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L’ANALISI. Prove di Terzo polo: D’Ascola per tirare la volata a Ucd Ncd? MUNARI

L’ANALISI. Prove di Terzo polo: D’Ascola per tirare la volata a Ucd Ncd? MUNARI

dscl     di TERESA MUNARI* - La conferma non c'è ancora, ma l'unica "personalità" che potrebbe immolarsi come aspirante governatore per le due liste che stanno mettendo insieme Ndc e Udc, è il senatore Nico D'Ascola. Tutti gli altri papabili, fatto salvo Tonino Gentile che presto sarà chiamato a nuovi e più ambiti uffici, in caso di fallimento avrebbero molto da perdere, visto che al peggior perdente non è riservato neanche il seggio di Palazzo Campanella. Ma a D'Ascola quel posto non serve, tant'è che la sua, se confermata, sarà una candidatura di servizio, considerato che il suo posto è e resta a Palazzo Madama.

La nuova intesa elettorale annunciata da Quagliariello e Cesa si intitolerà "Alleanza popolare calabrese": rimasti soli nel fuggi fuggi generale e messi alle strette dalla "impresentabilità" di molti dei loro adepti, senza più tempo per andare sul territorio a rastrellare quel poco di immacolato che la politica di questi ultimi anni ha lasciato sul campo, i "nuovi soci" stringeranno a sé chiunque voglia seguirli, nella speranza di superare il famigerato sbarramento che anche loro, sotto altre spoglie, ma con Talarico in testa, hanno voluto all'8% per fermare il Movimento 5 stelle e senza immaginare che la "fregatura" creata per altri, sarebbe diventata presto la loro spada di Damocle.

In queste ore in cui le nomination si affastellano, l'obiettivo di tutti i partiti in campo, grandi, piccoli o nuovi che siano, è quello di creare liste forti... ovviamente sempre e comunque al di là della "questione morale". Di fronte a certi nomi mi sembra di sentirli quelli del Pd quando si sono chiesti: "Ma che sarà mai questa novità... del codice etico e poi che c'entra l'Antimafia ...?". E così eccoli lì pronti ad "incernierare" consiglieri non solo uscenti anche indagati in inchieste di "chiara fama"!

Allo stesso modo anche Forza Italia e Udc e Ndc non stanno considerando quanto sarebbe importante dare agli elettori una prova di serietà escludendo chi ha fatto dell'ultimo Consiglio quella barzelletta che tutti conosciamo, e che non vorremmo più ascoltare.

E all'improvviso ecco che l'unica macchia che comporta drastiche e irrevocabili esclusioni sia solo quella di essere stati "scopellitiani". Che vergogna! E non perché ci aspettavamo in campo novelli "Cuor di leone" pronti a difendere le insegne cui fino a ieri dovevano fama, lavoro, vita politica... Forse neanche lo stesso Scopelliti si aspettava più di tanto... ma per noi osservatori assistere, dopo tutti proclami di fedeltà, ad una implosione di questa fatta, la stessa che sparpaglia le quaglie al primo rintocco del campanile... beh! non fa certo ben sperare nel futuro. Anzi la dice lunga sulla nostra stessa inalienabile Storia!

*editorialista del Garantista della Calabria