L'INTERVENTO. I segni della democrazia nella valle dello Stilaro

L'INTERVENTO. I segni della democrazia nella valle dello Stilaro
Stilaro1   Ci sono mille piccoli segni che annunciano la fine di una democrazia. Noi  racconteremo un episodio  in apparenza molto piccolo ma il realtà più significativo di mille discorsi che il vento si porta via. Tutto accadde in una fredda notte di febbraio di tanti anni fa  quando  l’operazione “Stilaro” portò alla sbarra 102 persone, di questi 62 furono portati in carcere e 40 indagati a piede libero.

Il sindaco di Camini, piccolo centro Jonico, prof Giuseppe Romeo, l’intera giunta e gran parte dei consiglieri comunali finiscono in galera, prelevati nel cuore della notte dinanzi agli occhi atterriti della moglie  e dei propri figli. La stampa  dedica alla “brillante operazione” le prime pagine mentre la notizia balza  sulle  televisioni nazionali. Nella consueta conferenza stampa il responsabile  provinciale della DDA  ammonisce : “ …Sappia la società civile che non ci fermeremo davanti a nessun santuario…” mentre il PM  antimafia che ha coordinato l’inchiesta  dichiara  : ”…un lavoro ben integrato. Emergono così rapporti perversi ed incoffessabili  soprattutto  in occasioni delle ultime elezioni comunali di Camini”.

In verità  la “brillante operazione” si rivelò una grande bufala, al Comune di Camini non c’era alcun “santuario” da espugnare  mentre il sindaco e la giunta risultarono completamente  estranei ad ogni contiguità con la ndrangheta. Assolvendoli i giudici stabilirono ciò che tutti  sapevano già: il sindaco di Camini e la sua giunta erano completamente innocenti!  Il  professor  Romeo  era  da tutti conosciuto come un autentico galantuomo, un anziano e stimato insegnante  e l’ intera comunità  gli riconosceva una grande onestà, una particolare mitezza, una rara dolcezza di carattere. Eppure venne trascinato in carcere come un malfattore. La sua sola ed unica colpa è stata quella di essersi impegnato per il riscatto della sua gente.

Non affronterà il processo. Meno di un anno dopo l’arresto, il giudice dell’udienza preliminare lo manderà assolto da tutti i reati che gli erano stati contestati.

Secondo il gup  si   è trattato di un errore giudiziario, ma  direi che i casi analoghi  sono stati così tanti e tali che appare difficile classificarli come  “errori” ma, come vedremo, parlerei piuttosto di una precisa strategia tesa alla criminalizzazione calcolata del Sud!

 La giunta comunale di Camini  era composta da   gente semplice. Tra questi  Il segretario della sezione dell’ex PCI  è Giovanni Pileggi, già  emigrato in Germania. Il suo comunismo è una gran  voglia di riscatto degli ultimi  ed infatti , la sera della chiusura della campagna elettorale chiude il suo breve intervento in piazza leggendo alcuni ingenui versi  di un poeta contadino del luogo: “ Il cittadino parla, il cittadino è sveglio/ il “nemico” trema come un arboscello/ Il progresso avanza, l’era si presta/ il cittadino alza la testa…”. Dopo poco tempo dal suo “sogno”,  verrà portato in carcere dove sconterà sette mesi di detenzione preventiva.

Anche Lui verrà assolto da ogni accusa.

Con l’ondata di  arresti  finisce la breve  “primavera” del piccolo Comune della Locride   ma  gli effetti perversi della  “ operazione Stilaro” avranno  ancora  un ultimo  riverbero “politico” quando nel marzo dell’anno successivo agli arresti di massa, il governo Berlusconi-Maroni deciderà di sciogliere il consiglio comunale di Camini. Gli amministratori erano innocenti ma ciò,  in Calabria,  viene considerato  un dettaglio del tutto irrilevante. Sconcertante il silenzio della “politica” che ha dimostrato allora (e dimostra ancora oggi) la propria subalternità al fondamentalismo di alcuni PM. In quel preciso momento storico  la “Lega Nord” lasciava le valli bergamasche per  diventare importante forza di governo. L’antimeridionalismo tocca il suo apice quando Bossi, ministro della Repubblica, rivolgendosi ai meridionali afferma “siete la vergogna del mondo”.  Alcuni PM si trasformano allora in  strumenti- (consapevoli o meno non ha importanza)-  dell’antimeridionalismo  dilagante .Viene rimossa la “questione meridionale ed i “terroni” diventano tutti  criminali.

Perché abbiamo raccontato questa storia così “piccola” e, contemporaneamente, così “grande”?

Innanzitutto perché la stampa che aveva riportato la notizia in prima pagina corredata dalle foto dei “criminali” non ha mai reso giustizia alle vittime dell’oscurantismo repressivo. Le assoluzioni o furono completamente ignorate oppure relegate in qualche trafiletto nelle pagine interne… e non si è trattato di dimenticanza bensì  di paura di disturbare i manovratori. Il “sacrificio degli umili non fa notizia ed a ben guardare la questione oggi è più drammatica rispetto ad agli albori della Repubblica perché manca il “partito” degli ultimi. Tutte le forze organizzate  tutelano i poteri forti ma nessuno si schiera con la gente senza storia che come pulviscolo atmosferico ci vive accanto e sparisce senza lasciar traccia.

Sarebbe necessaria una nuova “Resistenza” ma stento a  vedere all’orizzonte forze disponibili a  scendere in campo. Nei giorni scorsi, un importante PM calabrese  ha dichiarato che la ndrangheta in Calabria rappresenta il primo partito. Non ho elementi ne per confermarlo, ne per escluderlo. Ma si dovrebbe riflettere se “fatti” come quelli di Camini -già successi in  decine di altri centri grandi e piccoli - non abbiano  notevolmente  rafforzato  la ndrangheta. Si faccia questa riflessione senza alcuna  animosità . 

Il segretario della sezione “Togliatti” di Camini , Giovanni Pileggi , già assessore comunale, nel momento di dimettersi da consigliere scrive con mano malferma  : “..Sono svuotato completamente dallo spirito sincero e onesto di dare il mio contributo civile e sociale al mio piccolo comune di nascita. …Questa magistratura restituisca a me ed alla mia famiglia quello che mi appartiene, cioè la mia immagine pulita e onesta nel rispetto della Costituzione italiana al fine, anche e soprattutto, di non condizionare ulteriormente il futuro dei miei figli…”

Da tale sentimento di “svuotamento” e di frustrazione, da questa sfiducia profonda nella magistratura e nello Stato  nasce la ndrangheta. Infine un’ultima  considerazione: gli amministratori arrestati furono indennizzati per l’ingiusta detenzione: il  Comune di Camini è stato costretto a pagare le spese di giudizio. Ovviamente sono soldi di tutti noi.. finiti non nel contrasto  alla ndrangheta bensì nella lotta contro la Libertà di persone innocenti. Forse, nei luoghi in cui un PM aveva ritenuto di espugnare un “santuario” della ndrangheta , sarebbe giusto qualcuno si decida di  mettere una targa per ricordare un sindaco, eletto dal popolo, e  vittima della “malagiustizia”.