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La Consulta apre la strada a Wanda Ferro in Consiglio

La Consulta apre la strada a Wanda Ferro in Consiglio

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Dalla Corte Costituzionale un segnale convinto all’ingresso di Wanda Ferro in Consiglio regionale. La Consulta s’è infatti pronunziata su una legge elettorale, quella dell’Abruzzo appunto, votata dal Consiglio in tempi di prorogatio, esattamente come quella elettorale calabrese, bocciandola. Di significativo c’è che le argomentazioni della Consulta sono sostanzialmente identiche a quelle del Tar.

Per la Consulta è palese una illegittimità costituzionale perché «è stata approvata dopo la scadenza della legislatura» da un Consiglio regionale, quello dell’Abruzzo, in regime di prorogatio. In questa fase la legislazione deve «rispondere a speciali contingenze, quale ragionevole soluzione di bilanciamento tra il principio di rappresentatività ed il principio di continuità funzionale».

Poi il punto: «È evidente che nell'immediata vicinanza al momento elettorale, pur restando ancora titolare della rappresentanza del corpo elettorale regionale, il Consiglio regionale non solo deve limitarsi ad assumere determinazioni del tutto urgenti o indispensabili, ma deve comunque astenersi, al fine di assicurare una competizione libera e trasparente, da ogni intervento legislativo che possa essere interpretato come una forma di captatio benevolentiae nei confronti degli elettori».

Insomma, a rigor di logica si può sostenere che il potere legislativo del Consiglio della Calabria, nel momento in cui ha cancellato (non si sa su iniziativa di chi) l’elezione del miglior perdente, era un abuso perché è andato oltre determinazioni “urgenti o indispensabili”.