LA RECENSIONE. Il Parlamento sotterraneo di Mario Nanni (Rubbettino)

LA RECENSIONE. Il Parlamento sotterraneo di Mario Nanni (Rubbettino)

nanni

Mario Nanni, cronista politico e parlamentare di lunga tradizione (tra l’altro ha fatto per molti anni il responsabile di questo settore all’Ansa) ci regala in un libro prezioso e sagace – Parlamento sotterraneo (Rubbettino) – un caleidoscopio imperdibile.

  Questo libro, infatti, intende contribuire a rinverdire e a conservare, la memoria storica di anni di vita parlamentare e politica, lungo un arco temporale tra le cosiddette Prima e Seconda Repubblica.

Mostra in azione personaggi di vario spessore, figure, figurine, che talvolta assumono la fisionomia esemplare dei “tipi” letterari. Il libro racconta anche numerosi aneddoti più o meno divertenti e perfino esilaranti però mai fini a sé stessi, perché sono inquadrati in temi generali, sempre attuali, e al centro del dibattito politico contemporaneo.

Questi temi, che costituiscono anche l’orizzonte del libro, sono la qualità dell’informazione politica e parlamentare, il decoro del Parlamento, la sua perdita di centralità e di ruolo, le fake news, l’abbassamento di livello delle classi dirigenti, viste in rapporto a quelle del passato, in una operazione non di nostalgia ma di verità. Attraverso lo scorrere delle pagine, e lo sfilare di protagonisti più o meno noti, si cerca di restituire lo spirito del tempo, l’atmosfera di certe fasi anche drammatiche del mondo parlamentare e della vita nazionale, i tratti di un certo “piccolo mondo antico” tecnologico in cui dominavano i fax, i teledrin, la telescrivente, quando non erano comparsi ancora il computer, Internet, lo smartphone e i social, che tante novità, non solo negative, hanno fatto nascere nel rapporto tra informazione e politica.

Si osserva anche, con l’esempio di alcuni casi tipici, come si sia modificato il modo di lavorare dei giornalisti parlamentari, come siano mutati gli atteggiamenti dei politici, i comportamenti degli eletti, osservati nel concreto svolgimento del loro mandato.

Non mancano le scene divertenti, legate a personaggi del Parlamento e del giornalismo parlamentare, presentati con un sorriso e, qua e là, con un tocco di umorismo.

Quello di Nanni non è un mondo parallelo al “mondo di fuori”, o contrapposto alla cosiddetta “società civile”, spesso considerata nella pubblicistica politica come portatrice di valori diversi o perfino superiori. Della società civile, piuttosto, l’universo parlamentare è la figurazione rappresentativa, con gli stessi pregi e difetti di chi ha contribuito a crearlo (cioè i cittadini elettori).

Questo libro non è (solo) per addetti ai lavori, per i frequentatori del Parlamento, ma è rivolto e dedicato ai cittadini. Sia a quelli che continuano, nonostante tutto, a considerare il Parlamento il tempio della democrazia repubblicana, sia a coloro che lo ritengono un’anticaglia inattuale da soppiantare con la democrazia diretta.

   E non manca un consiglio ai giovani giornalisti, e ai giovani in generale: scrivete, annotate, portate in tasca un taccuino, segnate i pensieri che vi vengono, le scene che vedete nella vita quotidiana, sui luoghi di lavoro.