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LA NOTA. Giunta regionale il 20 giugno? Forse. Oliverio ci pensa. Perugini su, Naccari giù

LA NOTA. Giunta regionale il 20 giugno? Forse. Oliverio ci pensa. Perugini su, Naccari giù

renzi e perugini   di RICCARDO TRIPEPI -

I calcoli dei tecnici portano al 20 giugno la data in cui Mario Oliverio potrà completare la sua squadra di governo. Per quel giorno dovrebbe infatti essere pienamente in vigore e quindi operativa la riforma dello Statuto che il Consiglio regionale ha già approvato in doppia lettura. Il presidente sarà così libero di nominare gli assessori senza avere alcun limite sugli esterni e, soprattutto, potrà arrivare a sette unità rispetto alle sei originariamente previste, dopo la cura dimagrante imposta dalla normativa sulla spending review.

L’unica ulteriore incertezza, al momento, riguarda l’ipotetica presentazione del referendum sulla riforma che era stato annunciato dall’opposizione di centrodestra, ma che al momento è caduto nel dimenticatoio. Per avviarlo servirebbe la richiesta di un cinquantesimo degli elettori della Calabria o la sottoscrizione di un quinto dei consiglieri. La seconda pista è quella più facilmente percorribile, ma al momento non è stata avviata.

Il governatore si sta comunque preparando ad affrontare il completamento della giunta cercando di evitare il caos che si è scatenato al momento delle prime nomine. Con la decisione di inserire Nino De Gaetano, infatti, il governatore si è attirato le furie dell’area renziana e del governo nazionale guidato dall’ex sindaco di Firenze. Un vero e proprio terremoto che fu teleguidato dall’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Come si ricorderà Delrio assunse una dura presa di posizione nei confronti della scelta operata dal governatore e, poche ore dopo, Maria Carmela Lanzetta annunciò di non rinunciare al suo posto di assessore.

Lo scontro, senza esclusioni di colpi, che Oliverio ha sottovalutato in maniera improvvida per lungo tempo, ha provocato notevoli difficoltà al presidente della giunta. In rapida successione sono arrivati da Roma il commissariamento della sanità con l’invio di Massimo Scura, quello dell’Autorità portuale di Gioia Tauro e quello più soft ai fondi europei, con Graziano Delrio che ha mantenuto le proprie responsabilità di settore nonostante la nomina a ministro. L’incontro avuto a Reggio con la Commissaria Cretu, inviata da Bruxelles, al quale ha partecipato anche Delrio non ha lasciato dubbi. Il ministro ha spiegato a chiare lettere che non ci saranno deroghe alla data del 31 dicembre e che le risorse non spese fino a quel momento andranno perdute.

Oliverio, dunque, ha deciso di agire con maggiore prudenza ed è partito in contropiede. Ha chiesto ai renziani di indicare una rosa di nomi di papabili assessori tra i quali poter scegliere. Un modo per rimbalzare la responsabilità della prima mossa alla corrente avversaria e riservarsi, al contempo, la possibilità di avere l’ultima scelta seppure tra un ristretto elenco di nomi. Una strategia che ha fatto salire di molto le quotazioni dell’ex sindaco di Cosenza Salvatore Perugini. Al contempo ha fatto scendere quelle del reggino Demetrio Naccari Carlizzi e del sindaco di Pizzo Gianluca Callipo, che pure rimangono in corsa per una posizione. Ancora incerta, invece, l’identità della donna che i renziani potranno indicare al governatore.

Bisognerà adesso capire come i renziani accoglieranno la proposta che pare molto simile a quella che Oliverio fece al momento della scelta del presidente del Consiglio. All’epoca i renziani indicarono tra gli altri Scalzo che pure non era l’ipotesi privilegiata. Oliverio seppe approfittarne dando un altro colpo agli avversari. I tempi adesso sono assai diversi, però, e anche il paludoso Pd calabrese non potrà permettersi una riedizione dell’avvio di legislatura senza pagare altissimi prezzi.