LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. La padrina di Palma Comandè (Rubbettino)

LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. La padrina di Palma Comandè (Rubbettino)

comandè

Al suo terzo libro, Palma Comandè, nipote di Saverio Strati firma, per Rubettino, un romanzo ambientato in una Calabria selvaggia, antiquata più che antica (la vicende si snoda a partire dagli anni ottanta del Novecento) e, nello stesso tempo, adusa a moderni traffici di malaffare, con basi in Lombardia e negli Stati Uniti.

Sono due le donne protagoniste di La padrina. Donna Menù, la nonna che guida l’intera famiglia, quella diretta di figli e nipoti, e quella allargata, di rami collaterali, con piglio dittatoriale: che non esita a mettere un fucile in mano ad un figlio quindicenne per vendicarsi di chi le aveva ucciso il padre né a distruggere una figlia colpevole di essersi innamorata di uno “sbirro”. Una donna dominata da una sete di vendetta combinata con la volontà di un potere costruito passo passo mettendosi in affari con altri capi ‘ndrangheta locali; capace di intessere e rafforzare i legami con i parenti e gli “amici” americani per raggiungere i suoi fini; dotata, più d’ogni altro, di una visione strategica sugli obiettivi da raggiungere. Una donna rispettata, temuta e venerata dall’intera comunità, quasi fosse una santa, superiore a tutti per qualità morali. L’altra protagonista – che racconta tutta la vicenda in prima persona – è la nipote, Mirià. Prima ragazzina che sogna, insieme ad un’amica, un mondo diverso: studiare, diventare medico; e, costretta a non continuare la scuola, poter fare la stilista di abiti da sposa. In seguito, ragazza che si adegua alla scelta della nonna per lei di un matrimonio americano. Poi adulta che cerca la sua strada. Un percorso che la porta sempre più dentro i meandri del malaffare in cui la sua famiglia è invischiata: un mondo che non condivide razionalmente, ma cui è legata emozionalmente. Finché un evento drammatico la costringe a scegliere. E la sua scelta, sebbene opposta a quelle della nonna, che la rifiuta con sprezzo, finisce col modificare anche altri della famiglia e, forse, nel momento della morte, la stessa nonna.

Nel racconto, emergono anche altre figure femminili: la coraggiosa, libera Mara Rosa; l’amica Lisa, vittima innocente di un sogno di vita diversa; la madre e la suocera di Mirià, entrambe bloccate nel loro ruolo di custodi di interessi familiari.

Non del tutto riuscito né per stile né per sviluppo della trama, La padrina potrebbe, però, fare da apripista ad una nuova stagione di testi sulla ‘ndrangheta incentrati su figure femminili.

Palma Comandè La padrina, Rubbettino, pp. 193, euro 12, 50