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REGIONE. Ultimi passi per la giunta. Scalzo: a Roma incontro costruttivo

REGIONE. Ultimi passi per la giunta. Scalzo: a Roma incontro costruttivo

 Palazzo-Campanella    di RICCARDO TRIPEPI

- Proseguono febbrili gli incontri e le trattative dei big calabresi del Pd e la dirigenza nazionale. Da ormai due giorni il presidente della giunta Mario Oliverio e il segretario regionale Ernesto Magorno sono nella Capitale per trovare la soluzione migliore e cercare di venire fuori dalla crisi innescata dall’esplodere dell’inchiesta “Erga Omnes”.

Ieri a Roma è arrivato anche il presidente del Consiglio regionale Antonio Scalzo, finito nell’inchiesta e nell’occhio del ciclone azzeramento che Guerini e Lotti hanno richiesto alla Calabria. Al momento, val la pena di ricordarlo, l’unico ad essersi dimesso ufficialmente è Nino De Gaetano. Del resto l’ex assessore ai Traporti, raggiunto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari, ha la posizione più complicata da chiarire, almeno per quel che emerso fin qui dalle indagini.

Il vicepresidente della giunta Vincenzo Ciconte ha rimesso il mandato nelle mani di Oliverio, ma non è ancora formalmente dimesso. In carica e con ferma volontà di rimanerci è l’assessore al Lavoro Carlo Guccione. E’ chiaro che il destino degli ultimi due si incrocia in maniera diretta con quello del presidente del Consiglio Antonio Scalzo. Le spinte romane verso un segnale di discontinuità importante rispetto al passato vorrebbero una giunta completamente rinnovata. Chiaro che i bersaniani, a quel punto, chiederebbero anche l’azzeramento della presidenza del Consiglio.

Il presidente del Consiglio né è consapevole e ieri ha affrontato con spirito costruttivo il faccia a faccia con il vice segretario nazionale Lorenzo Guerini. Da Roma la richiesta è stata esplicita, anche se Scalzo ha provato a spiegare la sua posizione marginale nell’ambito dell’inchiesta e la differenza di ruolo rispetto a quella degli assessori. In effetti anche da Roma si è confermato che la priorità è la nuova giunta con la quale si sta discutendo insieme al governatore Oliverio, ma non sfugge a nessuno che se rinnovamento totale dovrà essere non potrà risparmiare la carica più alta di palazzo Campanella.

Al termine dell’incontro tra Scalzo e Guerini, la presidenza del Consiglio ha diramato una nota stampa che descrive l’attuale situazione di impasse e la disponibilità del presidente di rimettersi alla volontà dei dirigenti nazionali. «Si è trattato di un colloquio costruttivo – si legge nella nota - nel corso del quale il presidente Scalzo, nell'esaminare la difficile situazione che si è venuta a determinare in Calabria, ha espresso al vicesegretario la sua piena disponibilità politica a ricercare ogni più utile decisione al fine di favorire il rilancio dell'iniziativa politico-istituzionale calabrese. Durante l'incontro si è convenuto che la priorità politica, oggi, sia il varo della nuova Giunta regionale, in linea con le esigenze di buon governo, innovazione, sviluppo socio-economico e riforma della politica, fortemente avvertite dai cittadini calabresi».

Gli incontri e i faccia a faccia proseguiranno anche nella giornata di venerdì in attesa che si arrivi alla scadenza, prevista per sabato, dei termini per la presentazione della richiesta di referendum da parte del centrodestra.

Jole Santelli è al lavoro per tentare di ricucire gli strappi, ma le posizioni di Graziano e Morrone sembrano ormai irremovibili. Né ha avuto miglior fortuna il tentativo di Orsomarso di provare a convincere il Nuovo centrodestra. Scaduti i termini, Oliverio potrà finalmente dare vita all’esecutivo che Roma vorrà autorevole e sganciato dalle vecchie logiche. Si continua, ad esempio, a fare il nome di Antonio Viscomi fra i futuri assessori, per dare anche una sorta di identikit delle personalità che Oliverio ha intenzione di coinvolgere. Le difficoltà per il governatore, però, sono anche nelle risposte che si vedrà recapitare. Impegnarsi in giunta in Calabria, in questo momento, non è impresa che entusiasma molto al di fuori della piccola bottega dei partiti.