Direttore: Aldo Varano    

L'ANALISI. Reggio al voto. Questa volta (finalmente) libera. VARANO

L'ANALISI. Reggio al voto. Questa volta (finalmente) libera. VARANO

 cnfnd     di ALDO VARANO - Sarà un voto libero quello di domani a Reggio. Finalmente, e dopo tantissimo tempo. Nessuno, dopo i risultati, quali che saranno, potrà sostenere il contrario. La tradizione reggina del voto comunale non è delle migliori. Ha sempre pesato (negativamente) la grande vicinanza tra candidati ed elettori e il bisogno di quest’ultimi in una società povera e con occasioni rarefatte su cui chi detiene potere comunale può pesare. Da qui il ruolo spesso marginale dell’opinione pubblica sugli assetti politici cittadini.

Che il voto sia libero nel momento in cui la città vive una crisi politica e soprattutto sociale forse priva di precedenti nell’ultimo mezzo secolo, è un paradosso che si spiega con due eccezionali contingenze che “regalano” ai reggini un’occasione forse irripetibile.

La prima, lo scioglimento del Consiglio comunale e l’avvento dei Commissari. Un’esperienza, lo riconoscono ormai anche quelli che l’hanno inizialmente accolta con mille speranze, che è stata negativa ed ha (forse) perfino aggravato la situazione rispetto al “Modello Reggio”. Il commissariamento ha innescato una vera e propria separazione tra i cittadini e amministrazione con guasti difficilmente riparabili. Ma la separazione oltre che coi cittadini s’è consumata anche tra il Comune e i potentati che lo hanno nel tempo controllato piegandolo a logiche estranee agli interessi della collettività. Ritorneranno alla carica e vecchi padroni della città dolente. Ma per ora, per domani, il loro intervento è ridotto a lumicino.

La seconda contingenza racconta in modo ancor più diretto e drammatico la crisi sociale di Reggio. C’è da preoccuparsi per il poco spazio dato dai giornali alla sconvolgente notizia che nei primi mesi del 2014 Reggio e provincia hanno perduto 5300 posti di lavoro (dei quali 4622 di donne). La crisi è profonda e morde come mai aveva fatto. Tanto malessere ha provocato una crisi profonda del sistema clientelare e di potere che era parte decisiva del controllo del voto comunale. I Reggini hanno imparato a diffidare delle promesse di candidati, parenti, compari e vicini di casa. Sanno che anche loro sono alla corda. La crisi sta smontando le vecchie certezze del clientelismo e ricostruisce una salutare diffidenza rispetto ai soliti noti.

Il combinarsi di questi due elementi ha come effetto una libertà inedita. Finalmente conosceremo l’orientamento dei reggini quando viene espresso separatamente dai lacci e lacciuoli che imbrigliano le coscienze e le idee, un orientamento non condizionato.

Vedremo quanto queste novità allontaneranno i cittadini dalle urne facendo crescere l’astensionismo. Ma quel che è certo è che il sindaco che verrà eletto sarà la scelta vera dei reggini. Sarà un sindaco che per far ripartire la città dovrà spostare le montagne, ma avrà dalla sua il vantaggio straordinario di non dover dare conto a nessuno perché, chiunque sarà, questa volta lo avremo scelto veramente noi.