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Calabria al voto. I TARantolati. GRIPPO

Calabria al voto. I TARantolati. GRIPPO

taran       di ANTONELLA GRIPPO - “Bugiardi noi”, gioiello musicale dell'inarrivato Umberto Balsamo, rappresenta un prezioso prodromo dell'attuale vicenda politica calabra. In subordine, si potrebbero evocare le plurime maschere pirandelliane con il rischio d'incorrere in procedura d'infrazione

sicula, per spreco letterario. L'extrema ratio suggerirebbe gli spari sopra, di Vasco, a proposito dell'incapacità storica degli elettori di prendere la mira ad altezza d'uomo, nel senso dell'abbattimento simbolico e politico, attraverso il voto, del ceto dirigente tirullallerato.

Un ceto di contaballe spaiati, infinocchiatori seriali, sfrattati persino dal Circo di Muro Lucano, per manifesta imperizia. Gli scaffalasti del discount delle bufale pretendono di rifilarci l'ennesimo pacco, contrassegnato dall'etichetta Elezioni subito. Tutti reclamano il voto: dai centrodestradisastrati a quelli sinistrati. I capibastone dei vari partiti dicono che non c'è tempo da perdere e che la consultazione elettorale deve svolgersi, in tempi rapidi. Residua una domanda. Se tutto il cucuzzaro non vede l'ora di spedire i calabresi alle urne, chi minchia è che si oppone, allora?

Forse i benzinai di Cutro, gli impiegati del catasto di Taurianova, i battilamiere di Calopezzati, i titolari di ferramenta di Melicuccà, gli elettricisti di Mandatoriccio o i meccanici di Mongrassano, notoriamente affiliati ai Nuclei Proletari Armati per il Camionismo Ucraino? Il sospetto di un fiancheggiamento dei barellieri dell'Annunziata di Cosenza, non può dirsi fugato. Nel novero dei suddetti Poteri Forti, persino i falegnami di Serra San Bruno.

Ne deriva l'assoluta innocenza di Giunta e Consiglio Regionale che, di contro, senza la pressione dei suddetti scassamaroni, avrebbero già staccato la spina. In teoria. Senonchè un Tribunale TARantolato, grazie al morso ed alla pizzica di una sentenza rock, ha impresso ritmi convulsivi ed isterici al ballo da mattonella dei nostri eroi dei Palazzetti Campanella ed Alemanni. Del resto, i Magistrati Calabri non avevano altra opzione se non quella del pinzo   del RAGNO Salentino, per restituire una botta di vita danzata alle salme politicanti. " Balla per me, balla, balla, non ti fermare ma balla fino a che non finiranno le stelle e l'alba s'incrocia al tramonto…", questo il succo del verdetto. Intanto fanno il bagno a Cesenatico e i furbi, come sempre, non annegano ma negano di aver fatto melina e pastetta. In qualità di TARtari e TARtassati, non ci resta che attraversare il deserto, alla volta dell'assalto all'impero. Nel   frattempo, godiamoci le primizie di una campagna elettorale   con qualche comprimario e svariate comparse. Nulla di avvincente, per carità. Con tutto il rispetto che si deve al Leopardi, per il quale "la noia è il più sublime degli umani sentimenti", preferiamo declinarla come da registro FrancoCalifanesco.

Scelta non priva di asperità   che ci costringe a sorbirci pippe e pistolotti, sulla bontà di intendimenti non meglio precisati, per il riscatto della regione. La Ferro, intrappolata nel dilemma mollo PEPPE-acchiappo Peppe, non è propriamente da brivido. Se, poi, ci mette il carico della solita rampogna sull'inedito femminile, ti istiga all' immediata rivalutazione di Corbelli, blasonato macho mediterraneo. Mario l'onnipresente (non a caso lo chiamano Olivolì- Olivolà) è convinto che Nikita Kruscev sia esistito solo per preparare il suo avvento. Gli sfugge che se al suo illustre predecessore è toccato deSTALINizzare il comunismo, lui non riuscirà a deADAMizzarlo.

Nel frattempo, Gianluca tenta di rottamare mentre il Rottamatore   per antonomasia   registra vertiginosi assottigliamenti dell'indice di gradimento. Ci salveranno le liriche di Franco La Ratta o i post facebookkiani di Taniuzza Ruffa.? Chissà….. Certo è che negli interstizi dell'ironia si annida qualche brandello di verità. Sia detto, non sommessamente, ai parrucconi dell'ovvio e delle prediche, formato tessera.. A quanti si prendono disperatamente sul serio, si potrebbe inoltrare una proposta blasfema: la richiesta al Governo di un provvedimento , ex auctoritate principis, che sospenda le elezioni, in Calabria, da qui all' eternità, per assenza di adeguato ceto politico dirigente e per indisponibilità del popolo.

E' l'unica occasione, l'ultima perché non ci si prenda per il culo. Questa volta la data la scegliamo noi e non si tratterà di un tempo terreno. Del resto quale migliore vendetta contro chi, tra i nostri rappresentanti, ha già falcidiato circa tremila anni di storia del pensiero occidentale, Platone e Gianni Nazzaro compresi. Sul fronte delle primarie, indette dalla 'ndrangheta   per svecchiare le dirigenze delle cosche, si registra un ripensamento : "Noi - fanno sapere i coordinatori provinciali - siamo gli unici ad avere quagliato, nei fatti, il ricambio generazionale. Tutti i boss hanno meno di trent'anni.