Direttore: Aldo Varano    

CALABRIA. Alfano e i drammatici numeri della giustizia

CALABRIA. Alfano e i drammatici numeri della giustizia

toghe vuote   di FILIPPO VELTRI

- L’arrivo in Calabria del ministro Alfano nei giorni scorsi non deve riproporre quel grido d’allarme che – come accade per molte cose in Calabria – dura lo spazio di metà mattinata e poi scompare lasciando tutto com’è.

Per questo stavolta parliamo dei numeri dell’emergenza giustizia, messi al centro alcune settimane fa durante quelle inutili e noiose parate che sono diventate le cerimonie d’ inaugurazione degli anni giudiziari. Le piante organiche di tutti gli uffici del distretto di Catanzaro, quattro province, sia requirenti che giudicanti, sono inadeguate sia in relazione al numero del magistrati che a quello del personale amministrativo.

Il presidente della Corte d'appello del capoluogo, Domenico Introcaso, nel corso di quella cerimonia ha parlato di ‘’rischio di paralisi incombente sull'attività dei Tribunali di Catanzaro, Paola e Vibo Valentia’’, spiegando come le piante organiche sono inadeguate soprattutto in relazione al crescendo della criminalità di stampo mafioso in alcune zone della regione.

I numeri riferiti da Introcaso sono da far paura:i magistrati assegnati alla Procura della Repubblica sono 21 unità ma allo stato risultano coperti 5 posti (su 18) di sostituto procuratore 3 dei quali, a breve, saranno coperti con l'arrivo dei Mot. L'attuale organizzazione interna dell'ufficio prevede 7 magistrati addetti alla Direzione distrettuale antimafia, 10 alla procura ordinaria ed uno part-time al terrorismo ed alle misure di prevenzione ma, attese le carenze di organico, la Direzione distrettuale antimafia è composta da 6 magistrati e la Procura ordinaria da 7 sostituti.

Il tutto con 40 associazioni criminali di tipo 'ndranghetistico, 34 delle quali validate di esistenza dall'accertamento giudiziale (parole del Procuratore Lombardo). Introcaso, dunque, conclude dicendo giustamente che «v'è una ragione in più per considerare l'emergenza mafiosa del territorio come emergenza nazionale, alla quale far fronte apprestando opportuni rimedi con il potenziamento del settore investigativo e giudiziario, cui non andrebbero lesinate le necessarie risorse economiche».

   3.781 processi hanno superato la ragionevole durata e sono in area di risarcibilità (risarcimento danni per l'eccessiva durata del processo). Di questi, 1.687 sono processi pervenuti nel 2012 e 1.851 nel 2013 e non ancora definiti, ai quali vanno ad aggiungersi 216 pendenze del 2011, 24 del 2010 e 3 del 2009.

Una situazione di autentico sfascio, come si evince dalla lettura dei freddi dati, mentre sono in allarmante aumento i delitti contro la persona e contro il patrimonio, gli illeciti in materia di inquinamenti, rifiuti, nonché edilizia con particolare riferimento a quelli di lottizzazione abusiva. Oltre che ovviamente quelli mafiosi, se prendiamo in esame solo quello che sta avvenendo negli ultimissimi giorni a Lamezia Terme e a Reggio Calabria.

   Il Governo deve dunque dare risposte puntuali e precise in merito a questa carenza d’organici della magistratura che si trascina da troppo tempo e ben vengano le riunioni dei Comitati regionali e provinciali dell’ordine pubblico a patto che non si riducano anche queste a parate inutili e a perdite di tempo. Anche in questo campo la Calabria ha bisogno di certezze e risposte, rapide e puntuali.