L'ANALISI. Stare al Governo, Stare all'Opposizione

L'ANALISI. Stare al Governo, Stare all'Opposizione

Sento dire che è bene andare all'opposizione dopo anni e anni di responsabilità di governo assunta senza investitura popolare e con risultati deludenti. Leggo che premier e presidenti di Camera e Senato non sono una sorpresa e che dovremmo aspettarli alla prova dei fatti, giudicarli senza preconcetti.

Se c'è un dato di fatto è che si è via via perduto ogni metro di valutazione, per cui vale, sempre, tutto e il contrario di tutto dopo che il pensiero forte è morto e vince la società liquida, è l'evidenza empirica, la constatazione ex post valere, a prescindere da scala di valori e campi di appartenenza, anche a fronte di esperienze sul campo già vissute e sperimentate.

Quanto a fermarsi un giro, o anche più d'uno, è evidente che fa parte del gioco dell'alternanza o più precisamente del rispetto, ovvio, per il responso del pronunciamento popolare, anche quando questo esito aveva mandato al governo uomini e idee non in grado di tradursi in azioni politiche concrete, come si è ripetuto negli ultimi decenni.

Fece bene, fece male, il partito democratico, a vestire, più volte, l'abito della responsabilità, del farsi carico di affrontare e di (provare a) risolvere i problemi sul tappeto? C'è più di un settore alla sinistra del Pd, e finanche di Conte con una parte di quello che si chiamava Movimento 5 Stelle, che non è in grado comunque di intercettare e dare voce alla domanda di cambiamento, di giustizia sociale, di riconoscimento dei diritti fondamentali, e che in parte ritiene di affrontare la sfida dall'interno, dall'altra invoca soluzioni senza essere però in grado di dire come e quando: se il Pd non ne è capace, altrove di certo non si sta meglio, ahimè.

Non è obbligatorio, nemmeno per una forza politica, indicare soluzioni: la storia è stracolma di esternazioni fatte di proteste e denunce che a volte si sono mostrati lamenti e nulla più, altre hanno di fatto costituito l'anticamera di politiche, prese di posizione, azioni indirizzate verso la risoluzione di problemi. Quel che qui si vuole in qualche misura evidenziare è che ignorare o far finta di ignorare che strumenti vecchi non sono adatti al presente, che far riferimento a un come eravamo quale paradiso perduto di un eden che è improponibile, sono entrambe paradigmi non utili a ripartire.

La destra ha vinto perché ha preso più voti, ora deve governare. E' suo diritto ma anche un suo dovere. Se nessuno può negarle il primo tanto più deve richiamarla a un suo compito che non deve essere ammantato da difficoltà fra partner riottosi, ritardi nel comprendere dinamiche che dall'opposizione era facile scambiare per rumori di fondo mentre in tutta evidenza fanno parte strutturalmente della realtà di oggi. Come si interpretano altrimenti, sennò, i ventilati e reiterati richiami all'utilizzo di tecnici nel governo, i sussurri circa gli scenari esterni che condizionerebbero la situazione nazionale e che non è chiaro come si vogliono affrontare.

La verità, o più sobriamente la sintesi, di un quadro siffatto può risiedere nel rapporto, irrisolto, fra cittadino e palazzi; bisogni elementari e risposta delle istituzioni; scelta di valori e compatibilità con prassi quotidiana. Mentre sul primo dei nodi sopra succintamente richiamati sarebbe utile far chiarezza su storia passata e ideologie da rinverdire, mascherare o metter da parte e capire quale forma possa essere quella che un partito politico del terzo millennio deve assumere, lontani, lontanissimi, da scenari di partiti-stato, portatori di idee forti come quelle del secolo breve, circa i bisogni elementari e il loro soddisfacimento da parte dei palazzi, o si esce fuori da frusti schemi ruffiani e demagogici che pure ancora attecchiscono oppure il popolo mai comprenderà qual è il suo posto non di vassallo ma di cittadino.

Scelta di valori e prassi quotidiana infine. Con un inverno davanti in cui i combustibili avranno costi elevatissimi, lo stesso approvvigionamento alimentare inciderà pesantemente nei bilanci delle famiglie, milioni di senza reddito tenderanno ancora ad aumentare, non è semplice, se pure bisogna farlo veicolare, il messaggio da trasmettere e che sta a monte del nostro vivere insieme, di Stato nello scacchiere occidentale che si riconosce in una comunità fatta di principi inalienabili quali quelli della libera e autonoma determinazione, di difesa dei confini, di no a ogni tipo di aggressione.

E' materia, tutta questa, che riguarda solo chi ha perso alle elezioni o interessa pure il campo di chi le ha vinte? Io penso che sia materia comune di chiunque si riconosca all'interno di una Repubblica occidentale e le risposte che verranno testimonieranno della credibilità e affidabilità democratica o meno di una o di entrambe le parti.