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CALABRIA. I quattro errori fatali del Cdx (Scopelliti era più bravo). VARANO

CALABRIA. I quattro errori fatali del Cdx (Scopelliti era più bravo). VARANO

sfgg       di ALDO VARANO - Bisogna prenderne atto: da quando il Cdx non è più diretto (anzi: comandato) da Scopelliti appare sempre più un'armata Brancaleone. La differenza è che mentre sbandati e vagabondi al seguito di Brancaleone restavano (disertori a parte) uniti e ubbidivano alle stravaganze del Condottiero, nel Cdx ogni singolo, eliminato politicamente Scopelliti, sembra rivendicare il ruolo di Brancaleone. Vediamo alcuni macroscopici errori che difficilmente Scopelliti avrebbe fatto.

UNO. Il primo è il più grave. Il Cdx ha lasciato a Reggio disimpegnati gli elettori sul sindaco per mesi. Il vecchio Governatore, fosse dipeso da lui, non avrebbe mai lasciato campo libero allo scorrazzare di una folla di candidati sindaci (compreso il pericolosissimo Falcomatà) senza che ve ne fosse uno vero del Cdx. Molti reggini hanno avuto la percezione che la partita fosse chiusa per rinuncia e, inseguendo un antico riflesso condizionato alla ricerca di protezione, hanno preso a posizionarsi dalla parte del presunto vincitore. Tutta un’altra storia quando Arena, regista Scopelliti, scorrazzava mentre il Csx discuteva ancora chi contrapporgli.

DUE. L'errore di Reggio ha avuto un effetto valanga. I leader calabresi del Cdx, tutti lontani dallo Stretto, hanno rimosso il problema disinteressandosene. Nessuno s' è preoccupato di impedire lo sfasamento del voto tra il Comune di Reggio e Regione. Per guadagnare qualche mesata di stipendio e un po’ di vantaggi il Consiglio regionale, con presidenza di osservanza Cdx, ha tirato a durare senza tener conto che le elezioni di Reggio si sarebbero svolte comunque. Ci voleva Scopelliti per far capire che un voto negativo per il Cdx reggino, abbandonato al pascolo del Csx, avrebbe ipotecato la partita regionale? Solo nelle ultime ore, capito l’errore, si tenta di rimediare chiedendo l’election day. La richiesta è del Cdx soprattutto reggino, che forse la vede brutta per Dattola.

TRE. Ma in politica, com’è noto, uno sbaglio tira l’altro. A due mesi dal voto regionale, quando il Csx ha già accumulato cinque mesi di protagonismo, campagna elettorale e titoli sui giornali a centinaia, il candidato Governatore del Cdx è ancora dentro la palla di vetro di Berlusconi che inquieto l’interroga. Risiamo al campo libero reggino che, a questo punto, sembra rivelare una strutturata incapacità o una paralizzante impotenza su situazioni complesse.

QUATTRO. E veniamo all’errore del Cdx sulla sanità, con una premessa: rispetto all'interesse dei cittadini calabresi la decisione sulle nomine, per usare un eufemismo, è stata ignobile. Ma dal punto di vista degli interessi elettorali dell'intero Cdx, è stata una genialata dietro cui si avvertono la mano e il coraggio di Scopelliti. Vista quanto era messa male la cosa a Reggio, consapevole che lì si vince o muore, ha spinto perché le nomine funzionassero come avvertimento alla sanità reggina, e agli interessi collegati, dimostrando che il carico di briscola era ancora in mano al Cdx. Non abbiamo i dati ma è stata insistente la voce di uno scarso entusiasmo dei medici a candidarsi con le liste di Csx. La mossa, tra l'altro, difficilmente sarebbe stata messa in discussione dal governo di Roma se agli urli del Csx, consapevole del pericolo, non si fosse aggiunta la cagnara del Cdx, come dimostra il fatto che per mesi il governo non ha battuto ciglio sulle nefandezze consumate in Calabria. Certo, la FF, e forse lo stesso Scopelliti sopravvalutando la capacità di comprensione degli ex suoi, hanno esagerato: per recuperare a Reggio con le nomine hanno forzato piazzando soprattutto scopellitiani anche altrove dove le nomine sconvolgevano gli equilibri di potere interni al Cdx: tra Ncd e Fi e tra Ncd di Scopelliti e Ncd di Gentile. Si sono ribellati tutti e tutti con insopportabile ipocrisia, come non sapessero e non avessero utilizzato a lungo la sanità per i loro comodi anziché per la salute dei calabresi che continuavano a morire vuoi per mancate cure vuoi per raffiche di errori sanitari. Unico giustificato è apparso il sen D'Ascola che ha preso le distanze, lui giurista, diciamo per deformazione professionale: preoccupato più per violazioni di legge che per la salute.

Fatto è che il governo (per ironia l'amica di Scopelliti ministra della sanità) è dovuto correre ai ripari ed ha tolto al Cdx reggino il vantaggio che Scopelliti si era procurato. Da qui la nomina governativa (a tempo e con clausola di dissolvenza) prima di riconsegnare la sanità a chi vincerà le elezioni.

Difficile capire come andrà a finire. Anche perché, come ha spiegato Riccardo Tripepi sul Garantista, i sondaggi calabresi sono sempre a trucco. Ma l'impressione è che il Csx, dopo tutti i disastri consumati specie nel PD, per non correre rischi abbia deciso di comprare a tavolino l'incontro dato che dalle mosse del Cdx si capiva volesse vendere.

È la Calabria, bellezza.