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CALABRIA. La guerra dei sondaggi e le lezioni della realtà

CALABRIA. La guerra dei sondaggi e le lezioni della realtà
sondaggi  Nonostante gli appuntamenti elettorali siano lontani, in Calabria è comunque guerra dei sondaggi. Dopo quello Swg, di qualche giorno fa, che aveva indicato il gradimento per il governatore Mario Oliverio in crollo e fermo al 20%, è arrivato quello che Index Research confeziona per “Piazza Pulita”, la trasmissione televisiva di La7 ideata e condotta da Corrado Formigli. Diametralmente opposto il risultato delle due indagini statistiche: per Index Research il gradimento del presidente  è al 53,5% per il secondo trimestre del 2016 e segna uno 0,3% in più rispetto al primo bimestre.

Abbastanza per provocare un immediato tweet di Ernesto Magorno: “Il sondaggio di Piazza pulita dimostra la bontà del lavoro di Oliverio nonostante le difficoltà. Pd Calabria sempre al suo fianco”. Ha cinguettato il segretario regionale dei democrat, confermando l’asse di ferro che al momento lo lega al governatore, anche in vista del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

I sondaggi, però, sono soltanto indicazioni a campione e spesso vengono smentiti dalla realtà. Esaltarsi o deprimersi per cifre ondivaghe che, quasi sempre, dipendono dagli orientamenti dei committenti, si traduce spesso in esercizio demagogico.

Meglio rimanere aderenti alla realtà che descrive un presidente della giunta in un momento assai complicato. Il governo è ancora incartato sulla sanità in una guerra senza quartiere con il Commissario Scura e la maggioranza che lo sostiene pare essere sempre più litigiosa. Gli attacchi di Flora Sculco che considera buono il primo sondaggio sono di queste ore e si aggiungono ai cronici mal di pancia di Ciconte, Guccione, Scalzo e compagnia, mentre lo scollamento tra giunta e Consiglio è sempre più evidente. Nella maggioranza di centrosinistra è giudicata sempre più intollerabile l’esclusione degli eletti dalla squadra di governo che fu determinata dall’esplodere di “Rimborsopoli”, ma che adesso dovrebbe essere superata. Le dichiarazioni di chiusura sul possibile rimpasto da parte del governatore non sembrano utili a distendere gli animi.

Anche i rapporti con Ncd, in quest’ultimo periodo non sembrano essere più quelli di una volta, come dimostra l’ultimo scontro frontale con il senatore Tonino Gentile.

Ma al netto delle beghe squisitamente politiche che avranno la loro prima cartina di tornasole in occasione del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, è la situazione generale in cui versa a Regione che non può lasciare dormire sonni sereni a chi l’amministra da ormai due anni.

Il quadro economico continua ad essere assai preoccupante, così come sono gravi i parametri macroeconomici che segnalano un elevatissimo disoccupazione, prima causa di una emigrazione che sta impoverendo in maniera devastante il tessuto sociale.

Sempre di più le famiglie calabresi che non arrivano a fine mese e che sono impegnate a far quadrare i conti dei propri bilanci, piuttosto che quelli di fantomatici sondaggi.