I CONVERSARI DI CETTY. Reggini e ceto medio

I CONVERSARI DI CETTY. Reggini e ceto medio

giufa cioccadi CETTY GANGEMI -

1) U ‘zi nuddu (Personaggio immaginario, usato per indicare una persona di poco valore. Spesso e volentieri è usato quando si accusa qualcuno di non tenerci in considerazione: es. “E cu su eu? U zi nuddu?”);

2) Mustazzuni ( Celeberrimo personaggio, non si sa se realmente esistito. Il nome “Mustazzuni” è usato per connotare una persona dai baffi lunghissimi. Si narra che, probabilmente, tale personaggio possedeva una piccola bottega dove ognuno si serviva liberamente, forse anche non pagando. La frase “E chi ti pari chi esti, a putia i Mustazzuni?” è infatti usata per redarguire qualcuno che cerca cibo o quant’altro in casa di un altro, senza chiedere permesso);

3) Il ronzo (Personaggio immaginario che indica il nulla. Precisamente la connotazione del sostantivo è abbastanza volgare, sta infatti ad indicare la parte intima maschile. Usato molto spesso quando, suonando al citofono, alla domanda “chi è?”, si è soliti rispondere “il ronzo”);

4) Brigghiu ( Letteralmente “birillo”. Si usa quando si vuol dire a qualcuno che sembra “un palu paratu a dritta”. Es. “E chi ti parasti a brigghiu?”)

5) Giufà (Lo scemo del villaggio. Si usa quando si vuol dire a qualcuno che è goffo, inetto a far qualcosa. Es. “Mi pari a Giufà”);

6) Carrialandi (Letteralmente: Trasportatore di metalli non nobili. Usato per indicare una persona di poco valore, come appunto il materiale “landa” che costui immaginariamente trasporta);

7) Baconchi ( Personaggio usato per indicare una persona stolta, malvestita, in genere goffa nei movimenti e dal peso non indifferente. Es. “Scumbigghiasti a baconchi”);

8) U mamau ( Il terrore dei bambini. Usato per indicare una specie di fantasma dall’aspetto brutto, che solitamente fa la propria apparizione nelle ore notturne. Viene nominato quando si vuole spaventare i più piccoli. Es. “Si na finisci veni u mamau e ti pigghia!”);

9) A figghia ra ‘zza Coppulina ( Personaggio immaginario abbastanza volgare. Si usa per presentarsi ironicamente o mandare i saluti di nessuno a qualcuno. Solitamente si attribuisce a tale personaggio la residenza presso il quartiere reggino di “Sbarre”. Es. “Ti saluta a figghia ra ‘zza Coppulina ra sbarra”);

10) U figghiu ra sciurara ( Personaggio usato per indicare una persona che non conta nulla. Quando infatti si vuole prevaricare su noi stessi, si risponde solitamente: “E chi ti pari chi su? U figghiu ra sciurara?” , come ad indicare una persona che ha poca influenza in determinati ambienti).