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...Ma il futuro corre su quel binario

...Ma il futuro corre su quel binario

bnrdi ALBERTO CISTERNA* -

Quel binario sospeso è per molti la metafora della Calabria. L’emblema di un mondo sbrindellato, sfasciato, irreparabile.

Forse è così o forse no. Quel binario pendulo, precario, malgrado tutto abbarbicato alla vita di due rotaie che non si spezzano, né si piegano è l’immagine struggente di un’esistenza che non vuole cedere, di una vita che vuole restare aggrappata alla vita.

La Calabria ha molte ferite da rimarginare, molte strade e molte colline da riassestare, ma è, a dispetto di tutto e di tutti, viva, capace di resistere, sospesa nel vuoto e sopra un mare in tempesta. In bilico tra il disastro ed un mondo da riassestare, colmare, coprire.

Quel binario fa venire la voglia di metterci sotto terra e cemento per tenerlo vivo, in piedi, efficiente, capace di far scorrere altri treni, altri passeggeri, altre vite.

A tutti i calabresi che vedendo quella foto hanno pensato a come riparare e a rimboccarsi le maniche; a quelli che vedendo quella pioggia aggressiva e quel mare affamato di terra hanno pensato che un giorno un treno avrebbe poggiato di nuovo la sua motrice su quella rotaie; a tutti questi occorre riconoscere il merito di tenere in piedi, quasi con la sola forza di volontà, quel che rende ancora questa terra una terra di uomini e non di sopravvissuti.

Quel binario, probabilmente, finirà nei prossimi reportage sulla Calabria confezionati da giornali, telegiornali, settimanali, corrispondenti esteri. In tanti, non solo oltre il Pollino, pensano che la Calabria oscilli tra l’eccidio del piccolo Cocò, inerme scudo umano, e un lento ed inesorabile inabissamento - tra acqua e fango - di case, strade, ferrovie, ponti, cantieri.

In attesa che la nuova Atlantide sprofondi nel mare, che la povertà dissolva i rapporti di solidarietà, che il degrado innalzi la violenza a regola della società, c’è chi rapina, intasca, corrode, lapida, lincia e spera che i binari si spezzino, cadano in acqua, naufraghino nell’inevitabile crollo della Calabria. Purtroppo in molti scommettono sulla ruota del dissolvimento, sperando di intascare il bottino dei vinti, di quelli che si sono arresi.

Forze possenti operano, ormai da anni, perché la Calabria sia dannata per sempre, condannata al fango ed alla violenza. Perché tutto diventi un gigantesco commissariato in cui personaggi opachi eseguono progetti oscuri.

Alla politica calabrese, e solo a lei, il compito di raddrizzare quei binari, progettarne il futuro, consolidarne la forza. A lei e alla buona volontà di chi non arretra dinnanzi al nulla che vuole avanzare.      

*magistrato