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LA NOTA. Ncd provoca Fi: referendum legittimo, lo voteremmo. Ma le firme le avete?

LA NOTA. Ncd provoca Fi: referendum legittimo, lo voteremmo. Ma le firme le avete?

Bilardi   di RICCARDO TRIPEPI

- l Nuovo centrodestra si sta guadagnando il ruolo di “guastatore” all’interno di uno schieramento molto agitato in vista del referendum sulla riforma dello Statuto regionale.

La riforma, già approvato in doppia lettura dal Consiglio, è in attesa del tempo previsto dalla legge per l’eventuale proposizione del referendum confermativo. In aula gli alfaniani si erano astenuti sulla riforma voluta da Oliverio che vuole eliminare il limite del 50% degli assessori esterni, la figura del consigliere supplente e portare da sei a sette il numero dei componenti dell’esecutivo. Forza Italia e gli altri gruppi di minoranza avevano votato contro.

La coordinatrice Jole Santelli, in seguito, ha spinto perché i consiglieri presentassero la richiesta di referendum per bloccare la riforma. Un’idea che avrebbe come corollario ben visto dagli azzurri quello di bloccare ancora l’azione di Oliverio che non sta certo brillando per velocità. Il governatore, infatti, sarebbe costretto a temporeggiare ancora per completare la giunta che, dopo sei mesi dal voto, continua ad essere formata da soli tre assessori.

Ncd si è detto sempre contrario al referendum, anche tramite Bilardi, soprattutto per evitare in inutili spese per le casse pubbliche. Tanto da avere innescato una vivace polemica con gli altri partiti del centrodestra.

Adesso che Forza Italia sembra sul punto di implodere, Bilardi spariglia ancora le carte. Con una puntualità magistrale. E’ di sabato la polemica targata Morrone-Graziano che sembrano pronti a ritirare le firme dalla richiesta di referendum. Il primo non ha per nulla gradito le recenti esternazioni di Wanda Ferro ed entrambi hanno molti dubbi sia sull’esito della consultazione che sul costo della stessa. Tanto che per oggi è previsto a Reggio Calabria un summit tra i capigruppo Nicolò, Cannizzaro e Orsomarso con Jole Santelli per fare il punto della situazione e decidere il da farsi. Elemento discriminante sarà la necessità o meno di raggiungere il quorum del 50% dei votanti in caso di effettiva presentazione della richiesta referendaria. Dovesse essere richiesto, le possibilità di vittoria per Fi sarebbero al lumicino. Viceversa sarebbero ulteriori guai per Oliverio.

Proprio in questa crepa si infila Giovanni Bilardi che per essere pronto a tutto spiega che il partito voterebbe “no” alla riforma in caso di referendum. Un modo per mettere Ncd in ogni caso sul carro dei vincitori e inchiodare Fi alla responsabilità della scelta definitiva.

«Siamo contrari al referendum e abbiamo manifestato le nostre perplessità, ma se si svolgesse voteremmo no alla modifica dello Statuto – dice Bilardi - La legge statutaria indica nettamente che non ci vorrebbe il quorum del 50% di elettori e del resto sarebbe stato assurdo il contrario: non è necessario il quorum per la riforma del 138 della Costituzione.
Abbiamo detto no perché crediamo che la Calabria non debba sopportare costi inutili -prosegue Bilardi- ma nessuno può dire che un'iniziativa prevista dallo Statuto non sia legittima.  Ovviamente se Forza Italia presenterà le firme e si terrà la consultazione - continua Bilardi- sarà nostro dovere esporre il pensiero del partito che è contrario alla riforma  e che si è astenuto in Consiglio per rispetto istituzionale nei confronti di chi governa
In Consiglio ci siamo astenuti-  prosegue Bilardi-  perché su questi temi sono stati fatti nel passato e nel presente solo pasticci.
Riteniamo non congruo che un'istituzione legislativa definisca in modo categorico la necessità di avere rappresentanti dell'esecutivo che siano solo esterni, perché non è così che si separano le funzioni legislative e amministrative.
Crediamo infine - conclude Bilardi- che sarebbe un errore se l'eventuale decisione di non procedere alla deposizione delle firme da parte di Forza Italia avvenisse per motivi che nulla hanno a che fare con l'azione politica e in questo senso gli amici di Fi si giocano molta credibilità nei prossimi giorni».