Delta e Omicron in Calabria. Sta passando la tempesta Omicron?

Delta e Omicron in Calabria. Sta passando la tempesta Omicron?

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Circa una settimana fa, in un articolo scientifico in corso di pubblicazione nell’Asia-Pacific Biotech News ed in uno di informazione, pubblicato in ZoomSud, abbiamo mostrato come si possa separare l’evoluzione delle due varianti dominanti della pandemia del COVID-19. La lettura della stampa italiana recente conforta questa idea, e quindi vale la pena valutare quanta, in questo momento, sia nella nostra regione la percentuale di contagi Delta e quanta di contagi Omicron.

Naturalmente questo permette anche speculare sull’evoluzione della pandemia nelle prossime settimane qualora la tendenza delle precedenti settimane fosse confermata.

A tale scopo utilizziamo i dati settimanali relativi al contagio per COVID-19 per il periodo tra il 31 ottobre e l’8 gennaio, riportati nella tabella seguente.

Settimana

Contagi

Tamponi

Positività (%)

Ricoveri allo

scadere della settimana

Terapie

intensive

Decessi

31/10- 6/11

857

23484

3.65

98

5

5

7/11-13/11

1206

31188

3.87

112

8

12

14/11-20/11

1198

31023

3.86

112

9

14

21/11-27/11

1458

32358

4.51

114

11

12

28/11-4/12

2078

39625

5.24

115

16

13

5/12-11/12

2319

37362

6.21

141

20

19

12/12-18/12

3534

50379

7.01

158

22

19

19/12-25/12

4403

61213

7.19

217

19

33

26/12-1/1

8373

71828

11.66

253

30

49

2/1-8/1

12622

79537

15.87

308

28

39

Alcune osservazioni sono d´obbligo. L’aumento di quasi quindici volte dei contagi tra la prima e la decima settimana non trova riscontro nei ricoveri o nelle terapie intensive ed è comunque molto maggiore di quello dei decessi.

Ricordiamo che la variante Omicron, come noto molto trasmissibile, sebbene con sintomi non violenti, e praticamente non letale, è stata rilevata per la prima volta in Italia il 27 novembre, cioè alla fine della quarta settimana del periodo considerato. È quindi presumibile che nelle due settimane successive i casi registrati in Calabria siano stati prevalentemente della variante Delta e che lo sviluppo dei contagi per Omicron abbia avuto luogo solamente nelle ultime quattro settimane.

Per altro, nelle prime cinque settimane si osserva un aumento sia nei contagi che nella positività,  certamente da ascrivere alla variante Delta, e questo trova riscontro nell’aumento dei decessi. Lo sfasamento di questo aumento è in accordo con le previsioni e quindi non dovrebbe essere imputabile, se non eventualmente in maniera indiretta, alla variante Omicron.

Queste considerazioni permettono di affrontare il primo dei due problemi menzionati, la valutazione dell’incidenza attuale dell’Omicron. Per farlo, ricordiamo che il metodo proposto consiste nel sottrarre ai dati osservati quelli da ascrivere all’altra variante, ottenuti per estrapolazione da quando essa era l’unica variante presente.

Per estrapolare i dati della variante Delta si possono ipotizzare diversi modelli matematici. Abbiamo scelto di usare sia un modello lineare che uno esponenziale (sebbene la brevità del periodo studiato non produca grandi differenze tra i due) ed estrapolato i dati sia di quattro che di cinque settimane, contate a partire dal 31 ottobre.

Il dato estrapolato può essere sia quello dei contagi che quello della positività. È ragionevole usare entrambi perché, in realtà, entrambi possono risultare ingannevoli e per la stessa ragione. I test di contagio non si riferiscono a un campione casuale e questo può contribuire sia a sovrastimare la positività, perché effettuati da persone che hanno motivo di ritenere di essere infette, sia a sottostimarla, perché effettuati da persona che hanno necessità di eseguire il test, indipendentemente dalla presenza di sintomi. 

Si hanno cosi quattro possibili estrapolazioni, che possiamo identificare come A, B, C e D, per ciascuno dei due indicatori. In entrambi i casi, l’estrapolazione che meglio approssima i dati della sesta settimana è quella, D, che utilizza i dati di cinque settimane e assume per la loro evoluzione un andamento esponenziale. Quella che più se ne discosta è quella, A, che assume un andamento lineare e utilizza i soli dati delle prime quattro settimane.

Questo ultimo risultato non è sorprendente, soprattutto perché una presenza significativa di casi Omicron nella quinta settimana non è molto probabile.

Nella seguente tabella presentiamo i valori stimati, relativamente all’ultima settimana, per la variante Delta nei diversi casi, ricordando il valore effettivamente regstrato, Il calcolo della percentuale di Delta è immediato e quindi, per differenza quello della Omicron. In questo modo possiamo porre dei limiti per l’incidenza relativa delle due varianti durante la settimana appena trascorsa.

Metodo

Valore osservato

Valore stimato A

Valore stimato D

% Delta A

% Delta D

Contagi

12622

2526

5140

 20.01

40.72

Tamponi

15.87

5.97

7.87

37.62

49.59

Per quanto detto in precedenza, una presenza dell’Omicron all’80% non è molto probabile, mentre un valore medio nella settimana del 50- 60% sembra plausibile.

Dato che stiamo già al terzo giorno della settimana successiva, è interessante stimare che cosa l’analisi precedente prevede per questa settimana e la prossima, anche perché siamo già in grado di confrontare tale previsione con le indicazioni provenienti dai dati dei primi tre giorni della settimana tra il 9 e il 15 gennaio.

Di nuovo analizzeremo separatamente contagi e positività.

Per quanto riguarda i contagi, per la Delta basta seguire utilizzando le estrapolazioni A e D. Con la A avremmo circa 2700 casi di Delta in questa e 2900 nella prossima settimana, con la D circa 6200 in questa e 7600 nella prossima. Invece per la Omicron dovremmo seguire il suo andamento a partire da quando ha cominciato a diffondersi, ed esso ha carattere esponenziale. Questo conduce a prevedere per questa settimana circa 23000 contagi Omicron (caso A), e circa 18400 (caso D). In entrambi i casi, la previsione globale è di circa 25000 contagi nel corso della settimana. Nella successiva i contagi aumenterebbero, raggiungendo un tetto di circa 80000 (caso D, 90% di Omicron), mentre nel caso A sarebbero poco più di 50000, con un 95% di Omicron. Un aumento analogo si avrebbe per la positività, che questa settimana dovrebbe raggiungere il 25-26.5 % e la prossima il 29-31%.

Naturalmente queste previsioni dipendono in gran parte, anche se non exclusivamente, dall’ipotesi che continui la crescita esponenziale della variante Omicron.

Tuttavia questa crescita esponenziale non può evidentemente essere indefinita, per una ovvia ragione teorica, ma anche sulla base dell’esperienza dei primi paesi in cui è apparsa la variante Omicron.

L’esperienza sudafricana mostra che in sette degli otto paesi in cui la variante si è diffusa inicialmente, la crescita violenta dei contagi non ha durato più di tre settimane (addirittura due nel caso di Angola, Lesotho e Namibia), e nell’ottavo (Botswana) ha comunque smesso di aumentare. Un altro piccolo segnale nella medesima direzione pare venire dai dati di Gran Bretagna, Canadà e Spagna. In tutti gli altri paesi è prematuro chiedersi se succederà lo stesso,

In Italia l’accelerazione della crescita è appunto di circa tre settimane fa. Se dovesse succedere lo stesso, le estrapolazioni fatte non si verificheranno, anche se occorre osservare che potrebbe continuare il contagio Delta, con i conseguenti casi gravi e decessi.  

Orbene, possiamo analizzare i dati relativi al periodo 9-11 gennaio e proiettarli su base settimanale. In questi tre giorni i contagi sono stati 5491, corrispondenti a 12800 settimanali, non solo molto meno di quanto temuto, ma anche senza una crescita significativa rispetto alla settimana precedente. Anche la positività è rimasta stabile intorno a 15.8.

Certo tre dati sono pochi per affermare che lo sviluppo dell’Omicron in Calabria è terminato, né si può generalizzare questo risultato, però, essendo la Calabria una delle regioni con minor tasso di vaccinazione, forse questo risultato potrebbe indicare che l’Italia sta seguendo lo stesso cammino dei paesi sudafricani e ciò sarebbe in accordo con quanto, sulla base di quella esperienza, e con tutti i caveat del caso, prevedemmo nel menzionato articolo su ZoomSud di una settimana fa.