LA RECENSIONE. Promettimi di essere libera, Nadia Crucitti (Libro/Mania)

LA RECENSIONE. Promettimi di essere libera, Nadia Crucitti (Libro/Mania)

crucitti

Da qualche giorno è in libreria Promettimi di essere libera di Nadia Crucitti, edito da Libro/Mania.

Narra il forte legame tra Lilly Wust, ariana, moglie di un ufficiale della Wehrmacht, croce d’onore per aver donato al Reich quattro figli e Felice Schragenheim, ebrea, prigioniera ad Auschwitz. Ispirato ad una storia vera, è un altro tassello di quella originale rivisitazione della Germania hitleriana che Nadia Crucitti ha avviato con Berlino 1940 – La Convocazione, edito da Città del Sole, centrato sul regista Veit Harlan e il suo Jud Süss, il più antisemita dei film, definito da Michelangelo Antonioni “potente, incisivo, efficacissimo, ripreso in maniera impeccabile, fin troppo”.

Con stile asciutto e sguardo disincantato, Nadia Crucitti tratteggia la complessa figura di un uomo che, pur non aderendo all’ideologia hitleriana, era affascinato dalla scenografia messa in atto dalla propaganda di Gobbels e si illuse di poter realizzare il suo sogno cinematografico senza fare i conti con l’atrocità del regime. Una pagina di storia – e di storia della cultura e del cinema in particolare – di grandissimo interesse.

Se lo sguardo dell’autrice reggina si allarga a vicende europee, si concentra anche sulla città di nascita e di vita. L’imperfezione dell’angelo, edito da Città del Sole, ricostruisce la vita di un gruppo di amici, bambini all’epoca della rivolta del Boia chi molla e giovani negli anni Ottanta – «Eravamo i classici figli di famiglie piccolo borghesi, educati e senza vizi» – con rimandi a vicende più lontane, in particolare della seconda guerra mondiale, con l’amore greco di zia Clotilde, e alla realtà più contemporanea: «Con questo paesaggio e il clima, Reggio sarebbe potuta essere un gioiello, ma si vede che non è stata amata». Luoghi, vicende, personaggi, abitudini: chiunque abbia vissuto e/o viva a Reggio e nel circondario vi ritrova luci, colori, atmosfere di una città di provincia in anni in cui essa stessa si è vissuta come bella e gentile e i rapporti tra le generazioni e tra i sessi cominciavano quasi impercettibilmente a cambiare.

L’approssimarsi di un ritorno in Calabria per le vacanze estive riporta alla memoria del protagonista – che vive ormai a Roma e racconta la vicenda in prima persona – l’agosto del 76, quando «il futuro era lì, a portata di mano»: «Ma nello spazio di quindici giorni ci ritrovammo divisi, infelici e scontenti. E fu proprio quello che accadde a influenzare l’avvenire di tutti: nessuno di noi ha poi fatto quello che desiderava in gioventù, eccetto Liliana, fissata con il giornalismo. Ma abbiamo tutti costruito qualcosa: famiglia, lavoro, piccoli futuri, certo non quelli eroici della nostra adolescenza che avrebbero cambiato il mondo, comunque futuri che, pur nella loro piccolezza, contribuiscono a far andare avanti il mondo in un modo più giusto. Questo me l’ha fatto capire Annalisa un giorno in cui le ho detto che mi sentivo insoddisfatto per non aver fatto niente di importante nella mia vita. “Noi due abbiamo fatto e facciamo grandi cose” ha risposto lei. “Tu lavori bene e vai d’accordo con i tuoi colleghi; io insegno con passione; i nostri figli sono ragazzi sereni perché sono amati. Quindi niente rabbia, invidia, violenza, disprezzo, odio, dolore. È così che il mondo continua ad andare avanti nonostante le guerre, le distruzioni, perché ci siamo noi, persone apparentemente piccole che apparentemente non fanno nulla di eclatante, ma sono un balsamo per le ferite che comporta il vivere”.».

Nadia Crucitti, L’imperfezione dell’angelo, Città del Sole
Nadia Crucitti, Berlino 1940 – La Convocazione, Città del Sole
Nadia Crucitti, Promettimi di essere libera, Libro/Mania