REGGIO. Scopelliti, la politica la matematica e il conto che non torna

REGGIO. Scopelliti, la politica la matematica e il conto che non torna

DAeSCO      di MASSIMO ACQUARO - Due più due fa quattro in matematica e nella scienza che le è più vicina, da Macchiavelli in poi, la politica. Ad occhio e croce il ragionamento che viene fuori dalla manifestazione di piazza Italia di Scopelliti & co. litiga con la matematica e fa a pugni con la politica.

I conti della città sono allo sfascio. Si dichiari o meno il dissesto è tutto sommato irrilevante, il fatto chiaro è che Scopelliti, soprattutto, ed Arena, per una parte, hanno consegnato ai reggini uno stato delle finanze pubbliche da brivido e servizi pubblici da terzo mondo con una tassazione spaventosa.

Lo dicono gli uomini del csx? Ma no quelli stanno quasi tutti zitti ed acquattati. Lo dicono i giudici della Corte dei conti. Sino ad ora Scopelliti & co. hanno preso ceffoni in tutte le aule di giustizia che hanno calcato: dal tribunale e dalla corte d’appello per l’incandidabiilità di Arena e degli altri; dal Tar di Roma per il decreto di scioglimento del consiglio per mafia; dalla corte dei conti per lo stato delle finanze pubbliche ed ancora ci sono sul capo del Governatore un paio di processi penali rognosi (il caso Fallara, innanzitutto).

Qui siamo, per così dire, ancora nei territori gelidi della matematica: sul versante giudiziario Scopelliti ha perso, finora, tutte le partite in casa e fuori casa.  Se fossimo in un campionato di calcio l’allenatore sarebbe saltato da un pezzo e la squadra sarebbe con due piedi in zona retrocessione.

Ma siccome il Governatore il pallottoliere delle sconfitte lo conosce bene, per l’ennesima volta attacca i misteriosi e terribili nemici della città. Soggetti ignoti, ma potentissimi, al punto c’è da credere che avrebbero influenzato decisioni ministeriali, tribunali, corti e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, come si dice, Scopelliti la butta in politica, sperando che gli altri anche in questo campo non sappiano far di conto e che l’unico signore dell’alambicco di Macchiavelli sia lui.

Ma è chiaro che le cose non stanno così. La (probabile) candidatura del senatore D’Ascola, come dire, non fa i conti con il pallottoliere della politica. Mettere uno stimato professionista sullo stesso palco con pezzi interi della classe politica finita nei guai e che ha messo nei guai la città, è una sorta di falso in bilancio dal punto di vista politico. E come se una società sportiva in bancarotta e con i giocatori ammaccati ed a fine corsa comprasse un buon centroavanti dicendo che la salvezza è vicina e che addirittura si vincerà il campionato. I tifosi potrebbero cascarci, ma per quanto?

Ora, sia chiaro, Scopelliti le elezioni comunali potrebbe anche vincerle e anzi è molto probabile che ciò accada davvero. Ma questo sol perché ha capito che il csx è allo sbando, privo totalmente di figure carismatiche, incapace di un dialogo vero e profondo con le componenti sociali della città e vuole impedirgli di organizzarsi, di tirare le somme. A Reggio persino l’attivissimo M5S pare una lontana cometa, priva di slancio, di capacità di proposta e di denuncia. In questo deserto il Governatore ha le mani praticamente libere, fa quello che egli pare, insulta i nemici, prende a calci l’opposizione e inveisce contro la terna commissariale. La quale tace, vista la fine toccata al prefetto Piscitelli e la visita di Alfano in città. Non sarà stato Scopelliti a cacciarlo Piscitelli, ma non ci crede nessuno.

Alla fine i conti non tornano, ma il pallottoliere è solo in mano al Governatore che sposta le palline a suo piacimento. Chapeau.