TRENI. L'Italia dei misteri (tutti a Sud)

TRENI. L'Italia dei misteri (tutti a Sud)

trenins

Alcuni misteri attanagliano da sempre l’Italia. E sono a volte misteri gravi che hanno segnato e segnano la storia del nostro Paese. Poi ci sono dei misteri che per qualunque cittadino non sono misteri, e che invece diventano misteri a Roma tra politica e burocrazia.

C’è un doppio mistero romano: perché in Sicilia non va nemmeno un treno Freccia? E perché non viene fatto un treno che impieghi due ore in meno tra la Sicilia e Roma?

I due misteri sono siciliani e i politici siciliani dovrebbero provare a risolverli, insieme a proporre le giuste rimostranze perché un biglietto Roma-Palermo è arrivato a costare 1000 euro. La soluzione di questi misteri interessa la Calabria perché ogni treno in più per la Sicilia è, banalmente, un treno in più per la Calabria.

Torniamo al mistero, e consideriamo tra le tre città metropolitane della Sicilia, il collegamento ferroviario tra Catania e Roma. Il miglior treno da Catania per Roma è un intercity che impiega 9 ore e 53 minuti. Un tempo che sembra appartenere ai primordi delle Ferrovie, al periodo ottocentesco, se non vogliamo imporre ai passeggeri cambi di treno, con i quali si risparmierebbe al più mezzora.

Dove sta il mistero?
Oggi è possibile, senza alcun costo per lo Stato e in tempi nulli, ottenere un abbattimento drastico dei tempi senza cambi per i passeggeri.

Resta fermo il tema dell’attraversamento stabile che non si considera in questa sede, come non si considera qualunque altro semplice accorgimento per ridurre i tempi di attraversamento. Cioè sullo Stretto si considerano i tempi attuali senza né piccoli né grandi interventi. Qui si vuole ragionare dell’interesse dei cittadini a ridurre il tempo di collegamento complessivo tra la Sicilia e Roma oggi, in attesa comunque di altri interventi. Non si considerano altri tipi di interessi.

Si può fare una riorganizzazione dei tempi di percorrenza delle tratte da Catania a Roma considerando:
-nessuna modifica infrastrutturale alle linee ed alle stazioni, da Catania a Roma;
-utilizzo di treni disponibili, senza nessun acquisto;
-utilizzo di navi disponibili, senza nessun acquisto;
-utilizzo delle invasature attuali, senza alcun intervento a Messina ed a Villa San Giovanni.

La proposta è semplice, quasi banale: utilizzare sul tragitto Catania-Roma un treno Frecciarossa 1000 in composizione da 4 carrozze. Questo treno ha una lunghezza di 102,4 metri e quindi può essere trasportato per intero su un binario delle navi traghetto attuali, essendo la lunghezza massima ammissibile di quest’ultimo superiore ai 130 metri. Con questa Freccia il tempo necessario al collegamento tra Catania e Roma risulterebbe pari a 7 ore e 38 minuti. Il tempo viene ottenuto sommando i migliori tempi sulle tre tratte (tra parentesi i treni considerati): 1 ora e 12’ Catania-Messina (IC722), 1 ora e 55’ Attraversamento Stretto (IC730), 4 ore e 31’ Villa San Giovanni-Roma (Frecciargento 8352 febbraio 2017). 

Si vede che si può ottenere immediatamente una riduzione di almeno 2 ore e un quarto senza spendere un euro, per questo definita riduzione a tempo zero e costo zero.

A Roma qualcuno può risolvere Il Mistero: perché non si invia almeno una Freccia in Sicilia risparmiando 2 ore e un quarto?

Con il collega dell’Università di Messina, Massimo Di Gangi, abbiamo scritto al Ministro Giovannini, ponendo questa questione.

Post Scriptum: Colpisce che ci sia un grande dibattito sul Ponte, con dichiarazioni dei Parlamentari, dei Presidenti delle Regioni, dei Ministri, fiumi di inchiostro pro e contro: la riduzione dei tempi sarà di un’ora e mezza rispetto a quanto accade oggi. Mentre non c’è nessuna dichiarazione, in cui si chieda di ridurre di 2 ore e un quarto senza spendere un euro ottenendo già oggi il vantaggio.
I due fatti, Ponte e Riduzione tempo zero costo zero, sono indipendenti operando su tratte differenti del percorso, ma ridurre di più di due ore subito sarebbe un importante risultato per la Sicilia e la Calabria.
*UniReggio