd da Roma: voto a ottobre, no a primarie istituzionali. VARANO

LA SVOLTA. Il Pd da Roma: voto a ottobre, no a primarie istituzionali. VARANO

mrmo        di ALDO VARANO - Le primarie istituzionali il Pd non le farà perché significherebbero un rinvio del voto regionale: cancellate. Il Pd riunirà il 2 settembre la propria Assemblea regionale che chiederà solennemente il voto in coerenza alla dichiarazione pubblica di Matteo Renzi fatta in Calabria: 12 (forse 19) ottobre. Il 16 settembre, se l’Assemblea del Pd convocata per il 2 settembre non sarà di diverso avviso, si svolgeranno le primarie di coalizione del Csx. Una data assolutamente compatibile per votare il 12 ottobre.

Quella del Pd calabrese è una svolta. Forse la quadra per uscire dalle difficoltà che hanno segnato l’ultima convulsa fase. La svolta è maturata ieri a Roma dove il segretario del Pd calabrese Magorno ha incontrato per tutta la giornata dirigenti nazionali del suo partito e pare (anche se soltanto per alcuni minuti) lo stesso Renzi. Il fatto che le decisioni importanti del Pd possano essere prese solo a Roma è il segno di una fragilità del Pd e, soprattutto, del suo attuale gruppo dirigente che è attraversato da contraddizioni insanabili. Ma questo riguarda la vita interna e il modo di essere del Pd ed è questione a parte rispetto alle scadenze a cui è interessata la Calabria da mesi senza alcuna guida politicamente e democraticamente legittima: uno scandalo istituzionale.

Procediamo con ordine. Il punto di svolta romano è quello della data per le elezioni (vere). La presidente regionale ff, Antonella Stasi, che secondo molti osservatori non muove foglia che Scopelliti non voglia, aveva proposto il voto regionale (scandalosamente rinviato per mesi nonostante la condanna e le dimissioni di Scopelliti) per il 12 ottobre. Una data scelta in conflitto con lo svolgimento delle primarie istituzionali decise dal Pd prima che la Stasi proponesse il 12 ottobre e per provocare in quel partito il massimo di confusione. Evidente l’obiettivo di costringere il partito di Renzi a chiedere un rinvio del voto (vero) addossandogli la responsabilità del traccheggiamento diventato per tutti (anche per ambienti diffusi del Cdx) insopportabile. Ma Renzi, fiutata la trappola, a Reggio aveva risposto soddidente "il 12? ok, va benissimo”.

Da allora era cresciuta l’incertezza nel Pd e nel Csx: rinviare le elezioni o far saltare le primarie? E’ vero che se ci fosse stata la volontà politica di tutti la vicenda si sarebbe aggiustata in poche ore. Ma la volontà di aggiustare in Calabria, non ce l’ha proprio nessuno e viene sostituita da furbizie e trucchi.

Il Movimento di Corbelli, in questo quadro, ha tentato di forzare la vicenda imponendo le primarie senza preoccupazione sulla data del voto. Alcuni avevano pensato che si aprisse un varco per rinviare le elezioni e fare le primarie.

A questo punto Magorno è andato (secondo alcuni è stato convocato a Roma) per le decisioni che sono state prese. Che accadrà ora? Dentro il Pd a questo punto lo scontro, se qualcuno volesse mettere in discussione quanto deciso a Roma, non sarebbe più sulle primarie sì o no, ma sulla necessità di votare subito o di rinviare (solo pochi giorni o fino ad aprile?) con tutti gli interrogativi appesi all’eventuale allungamento dei tempi.

Del resto, la convocazione per il 2 settembre dell’Assemblea regionale del Pd sembra essere stata convocata per garantire (e sfidare) tutti. Lì si verificherà chi ha la maggioranza del Pd in Calabria e, soprattutto, su quale linea politica la maggioranza si organizza. Al momento la maggioranza è in mano a Oliverio che ha raccolto 153 firme per la sua candidatura su 300. Ma una cosa sono le firme per la candidatura, altra una scelta politica sulla data del voto e in contrapposizione a Renzi che, ieri a Roma, avrebbe detto a Magorno che spera, quando verrà a novembre in Calabria, di trovare un nuovo Governatore (non avendone incontrato alcuno durante la sua ultima visita da Presidente del Consiglio perché la Stasi non s’è presentata) e un nuovo sindaco di Reggio.

Insomma, il Governo farà di tutto perché le elezioni in Calabria, per la Regione e il Comune di Reggio, si svolgano a ottobre. Forse non il 12 ma certamente non oltre il 19. Ora sono tutti avvertiti. Anche il Presidente del Consiglio regionale che, a quanto si dice, si sta preparando per una “lunghissima” discussione per riformare la legge elettorale a suo tempo inzeppata di norme incostituzionali proprio per poter allungare il tempo di vita di un Consiglio regionale che è certamente stato il peggiore della storia della Calabria e che nessuno (a parte i consiglieri regionali che non saranno rieletti) rimpiangerà.