Direttore: Aldo Varano    

DALL'INVIATO AI MONDIALI. Caro direttore siamo quasi alla fine: un ultimo briciolo di pazienza

DALL'INVIATO AI MONDIALI. Caro direttore siamo quasi alla fine: un ultimo briciolo di pazienza

BRASILEDALL'INVIATO - Con gli scarsi fondi a nostra disposizione, in gran parte proventi della mia attività di rappresentante unico di chiavi inglesi in Amazzonia, abbiamo a malapena ricavato la benzina sufficiente per volare da Rio De Janeiro a Fortaleza, per le due partite decisive.

Per racimolare il necessario a sfamarci e sopravvivere, i miei illustri colleghi si sono inventati una riffa tra gli indigeni, e come primo premio hanno pensato bene di mettere in palio l’abbonamento annuale on-line a ZoomSud, che però, come tutti sanno, è da sempre gratuito.

Purtroppo per loro, che agivano esclusivamente a fin di bene, la figlia dello sciamano, laureata ad Harvard e poliglotta, ha rivelato l’inghippo, suscitando la loro ira. Mentre già preparavano il palo della tortura, con Valdomiro Santos, vincitore della riffa, che già affilava rasoi e cunei di legno da infilare sotto le unghie, ho proposto al capo – tribù di scambiare la vita dei miei amici, legati come salami, con l’unico bene che in quel momento possedevo, e cioè il telefono cellulare. Hanno accettato, ma hanno preteso anche i biglietti per Francia – Germania, la partitona in programma. Ho dovuto cedere, e la gara l’ho ascoltata dalla radio: non mi sono perso niente, e neanche voi.

I tedeschi hanno fatto tedeschi: Quadrati, insensibili, disciplinati. Un gol, e i galletti francesi spennati e ridotti alla loro forma senza piume. I teutonici si propongono come la squadra più quadrata e solida della competizione, ponendo una seria ipoteca sulla vittoria finale. In effetti sembrano gli unici a poter sfatare la tradizione che non vuole mai vincente in Sudamerica una squadra europea.

In serata siamo giunti a Fortaleza per lo scontro tra Brasile e Cile. Due paesi che amiamo, tanto da non sapere per chi schierarci. Nella curva dove ci trovavamo siamo capitati accanto ad una torcida verde-oro, un club ultras di sole donne, tutte molto competenti di calcio, composte e serie.
Ci siamo uniti a loro, per essere gentili: e abbiamo gioito, abbracciandoci e baciandoci, ai gol dei due difensori, che hanno condotto i padroni di casa in semifinale. Il secondo, su calcio di punizione, ci ha ancora ricordato la superiorità del gioco del calcio rispetto ad ogni altra forma culturale espressa dall’uomo. Una magia con la palla effettuata con l’aiuto degli spiriti del vento e della balistica caotica.

Alla fine ce l’abbiamo fatta. Brasile in semifinale e festa per tutta la notte. Con le nostre amiche ultras carioca, siamo andati a festeggiare al famoso Bar Vesuvio, dove Nacib Saab, nostro vecchio amico, aveva predisposto orchestrina di Samba e beveraggi a volontà per tutta la notte.
Ed è stata festa ! Adesso restano i due quarti di finale, che si giocheranno stasera. Il mondiale prosegue, ed è sempre più bello.