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REGGIO. Innovazione e coraggio per rilanciare il Comune dopo il disastro. MARINO

REGGIO. Innovazione e coraggio per rilanciare il Comune dopo il disastro. MARINO

crc      di DOMENICO MARINO* - Non mi soffermerò sulla situazione del Comune di Reggio Calabria, situazione che tutti hanno sotto gli occhi e che è ormai, purtroppo pleonastico, rimarcare, se non per introdurre un ragionamento per il futuro, una strategia non convenzionale per far risollevare la nostra città.

Due anni di Commissariamento hanno solo acuito i molti problemi di questa città, senza riuscire a risolverne alcuno. Qualcuno poteva credere che il burocrate fosse antropologicamente diverso dal politico, in realtà questa diversità non si è affatto notata, con l’aggravante che al burocrate è mancato quello stimolo, quello slancio, la capacità di prendere dei rischi e, non dovendo rispondere a nessun tribunale del popolo che con il voto dopo 5 anni ne avrebbe giudicato l’operato, ci si è limitati semplicemente a procrastinare i problemi. Un’esperienza quella commissariale che lascia la città ancor più disastrata di come era prima, senza aver impresso nessuno scatto in avanti e senza alcuna strategia che non sia quella della quotidiana sopravvivenza.

Per risollevare le sorti della Città di Reggio Calabria servono oggi “armi non convenzionali”.

La città si trova oggi con un bilancio che per i prossimi 10 anni sarà tutto teso a ripianare il debito, con le imposte ai massimi livelli possibili e con una serie di problemi non risolti (Atam, multiservizi, raccolta dei rifiuti, vertenza PEO, scarsa capacità di riscossione…). La Reggio Bella e Gentile è diventata una Reggio Stracciona, rimasta in braghe tela (o forse più realisticamente come l’aretino Pietro…).

Occorre in primo luogo reperire risorse e la città di Reggio ha un patrimonio che è valorizzabile, il patrimonio immobiliare del Comune. La prima arma non convenzionale è allora quella di costituire un fondo immobiliare chiuso con l’obiettivo di valorizzare e di gestire il patrimonio Comunale. Un’operazione di questo genere ben condotta con un partener opportuno (ad esempio CDP) potrebbe portare alcune decine di milioni di euro in bilancio e soprattutto trasformare dei costi (quelli della gestione del patrimonio immobiliare) in ricavi. Molti comuni italiani hanno fatto questa esperienza e proprio in questi giorni il MIUR ha costruito uno strumento di questo tipo per la gestione dell’edilizia scolastica.

Il Comune di Reggio Calabria si può rilanciare con iniziative di spessore e di qualità come il fondo immobiliare, non con la vendita su Ebay degli immobili comunali!

La seconda arma non convenzionale da utilizzare sono i Bronzi. Non dobbiamo certo mandarli in giro, anzi dobbiamo il più possibile “imbullonarli” al Museo di Reggio Calabria, perché possano diventare una sorta di magnete che attrae. Occorre attivare quella che gli esperti chiamano “Sovrapposizione virtuosa” tra beni culturali e sistema produttivo, che è ciò che consente ciò ai beni culturali di giocare il ruolo di volano di sviluppo. Il Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria, il suo patrimonio immenso di beni archeologici, coronato dalla presenza dei Bronzi di Riace devono creare sinergie virtuose con il territorio e con l’economia locale. In questa luce occorre ripensare le politiche culturali cercando di sviluppare questa sovrapposizione virtuosa con gli altri settori produttivi.

Occorre allora lanciare una grande operazione che prima che economica è anche culturale.

Trasformare Reggio Calabria in Città Culturale e Creativa inserendola nei grandi network delle Cultural and Creative Cities, usando come punto di forza il suo patrimonio culturale che trova nel Museo della Magna Grecia il suo punto di forza.

La terza arma non convenzionale è data dalla leva fiscale. Lo schema impositivo del Comune deve essere totalmente cambiato e reso progressivo. Si deve redistribuire il carico fiscale fra i cittadini, a favore di quelli con un reddito più basso e occorre strutturare tasse di scopo che colpiscano le rendite parassitarie (facciamo ad esempio pagare più tasse alle banche e meno ai cittadini e alle imprese). Sempre su questo aspetto va giocata una partita per aumentare la capacità di riscossione, non vessando i cittadini, ma andando ad esaminare le singole situazioni, con la possibilità di sgravare anche di sanzioni e di interessi il dovuto. Occorre far vedere il volto amico dell’Istituzione, occorre ristabilire un rapporto di fiducia reciproca fra cittadini e Comune, rapporto che era andato perso negli anni in cui l’amministrazione si era comportata come un gabelliere medioevale da cui ognuno cercava di difendersi come poteva.

La quarta arma non convenzionale è la burocrazia zero, ossia la riduzione di tutti gli orpelli, i lacciuoli e i vincoli che servono solo a dare un potere indebito ad una ristretta classe fortunati dipendenti, connessa con una valutazione severa delle posizioni apicali in termini di risultati e con l’allontanamento dagli incarichi di chi non si dimostra all’altezza. Molte delle colpe della situazione in cui ci troviamo sono da attribuirsi a quella classe di burocrati, i burosauri, sempre proni ai politici e assai poco competenti per poter gestire in maniera innovativa l’Istituzione Comunale.

La burocrazia zero e l’allontanamento dei burosauri è quindi la quarta ed ultima arma non convenzionale.

Abbiamo la consapevolezza di aver raggiunto il punto più basso della voragine, ma ora non possiamo che rialzarci!

*docente Università Mediterranea