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LA NOTA. Cdx in fermento. Galati molla Fitto. Ma Fi punta su Lamezia e Gioia

LA NOTA. Cdx in fermento. Galati molla Fitto. Ma Fi punta su Lamezia e Gioia

galati-e-toti   di RICCARDO TRIPEPI -

Diventa sempre più complicata la partita in atto dentro Forza Italia. Consumata la rottura con Raffaele Fitto, Berlusconi è al lavoro per evitare che ci possano essere altre fuoriuscite. Al Senato l’ex governatore pugliese ha formato il suo gruppo autonomo di 12 senatori, ma alla Camera ci vogliono 20 uomini e i fedeli ai “ricostruttori” sono poco più della metà. Anche a causa di defezioni dell’ultima ora come quella, ormai da considerarsi ufficiale, del calabrese Pino Galati.

Proprio il deputato calabrese sarebbe protagonista insieme a Romani ed altri di un tentativo nuovo di zecca targato Denis Verdini. L’ex plenipotenziario di Forza Italia sta valutando se esistono le condizioni per formare un proprio gruppo parlamentare piuttosto aperto nei confronti del governo Renzi.

Un’ipotesi che Berlusconi vede come il fumo agli occhi. Dato per perso Fitto, senza particolari patemi, il leader non vuole trovarsi ancora più debole alla Camera e avrebbe contattato direttamente Verdini per capire se esistono margini per risanare la frattura. Galati, insomma, potrebbe essere riuscito ad evitare il pericoloso isolamento in cui era finito proponendosi come punto di riferimento calabrese dei fittiani. Una posizione che lo avrebbe messo in difficoltà sia a livello nazionale che calabrese. Adesso, con la sponda di Verdini, potrebbe tornare in gioco.

Gli altri big azzurri della Calabria, invece, continuano ad aspettare gli eventi. In effetti, a queste latitudini, nessuno pensa ad un’imminente uscita di scena del Cavaliere e, dunque, tutti rimangono fedeli al progetto azzurro. Come dimostrato dall’apposizione delle firme alla richiesta di referendum voluta dalla coordinatrice Jole Santelli da parte di tutti i consiglieri regionali eletti nelle liste di Forza Italia. I risultati elettorali ottenuti alle amministrative calabresi, inoltre, hanno ulteriormente invitato alla prudenza gli azzurri che si sono ritrovati con risultati forse inaspettati alla vigilia. Dopo la vittoria a Vibo, se i ballottaggi dovessero premiare i candidati forzisti anche a Lamezia e Gioia Tauro, si potrebbe creare uno scenario inedito rispetto alla sconfitta subita alle regionali. Soprattutto se da Roma dovessero arrivare input verso la ricostruzione di un’ampia area dei moderati.

In questo senso assume rilevanza non solo l’evolversi dei rapporti di Berlusconi con la Lega di Matteo Salvini, ma anche le decisioni che assumerà il Nuovo centrodestra di Angelino Afano. Per il momento il ministro dell’Interno non ha intenzione di uscire dal governo. Per Alfano è pArioritario arrivare al termine delle riforme prima di pensare ad un exit strategy della quale potrebbe tornare a parlarsi con concretezza alla fine dell’anno in corso.

A quel punto, come già esternato sia da Quagliariello che dal senatore Andrea Augello, si valuterà come la coalizione di centrodestra si sarà evoluta. Attentissimi alle dinamiche nazionali sono, ovviamente, i fratelli Gentile. Il senatore Tonino è sempre stato tra i più zelanti nel servire la causa renziana, nonché stratega dell’operazione di apparentamento mascherato con il centrosinistra di Oliverio. Operazione che ha portato il fratello Pino sullo scranno di vicepresidente di minoranza del Consiglio regionale. Alterare l’attuale stato delle cose non è interesse dei Gentile che sperano di poter proseguire il più a lungo possibile nel ruolo che si sono ricavato con fatica.

L’incertezza generale ha provocato un certo rallentamento anche nella riorganizzazione degli ex An (Ferro e Scopelliti su tutti), fermi anche loro ad aspettare che il quadro nazionale si definisca.