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LA NOTA. Cons Reg. Capigruppo senza dubbi: serve la quinta Commissione permanente

LA NOTA. Cons Reg. Capigruppo senza dubbi: serve la quinta Commissione permanente

 crc  di RICCARDO TRIPEPI -

La fretta è molto spesso cattiva consigliera. Proseguendo di questo passo, però, il centrosinistra rischia di arrivare a fine legislatura ancora fermo ai blocchi di partenza.

La riunione della Conferenza dei capigruppo di ieri, rinviata anche questa rispetto alla prima convocazione che era della scorsa settimana, ha deciso di prendersela comoda. Con le elezioni amministrative alle porte il Consiglio regionale dovrebbe riunirsi una sola volta prima delle consultazioni, il 19, ma per trattare temi che non siano in grado “influenzare la competizione”. Per il resto si rinvia tutto alla metà di giugno. Il che potrebbe anche non essere un guaio visto che il bilancio per il 2015 ha stanziato solo 100mila euro per l’attività legislativa e, di fatto, reso inutile quasi ogni attività di palazzo Campanella.

A destare qualche preoccupazione, invece, sono le idee che ieri hanno partorito Scalzo e i suoi. Innanzitutto una nuova riforma allo Statuto che il centrosinistra ha preso di mira fin dal principio. Dopo il balletto sul numero degli assessori, adesso si mira più in alto: introdurre tra i principi fondamentali il ripudio della ‘ndrangheta e di tutte le mafie. La proposta è arrivata direttamente dal presidente del Consiglio regionale. “E’ un atto di alto valore, non solo simbolico – ha affermato il Presidente – con cui intendiamo lanciare un segnale forte e risoluto su un tema che non può mai, in nessun caso, essere oggetto di sottovalutazione. La ‘ndrangheta è il più grave dei mali della Calabria e noi abbiamo il dovere di codificare il rifiuto dei disvalori mafiosi fin dalla legge fondamentale del nostro ordinamento regionale”.

Magari una proposta organica di riforma della Carta costituzionale regionale sarebbe stata più idonea a raggiungere lo scopo, considerato che ogni volta che ci si mette mano occorrono due letture consiliari e un iter piuttosto complesso. E che ancora non è diventata legge la riforma di Oliverio sulla giunta.

Sempre sul fronte della lotta alla criminalità a colpi di burocrazia, i capigruppo hanno partorito un’altra eclatante idea. Cambiare il nome alla commissione speciale contro la ‘ndrangheta che potrebbe diventare “Commissione per la cultura e la legalità”. A tal proposito giova precisare che l’organismo ha cambiato nome appena una legislatura fa, passando da antimafia ad anti-ndrangheta, senza modificare di una virgola i risultati prodotti. E poi: invece che concentrarsi sul nome non sarebbe più opportuno procedere ad istituirla?

Le due commissioni speciali, quella di vigilanza e appunto quella per la lotta alla criminalità, non sono ancora operative nonostante le elezioni regionali si siano svolte lo scorso 23 novembre. Un ritardo così eclatante e incomprensibile che fa diventare il dibattito sul nome ancora più stucchevole di come lo sarebbe in regime ordinario.

Dulcis in fundo. Per risolvere i suoi problemi la Calabria ha bisogno di una Commissione in più. La nota diffusa dall’Ufficio stampa di palazzo Campanella comunica che «si è valutata la possibilità di razionalizzare delle materie di competenza degli organismi consiliari. Tra le ipotesi di cui hanno discusso i capigruppo vi è quella di istituire una quinta commissione permanente, nel rigoroso rispetto dei vincoli finanziari e nell’ambito del piano di riqualificazione della spesa di funzionamento del Consiglio regionale, attualmente all’esame dell’Ufficio di presidenza: piano che porterà a una riduzione complessiva dei costi. Gli uffici del Consiglio stanno inoltre procedendo allo studio delle funzioni da attribuire all’organismo: le riforme istituzionali, le attività produttive o la programmazione comunitaria».

Dunque: serve una Commissione in più anche se non si sa di cosa dovrebbe occuparsi. Il dato certo, invece, è che un organismo in più costerebbe circa 300mila euro l’anno alle casse di palazzo Campanella. Ma nessuno se ne sta preoccupando davvero: con i tempi del centrosinistra la riforma sarà attuata all’inizio della prossima era geologica.