Direttore: Aldo Varano    

L’ANALISI. L’implosione del Cdx in Calabria e il rischio rottura della coalizione. VARANO

L’ANALISI. L’implosione del Cdx in Calabria e il rischio rottura della coalizione. VARANO

sgsi      di ALDO VARANO - Il Cdx non ha ancora indicato il proprio candidato Governatore. Il ritardo viene (ufficiosamente) giustificato con la necessità di sapere chi sarà il vincitore delle primarie del Csx per calibrare la scelta. In Emilia usavano lo stesso argomento. Le primarie ci sono state ma del candidato del Cdx non si ha notizia. Noi ci auguriamo che in Calabria non vada così. Ma è difficile che la mattina del 6 ottobre quando si saprà (si dovrebbe sapere) chi ha vinto tra Oliverio e Callipo sia ufficializzato il candidato del Cdx.

Il ritardo della destra in Calabria ha radici profonde e le scuse accampate sono preoccupanti per l’intera Calabria che vede venir meno l’unico competitor credibile del Csx. E’ una situazione che danneggia la nostra democrazia e il diritto dei calabresi di scegliere valutando una competizione tra contendenti.

Ma cosa c’è dietro la paralisi? Il Cdx calabrese soffre di una doppia difficoltà perché i suoi esponenti incontrano ostacoli insuperabili nel recupero dell’elettorato che gli ha voltato le spalle sia in Calabria che in Italia. Il Cdx non appare più vincitore. In una regione in cui gli elettori si sentono fatalmente attratti dai vincenti è un vero guaio.

La Swg nelle scorse settimane ha monitorato l’orientamento dei calabresi assegnando il 44% al Csx e il 32,5 al Cdx che perde 25 punti rispetto al passato cedendone 21 a Grillo. Distanze incolmabili. Ma punto ancor più drammatico per il Cdx calabrese è che i dati Swg trovino un eccezionale riscontro nei dati nazionali di un sondaggista molto stimato dalle parti del Cdx, Piepoli, che nel sondaggio del 29 settembre, eseguito per l’Ansa, dà il Csx al 44, il Cdx 29,5 e il M5S al 21.

Inutile dire che con questo vento il Cdx potrebbe giocarsi la partita calabrese solo e soltanto se fosse unito come una pigna. Ma c’è una contraddizione insanabile: proprio la caduta libera del consenso al Cdx, che imporrebbe l’unità, impedisce che la coalizione si ricompatti fino a ri-convincere gli elettori (ex). Chi sa di perdere difficilmente si mette d’accordo con gli altri. E’ più facile lo scatenarsi del si salvi chi può.

Sono tre e diverse le principali fratture che paralizzano il Cdx. La prima. Gentile non ha affondato Scopelliti per un vero e piccolo calcolo di potere. Aveva abbandonato Fi avendo la sua famiglia capito che lì non c’era più niente da prendere. Ma l’impossibilità di una giravolta completa (ritorno al Csx, sua casa originaria, dopo averlo mollato per il Cdx) lo aveva spinto a scegliere in Ncd nella speranza (naufragata) che da lì potesse partire la ricomposizione di un Cdx presentabile dopo la bancarotta politica berlusconiana. Progetto identico a quello dell’ex Governatore che è stato sostenitore convinto del governo insieme al Pd che vedeva Fi all’opposizione. Ma la condanna ha fatto di Scopelliti “ingombro” politico. Con lui nessuna possibilità di movimento a Roma per i calabresi e, soprattutto, nessun progetto di revisione delle alleanze in Calabria (ma qualcuno da qualche parte ci ha pensato, perché altrimenti il sondaggio ordinato dal Pd ha monitorato Callipo anche in eventuale alleanza con il Ncd?). Gentile ha affossato Scopelliti (con ampie complicità nazionali del Ncd e nell’Udc) proprio per cancellarlo rendendo possibili altre operazioni. La frattura su questo versante è irreversibile. Il niet alle ricandidature degli uscenti del Cdx in liste civiche ha un solo obiettivo: indebolire ancor di più Scopelliti impedendogli di confezionare liste che misurino la sua forza personale. Se Scopelliti accetta cancella le residue speranze (già al lumicino) di un qualsiasi rilancio. Se non accetta spacca la coalizione.

Seconda frattura. Una parte importante di Fi immagina di poter recuperare consenso dimostrando un conflitto tra gli interessi della Calabria e il governo di Renzi. Non c’è dichiarazione dell’on. Galati che non si muova in questa direzione. Ma neanche questa parte è favorevole al recupero dell’ex Governatore che, piaccia o no, è ancora in un partito che sostiene Renzi. A queste due principali fratture si aggiunge la terza: quella tra i Gentile e gli Occhiuto. Una rissa che rischia di essere devastante per quel che resta dell’intera alleanza.

Chiudo con una provocazione: Gentile contro Scopelliti, a cui impedisce di dimostrare la sua (residua) forza. Gli Occhiuto contro i Gentile, in uno scontro insanabile. E se alla fine (per carità, senza che nessuno lo voglia) finisse coi Gentile in un’aggregazione terza con dentro il Ncd ufficiale?