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Mezzogiorno, Renzi e tennis

Mezzogiorno, Renzi e tennis

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   Dal punto di vista degli interessi meridionali Matteo Renzi ha fatto bene o male a preferire alla storica Fiera del Levante l’incontro tra due ragazze pugliesi nel grande tempio del tennis mondiale a New York dove gli italiani non ci avevano mai messo piede?

A leggere i giornali si capisce un po’ di più. Corsera, Repubblica e Stampa dedicano alla finalissima tutta tricolore ampio spazio in prima con titoli estasiati, appena appena un po’ attenuati dal mezzo rigo (obbligatorio) sulle polemiche innescate dalla decisione del premier. Polemiche tutte le prime pagine del Cdx e di casa B (Giornale, Libero ecc) che attaccano Renzi che viene duramente fronteggiato dall’inviato a Bari del Fatto Quotidiano di Travaglio. La politica (di Cdx) s’è scatenata. “E’ una vergogna”, Salvini. “Un ennesimo spot pubblicitario”, Gasparri. “Poteva guardarla in Tv”, Totti. “Abbasso Renzi l’opportunista”, Brunetta.

Renzi avrebbe quindi consumato un sacrilegio disertando l’appuntamento in cui i governi italiani, da 79 anni, annunciano le loro linee strategiche sul Mezzogiorno dalla Fiera barese. Quel che non funziona in tanto sdegno è che la crema della politica e dell’intellettualità del Cdx, che in questi ultimi venti anni hanno in modo rilevante costruito l’humus culturale a supporto del robusto nordismo che ha affossato la sensibilità meridionalista in Italia, attaccano Renzi accusandolo di aver rottamato, con la Fiera, il Sud.

Pochi osservatori hanno ricordato che le dichiarazioni dei presidenti del Consiglio alla Fiera del Levante, da oltre mezzo secolo, si sono sempre trasformate in chiacchiere senza mai avere un seguito reale. Non si ricordano Fiere del Levante che abbiano partorito svolte nella politica meridionalista dei governi. Sia quando lì sono state annunciate strategie sbagliate, sia quando gli annunci hanno avuto la forza di foglie al vento.

Questo non vuol dire che la fiera del Levante non sia stata e non resti un evento importante per l’economia della Puglia e che, soprattutto, non sia uno sterminato archivio di occasioni perdute delle classi dirigenti italiane e meridionali. Il rito alla Fiera è diventato sostanza: formalmente, prestigioso; realmente, inutile.

Perché quindi Renzi avrebbe dovuto scegliere Bari invece del Levante?

A New York è andata in scena un’Italia sorprendente rappresentata da due ragazze pugliesi (del Sud) che hanno sbalordito mentre i giornali di mezzo mondo facevano a gara per spiegare il “Big Italy” (targato Mezzogiorno). La ricaduta su Emiliano e la Puglia (e la sua economia), a volerla mettere così, si è moltiplicata alcune migliaia di volte rispetto al consunto evento levantino. Ovviamente, l’incontro tra Flavia a Roberta non cambierà la storia del Mezzogiorno. Ma buttar giù i riti e i miti, incoraggia sempre.

Di curioso c’è che perfino alcuni osservatori meridionali sono apparsi perplessi o scandalizzati, mentre nessuno ha argomentato che per rilanciare il Sud bisogna fare, con coraggio ed energia, cose diverse da quelle fin qui fatte fino ad ora servite soprattutto per nascondere il vuoto dietro la pomposità dei riti.

Se il Mezzogiorno non lo capisce, significa che non è pronto per prendere il paese per mano e portarlo, con le sue potenzialità, fuori dalla crisi. (alva)