L’eccellenza imprenditoriale in Calabria. Parliamone, scriviamone, ma con moderazione

L’eccellenza imprenditoriale in Calabria. Parliamone, scriviamone, ma con moderazione

Eccellenze       di DARIO MUSOLINO* - Ci sono imprese eccellenti in Calabria? Si può essere eccellenti in Calabria? Vale la pena parlarne?

Le domande potrebbero suonare fuori luogo, in una regione che i principali indicatori socio-economici condannano ineluttabilmente a una condizione di arretratezza e ritardo.

In realtà, sono domande che consentono di gettare luce su tutte quelle iniziative imprenditoriali che, magari pur senza fare massa e numeri rilevanti, dimostrano che non è impossibile fare impresa con successo in Calabria, ovvero che non è sempre destinato a fallire chi fa lo sforzo di avviare un’attività d’impresa.

Sottolineare l’esistenza di imprese eccellenti, parlarne, scriverne, come accade da qualche tempo anche in Calabria è quindi un’operazione intelligente, perché, senza travisare la realtà della situazione socio-economica complessiva, permette di mettere in evidenza degli esempi positivi, virtuosi, in un quadro che è non solo depresso, ma che viene ancora di più depresso dal continuo battage mediatico negativo che insiste sulla regione. E apre le porte a possibili effetti di emulazione, imitazione, ossia contribuisce a incoraggiare quelle energie, quelle forze latenti, che vorrebbero provarci, invece di lasciare la regione.

Esiste ormai una vasta letteratura in Italia sulle imprese eccellenti, che ovviamente sono molto più presenti al Centro-Nord, ma non mancano nelle regioni del Sud, sia nelle regioni meridionali messe relativamente meglio (per esempio, in Puglia e Campania), che in quelle messe peggio, come la Calabria. E ciò che va sottolineato delle realtà eccellenti del Sud, e della Calabria in particolare, e che di fatto li rende “ancor più eccellenti“ delle imprese eccellenti di altre regioni, è la considerazione che far bene impresa in certe aree del paese è molto più difficile che in altre zone.

Il contesto in cui si muovono gli imprenditori meridionali e calabresi è infatti nettamente più complicato, insidioso, e anomalo di quello in cui generalmente operano le imprese del Centro-Nord. La localizzazione geografica, innanzitutto, periferica, isolata, poco accessibile, distante dalle grandi agglomerazioni, dai grandi mercati, dalle grandi reti e catene di fornitura. E poi il contesto “ambientale”, nel senso che tutti noi conosciamo, ovvero del condizionamento della criminalità organizzata. E inoltre la carenza e l’inefficienza dei servizi pubblici, evidentemente più marcata di quella riscontrabile in altri aree del paese. Per cui, chi riesce a fare impresa con successo in Calabria, regione che potremmo purtroppo definire “inospitale” per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali, va doppiamente apprezzato e premiato come imprenditore.

Un caveat va però fatto. Quando si parla, si scrive e si discute di eccellenza, bisogna avere chiaro cosa s’intende per eccellenza imprenditoriale, atrimenti si rischia di fare confusione e cattiva informazione. Parlare di eccellenza imprenditoriale significa innanzitutto fare riferimento a imprese con performance economiche e occupazionali rilevanti, ovvero imprese molto dinamiche, in crescita, con risultati notevoli, superiori alla media, in fatto di redditività, produttività, e occupazione. L’eccellenza d’impresa è dunque innanzitutto una questione economica, e occupazionale.

Poi ci sono altri aspetti che possono caratterizzare positivamente un’esperienza d’impresa, come un prodotto particolarmente innovativo, la capacità di penetrazione in determinati mercati, delle competenze specifiche, iniziative apprezzabili in fatto di etica o di qualità. Questi sono anche elementi a loro modo positivi, di eccellenza. Ma se vogliamo parlare d’impresa eccellente in senso stretto, se vogliamo individuare consolidate imprese di successo dobbiamo partire dai fondamentali risultati economico-aziendali e occupazionali.

Mi è capitato di leggere recentemente, tra le tante eccellenze recentemente segnalate in Calabria da giornali, convegni, ecc., di imprenditori ritenuti di successo perchè capaci di ottenere un finanziamento pubblico con un buon business plan, oppure di eccellenze rinomate per il fatto di aver investito in un nuovo impianto. Questi sono certamente aspetti apprezzabili, ma siamo lontani da quegli elementi che tipicamente consentono di attribuire il titolo di “impresa eccellente“.

Certo, in Calabria il concetto di eccellenza va adattato al tessuto imprenditoriale presente (e tenendo conto di quanto detto prima, alle peculiari difficoltà che si incontrano nel fare impresa). E anche esperienze in crescita magari non fortissima, o imprese con prestazioni buone ma non straordinarie, o anche start-up particolarmente promettenti, vanno evidenziate. Ma il concetto di eccellenza non va neanche snaturato e svuotato del suo significato, altrimenti i messaggi di incoraggiamento che cerchiamo di mandare parlandone diventano inevitabilmente fuorvianti e controproducenti.

*Ricercatore CERTeT-Bocconi